Lo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole comunali dell’Aquila

Considerando che l’amministrazione comunale nicchia quando si paventa l’ipotesi di pubblicare documenti utili ai cittadini sul sito web istituzionale dell’ente, ci pensiamo noi: di seguito trovare, in formato excel scaricabile (in basso), il documento prodotto dalla Commissione Territorio e inviato ai consiglieri dopo la seduta di ieri [leggi qui].

Come abbiamo dimostrato con i fatti nel corso degli anni, la ricostruzione post-sisma delle scuole comunali dell’Aquila è una priorità assoluta per la Coalizione Sociale e, senza volerne fare un uso strumentale, speriamo che sia una priorità assoluta anche per la giunta comunale. Non potremo tollerare ancora ritardi, dopo anni e anni in cui la ricostruzione pubblica – e in particolar modo quella dell’edilizia scolastica – è stata ferma al palo.

Apprezziamo lo sforzo da parte del presidente della Commissione Raffaele Daniele, che ha voluto ottemperare all’obbligo previsto dalla mozione della Coalizione Sociale, approvata dal Consiglio comunale alla fine dello scorso anno. Ma a nove mesi dall’insediamento della nuova giunta, non ci basta assistere a un’estenuante ricognizione dello stato dell’arte, senza che venga fatta – e tantomeno comunicata – una pianificazione strategica, edificio per edificio, plesso per plesso.

Continueremo a vigilare affinché venga decisamente accelerato il processo di ricostruzione delle scuole dell’Aquila. Per il presente e il futuro della comunità, dei nostri figli e delle nostre figlie.

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D’Alfonso e D’Eramo si dimettano, è una questione di decenza

Passate le elezioni politiche c’è sempre più bisogno di atti concreti per ristabilire un minimo di credibilità nelle istituzioni. La consuetudine dei doppi incarichi istituzionali è, a nostro giudizio, una delle prime cose da eliminare.

Alcuni sono proprio incompatibili, come quello di parlamentare e presidente di Regione. Ci aspettiamo quindi che, una volta che il 23 marzo sarà “inverata” la nomina a senatore del presidente Luciano D’Alfonso, lo stesso si dimetta immediatamente dal suo incarico in Regione senza odiose meline, visto che l’incompatibilità è chiara e senza discussioni.

Altri doppi incarichi per legge sono ancora consentiti ma sarebbe un grave atto di irresponsabilità se il neo onorevole e assessore del Comune dell’Aquila Luigi D’Eramo non rinunciasse senza indugi al suo posto in giunta, come è stato paventato in una conferenza stampa di lunedì scorso. La nostra città non può permettersi i “giochi” interni tra le varie forze politiche, non può aspettare che la maggioranza trovi gli equilibri per formare una nuova giunta, magari in attesa che si chiarisca se tornare al voto a breve per il parlamento o addirittura in vista delle scelte per le candidature alle prossime elezioni regionali. L’immobilismo che oggettivamente ha caratterizzato l’Amministrazione in questi primi nove mesi di governo continuerebbe infatti ancora per lungo tempo.

Non è una faccenda di cumulo di stipendi, che non c’è, è questione di decenza e di etica della politica, merce rara in questo momento e di cui il Paese invece ha disperato bisogno.

E’ la dignità stessa delle cariche che si ricoprono a suggerire che non si può svolgere contemporaneamente al meglio la funzione di parlamentare e quella di assessore della città capoluogo d’Abruzzo. Figuriamoci quella di presidente della Regione.

Ai neo eletti vanno i nostri migliori auguri per la nuova avventura.

Ricostruzione scuole, a 60 giorni dalla mozione di Coalizione Sociale è l’ora della chiarezza

Siamo agli sgoccioli per il resoconto sulla situazione delle scuole comunali. Entro la fine del mese, infatti, l’Amministrazione dovrà riferire in Commissione Gestione del Territorio “sullo stato di avanzamento dell’iter degli interventi di ricostruzione dell’edilizia scolastica” e pubblicare sul sito web del Comune “il cronoprogramma della ricostruzione delle scuole completo e aggiornato”, così come prevede la nostra mozione approvata in Consiglio nel dicembre scorso.

Evidentemente non si potrà prescindere dalla ricognizione della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici attualmente utilizzati e dalle decisioni da prendere in merito. Ci aspettiamo, poi, che per ogni scuola siano chiarite e pubblicate nel nuovo programma la data di inizio e di fine per le seguenti fasi già note e ben identificate:

  • elaborazione della documentazione preliminare alla progettazione e relativa approvazione;
  • gare per la progettazione e i lavori;
  • progettazione preliminare e sua approvazione;
  • progettazione definitiva e sua approvazione;
  • acquisizione dei pareri necessari (Asl, vigili del fuoco, genio civile, etc.);
  • approvazione del finanziamento da parte dell’USRA;
  • progettazione esecutiva e sua approvazione;
  • esecuzione dei lavori;
  • collaudo.

Se poi per qualche edificio una o più di queste fasi siano già state avviate e/o concluse, l’iter sarà ancora più semplice: basterà indicare la data di inizio/fine come effettiva. Rimaniamo in fiduciosa attesa della convocazione e di una relazione esaustiva sullo stato dell’arte e futuro, altrimenti tutti gli impegni presi finora saranno solo propaganda.

La città aspetta da troppo tempo che i ragazzi possano frequentare scuole sicure e all’avanguardia. Abbiamo i fondi in cassa da anni e la possibilità di assicurare alle famiglie che hanno scelto di rimanere o di cominciare a vivere nel nostro territorio, edifici sicuri al 100% e adatti alle esigenze didattiche e di aggregazione. Abbiamo un’occasione e una responsabilità che ci invidia tutto il Paese, il Paese delle scuole inadeguate e che cadono a pezzi: non possiamo permetterci di continuare a sprecarla. L’Aquila ha bisogno di certezze, la sua comunità ha bisogno di un presente e di un futuro migliore.

Coalizione Sociale presenta mozione contro concessioni a organizzazioni razziste e fasciste

Lo avevamo annunciato prima di Natale nel corso di un’iniziativa all’Aquila organizzata dall’Anpi, e l’abbiamo fatto: al prossimo Consiglio comunale – previsto per giovedì 15 febbraio – presenteremo una mozione sulla concessione di contributi e spazi pubblici a organizzazioni che diffondono idee e comportamenti ispirati all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo e al nazismo.

La proposta della Coalizione Sociale è simile a quanto è stato adottato già da mesi in diverse città italiane. Chiede di modificare i regolamenti comunali affinché non vengano concessi locali, spazi o suolo pubblico, né contributi o patrocini ad associazioni, gruppi, organizzazioni politiche e sociali che manifestino e professino idee e comportamenti razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi, che si siano espressi con termini o modalità che indichino odio o intolleranza religiosa, o che si ispirino alle ideologie del fascismo o del nazismo e che contrastino pertanto con i principi sanciti dalla Costituzione italiana.

E’ notizia di oggi, infatti, che il Tar di Brescia abbia respinto il ricorso dell’organizzazione neofascista Casapound, che si era opposta alla decisione del Comune di Brescia, il quale aveva adottato una delibera simile a quella che abbiamo presentato. Secondo il tribunale amministrativo, la richiesta del Comune è in linea con i “principi democratici costituzionali”.

La mozione della Coalizione Sociale prevede inoltre che il legale rappresentante dell’associazione, del gruppo o dell’organizzazione politica e sociale richiedente debba obbligatoriamente presentare e sottoscrivere una dichiarazione (che costituisce parte integrante della mozione stessa), in cui si afferma che l’associazione non professa e non manifesta idee e comportamenti propri dei disvalori su citati.

La nostra proposta in Consiglio comunale è un atto di buon senso, a difesa di valori di tutte e tutti, attaccati da rigurgiti neofascisti che la storia ha già condannato. Confidiamo in un atteggiamento maturo da parte dell’assemblea più importante della città, affinché la proposta possa trovare un ampio consenso. Invitiamo tutte le persone e le organizzazioni che si riconoscono nei valori che vuole trasmettere la mozione a partecipare al Consiglio comunale previsto per giovedì 15 febbraio, dalle ore 9.

No al gasdotto Snam: continua la mobilitazione sul territorio aquilano

Riportiamo di seguito un comunicato congiunto e condiviso da Coordinamento No Snam L’Aquila; Asbuc Paganica e San Gregorio; 3e32 / CaseMatte; Comitati No Snam Sulmona; Asbuc Arischia; Coalizione Sociale L’Aquila

Centinaia di persone hanno partecipato ieri all’assemblea convocata a Paganica per ribadire il no della popolazione al progetto del gasdotto Snam.

Come spieghiamo da anni, sono numerose le ragioni economiche, ambientali, di opportunità energetica e sicurezza sismica, sulla quale basare un’opposizione popolare forte e decisa al passaggio del gasdotto, che attraverserà anche il territorio comunale aquilano per ben 20 km, e che è parte di un’opera ancora più grande e dannosa che si collega fino al Tap pugliese.

La sveltina pre-natalizia, con la quale il Consiglio dei Ministri ha autorizzato la scellerata costruzione della centrale di compressione di Sulmona è l’ennesimo sfregio a un territorio già provato dai disastri naturali, abitato da popolazioni che non vogliono essere colonizzate, spopolate, sacrificate.

Apprezziamo il sostegno alla mobilitazione da parte della Regione, dei sindaci del territorio e delle istituzioni intervenute ieri. Chiediamo tuttavia prese di posizione forti e azioni concrete anche nei confronti delle forze politiche protagoniste nei governi nazionali che negli ultimi venti anni hanno fatto la loro parte nell’iter autorizzativo del progetto.

Daremo nelle prossime settimane seguito a quanto da noi proposto e deciso nel corso dell’incontro di ieri. E’ infatti necessario percorrere due strade parallele e complementari: una che persegua il sabotaggio giuridico, attraverso i ricorsi e l’utilizzo prezioso degli usi civici, bene della collettività; l’altra che costruisca sul territorio un’ampia mobilitazione popolare. Una voce così forte da essere udita a Roma. Per questo anche da L’Aquila sarà importante partecipare anche alla grande assemblea regionale che si terrà a breve a Sulmona.

Per questo nei prossimi giorni organizzeremo altre assemblee No Snam nelle frazioni aquilane interessate dal tracciato del gasdotto, con lo scopo di amplificare e rafforzare la mobilitazione, attraverso un coordinamento di comitati, usi civici, associazioni, forze politiche e singoli cittadini, aperto a chiunque voglia fattivamente opporsi al progetto.

Il territorio aquilano, la valle dell’Aterno, l’Abruzzo interno e l’intero Appennino centrale sono ostili al gasdotto Snam.

 

Ricostruzione scuole, passa in Consiglio la proposta della Coalizione Sociale

Apprendiamo con soddisfazione come la giunta abbia accolto con favore la nostra mozione sull’aggiornamento del cronoprogramma della ricostruzione dell’edilizia scolastica dell’Aquila.

Nel Consiglio comunale di oggi, infatti, la proposta della Coalizione Sociale è passata con i voti della maggioranza.

Il centrosinistra si è invece astenuto forse per la “coda di paglia” che ha, visto che il cronoprogramma per le scuole, nella passata amministrazione, era stato proposto dai consiglieri di opposizione Di Cesare e Vittorini ed approvato all’unanimità (quindi anche dal centrosinistra) per poi essere sistematicamente disatteso. D’altronde è nota l’allergia ai cronoprogrammi della passata amministrazione Cialente e l’astensione di oggi – da Di Benedetto a Masciocco – è in totale continuità con questa propensione, e allo stesso tempo in contraddizione con loro stessi che pure lo avevano votato. Noi chiediamo che sulla ricostruzione delle scuole non si facciano strumentalizzazioni politiche. Vediamo adesso, dopo sei mesi di soli annunci, cosa farà il Sindaco Biondi, che intorno a questo cronoprogramma vogliamo inchiodare.

La mozione prevede che il Sindaco debba entro 60 giorni e poi ogni 6 mesi riferire al Consiglio comunale (in II Commissione) sullo stato dell’arte della ricostruzione degli edifici scolastici di proprietà comunale, aggiornando di volta in volta il cronoprogramma pubblicato dal 2015 sul sito del Comune, per iniziativa del gruppo di Appello per L’Aquila che vogliamo.

In questo modo sarà possibile tenere sotto controllo i procedimenti avviati o programmati e chiedere conto di eventuali ritardi. Il cronoprogramma, infatti, risulta ad oggi incompleto e disatteso. Nella pagina dedicata sul sito web del Comune dovranno essere aggiunti i cronoprogrammi della ricostruzione degli edifici ad oggi non inseriti, e dovranno essere aggiornate le schede dei cronoprogrammi evidentemente superati.

In Commissione Territorio si farà anche il punto sulla sicurezza sismica delle scuole aquilane, per cui le informazioni sono ancora incomplete.

Attraverso un’opposizione dura ma costruttiva, per la seconda volta in pochi mesi la Coalizione Sociale ottiene un risultato positivo, convincendo sull’utilità delle proposte.

Oggi abbiamo scelto di inchiodare l’amministrazione comunale ad un rendiconto costante sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole aquilane, per un monitoraggio obbligato da parte della giunta, sul quale vigileremo. La dimostrazione di come il Consiglio comunale – l’assemblea più importante e rappresentativa della città – debba essere luogo di confronto e decisioni finalmente incidenti sulla vita della comunità aquilana, oltre che di controllo dell’amministrazione da parte della cittadinanza.

Ricostruzione scuole, Coalizione Sociale: “Disatteso il cronoprogramma”

Sarà presentata nel Consiglio comunale del prossimo 29 dicembre una mozione proposta dalla Coalizione Sociale sul cronoprogramma della ricostruzione post-sisma delle scuole comunali dell’Aquila.

Ad annunciarla, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane in Comune, è stata Carla Cimoroni, consigliera comunale della Coalizione Sociale. L’iniziativa richiama un’altra mozione, presentata da Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo nel maggio 2015, che chiedeva di pubblicare e aggiornare sul sito web del Comune il cronoprogramma della ricostruzione delle scuole di proprietà comunale.

All’esito di quella mozione, approvata all’unanimità, l’amministrazione ha pubblicato un cronoprogramma parziale e non aggiornato (qui).

Sono infatti presenti i documenti delle sole scuole di Paganica, Pettino, Arischia, Coppito, Santa Barbara e Sassa. Mancano tutte le altre. Se si analizzano i cronoprogrammi, poi, si può facilmente verificare come i dati non vengano aggiornati, e i tempi siano nel frattempo slittati vertiginosamente. Bastano due esempi: per la scuola primaria di Pettino la fine dei lavori era prevista per il 19 dicembre, mentre l’aggiudicazione definitiva dell’appalto è avvenuto solo lo scorso giugno, mentre ad Arischia i lavori si sarebbero dovuti concludere a luglio, ma non risulta ancora chiusa neanche la gara per l’affidamento della progettazione e dei lavori.

“L’aggiornamento del cronoprogramma potrebbe essere uno strumento utile sia per l’amministrazione che per i cittadini, al fine di verificare la ricostruzione delle scuole”, ha affermato Carla Cimoroni.

La mozione che la Coalizione Sociale presenterà al prossimo Consiglio vuole fungere da stimolo per un aggiornamento periodico da parte dell’amministrazione sulla situazione delle scuole: “Il tema come tutti sanno ci sta a cuore da anni, da tempi non sospetti, fin da quando chiedevamo conto dei 50 milioni in cassa e non utilizzati dall’amministrazione Cialente – ha evidenziato la consigliera – è stato poi oggetto di campagna elettorale da parte di tutti, una questione considerata prioritaria sia nel programma elettorale che nel programma di mandato del sindaco Biondi”.

Se infatti tra le “idee e proposte immediatamente realizzabili nei primi cento giorni di governo” della destra c’era il rientro degli studenti in scuole sicure, nel programma di mandato dello scorso settembre si parla di “piano straordinario delle scuole”.

“E anche qualche giorno fa il vice sindaco Liris ha lamentato poco personale alla ricostruzione pubblica, rispetto alla privata – ha evidenziato Cimoroni – nessuno di noi sta addossando colpe all’amministrazione per la mancata ricostruzione delle scuole, sappiamo della mancanza di personale, delle complicazioni portate dal nuovo codice degli appalti, ma ci piacerebbe che agli slogan si iniziasse a dare seguito con azioni concrete. La nostra mozione va in questa direzione e ci aspettiamo apertura e responsabilità da parte della maggioranza“.

In particolare, oltre al rispetto degli obblighi di trasparenza e aggiornamento dei cronoprogrammi, la mozione chiede che il Sindaco riferisca sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole comunali e che si faccia il punto anche in seconda Commissione, per dar seguito all’unico incontro sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole che venne organizzato mesi fa.

“In generale chiediamo che venga condivisa una visione – ha affermato Carla Cimoroni – si potrebbe ad esempio tornare a parlare di scuole nel centro storico, o sapere quante e quali scuole andranno alla ex caserma Rossi, perché questi processi incidono su eventuali disposizioni per le scuole anche di proprietà della Provincia”.

La mozione, insomma, vuole continuare a sollecitare al confronto l’amministrazione, per iniziare a parlare in Consiglio – l’assise più importante della città – anche del presente e del futuro dell’Aquila e della sua popolazione, e non solo di presepi, misure antiaccattonaggio e inni nazionali.

La sicurezza e il futuro del centro storico dell’Aquila

Da anni denunciamo l’assoluta inadeguatezza nella gestione del centro storico dell’Aquila. Il crollo di via Paganica, avvenuto due notti fa, è solo l’ennesimo in un luogo che, a otto anni e mezzo dal terremoto del 2009, è per lo più lasciato all’abbandono. Un altro episodio che dimostra quanto il problema “sicurezza” nel centro storico non riguardi i migranti, i bar o le scritte sui muri, ma l’incolumità quotidiana delle persone in relazione agli edifici pericolanti, generata dalla confusione incredibile perpetrata negli anni di non-gestione post-terremoto.

Oggi ancora quasi metà del centro risulta ancora in zona rossa, anche se molte sono le vie percorse quotidianamente a piedi o in auto, da migliaia di aquilani e aquilane, stufi ormai di vivere la città come eterni terremotati. Centinaia sono i cittadini che abitano o lavorano in edifici rientranti in zona rossa: una situazione inaccettabile, ancora di più se si pensa che abitanti, operatori e professionisti sono costretti a sottoscrivere una liberatoria che solleva l’amministrazione comunale da ogni responsabilità civile e penale “derivante da danni a persone o cose occorsi durante la permanenza nelle aree”. Una linea, quest’ultima, che anche il Sindaco Biondi ha ritenuto di dover seguire, in totale e perfetta continuità con la (non)gestione del centro storico della passata amministrazione.

La condizione attuale è il frutto di una pianificazione della ricostruzione a macchia di leopardo, dove non si è scelto di chiudere, ricostruire e riaprire intere zone progressivamente, ma tutto è stato lasciato, nella migliore delle ipotesi, al caso. Una situazione che non sembra saper raddrizzare la nuova amministrazione, del resto un controllo capillare degli accessi è evidentemente inattuabile.

Ma sarà giunto finalmente il momento di programmare verifiche costanti, chiudere le strade a rischio ancora disabitate, e nel contempo mettere in sicurezza quelle ormai popolate, come chiediamo da tempo? Giusto un anno fa il Consiglio comunale approvò all’unanimità un ordine del giorno per impegnare l’Amministrazione in questo senso.

Continuiamo, anche con l’amministrazione di destra, a ribadire le nostre proposte: messa in sicurezza delle aree a rischio per garantire massima fruibilità e vivibilità possibili; fondi per verifiche e operazioni di manutenzione nei centri storici dell’Aquila e delle sue frazioni; informazioni continue e aggiornate a cittadini, operatori della ricostruzione e visitatori.

Affinché tutto ciò possa finalmente avvenire ribadiamo come sia necessario porsi il problema di come governare, nel presente, la transitorietà complessa in cui vive il centro storico della città. Per farlo non resta che dar vita ad un’amministrazione diretta e diffusa che coinvolga, mettendoli su uno stesso tavolo, residenti, imprese, commercianti, associazioni e polizia municipale, in modo da poter dare una risposta immediata, dinamica e flessibile alla situazione in continuo mutamento, tra pericoli di nuovi crolli e altri mille problemi che sorgono ogni giorno, tra cantieri che aprono e chiudono, e interdizioni temporanee che iniziano o cessano.

Un (auto) governo del centro storico possibile solo attraverso un ritrovato protagonismo delle cittadine e dei cittadini. L’Aquila deve riprendere in mano le sorti del suo centro e cioè della sua anima, in caso contrario rimarremo in pericolo costante, dispersi e terremotati a vita. E non ci sarà “sicurezza” che tenga.

La Coalizione Sociale aderisce alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Sabato 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, saremo a Roma alla manifestazione nazionale per dire ancora una volta NO alla violenza maschile e di genere in tutte le sue forme.

E saremo anche con la Biblioteca delle donne che compie 30 anni di attività e con il Centro Antiviolenza che ne compie 10, nella nostra città.

Ci saremo perché la violenza a cui ci opponiamo ce l’ha un genere, eccome se ce l’ha: è quella che colpisce a partire dall’identità o scelta sessuale, è quella che viviamo nei posti di lavoro, quando subiamo molestie, discriminazioni o abusi di potere, è quella dei social media e dei giornali per cui o siamo colpevoli o siamo bisognose di protezione altrui, è quella degli stupri e dei femminicidi ed è quella che strumentalizza persino stupri e femminicidi per giustificare derive razziste e xenofobe.

La violenza maschile sulle donne è fatta da forme e modalità diverse, anche se la violenza fisica è quella più riconoscibile. Non esiste un profilo standard della donna che subisce violenza e questo perché la violenza coinvolge tutte. E, soprattutto, la questione non è numerica ma culturale.

Le donne non hanno bisogno di protezione, ma innanzitutto di rispetto per le esperienze e le determinazioni che, autonomamente, agiscono.

Anche per questo ci uniamo alla rabbia per la rimozione del manifesto recante una poesia di Anna Maria Giancarli contro i femminicidi, dalla facciata della sede municipale e chiediamo che venga esposto nuovamente a Palazzo Fibbioni. A questo proposito vorremmo anche sapere cosa ne pensa la detentrice della delega alle Pari opportunità, e ancora cosa pensa dell’iniziativa “negazionista” andata in scena qualche giorno fa ad opera di partiti che sostengono l’attuale Giunta. Confidiamo che possa chiarire alla sua maggioranza che la distinzione tra le vittime c’è eccome, e non si tratta di dati “più sfavorevoli per le vittime di genere femminile”, non si tratta cioè di soli numeri. Altrimenti che senso avrebbe il convegno organizzato per oggi dall’Assessorato dall’eloquente titolo “Viva la Differenza. Abbasso l’Indifferenza”?

Dal canto nostro, torneremo da Roma con il Piano messo a punto da migliaia di donne contro la violenza di genere, pieno di proposte da declinare anche a livello comunale. Chiediamo all’Assessora la convocazione di un tavolo che coinvolga realtà e associazioni femministe per discutere delle misure da attuare nella nostra città nella convinzione che “le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”.

Avviso direttore Tsa: le richieste della Coalizione Sociale

È scaduto ieri, 15 novembre, dopo soli 12 giorni di pubblicazione l’avviso per la selezione del direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo.

Le domande saranno esaminate dal Consiglio d’Amministrazione del Tsa tramite procedura comparativa dei curricula. Nessun riferimento nel bando a progetti di direzione artistica, come lamentato anche da alcuni operatori. Vorremmo poter dare per scontato che saranno valutati in una fase successiva, se davvero si intende segnare un cambio di passo rispetto a nomine che da decenni sono esclusivamente appannaggio della politica.

Speriamo intanto che, come si conviene a un’Istituzione culturale regionale, siano arrivate candidature qualificate da tutta Italia.

Come primo e imprescindibile segnale di svolta chiediamo che tali candidature e relativi curricula siano pubblicati sul sito web del Tsa nel giro di pochi giorni e comunque prima che venga effettuata la selezione.

Chiediamo inoltre di rendere pubbliche le motivazioni alla base delle scelte operate dal CdA per consentire a cittadini, operatori e candidati stessi di conoscere i criteri utilizzati. In questo modo ognuno potrà farsi un’idea sulle motivazioni che hanno portato alla scelta del direttore conoscendo i partecipanti e potendo comparare i curricula.

E’ necessario infatti dissipare ogni dubbio che si tratti dell’ennesima ratifica di scelte già fatte a monte in base a pressioni politiche o di potere che hanno portato all’unico risultato di una crisi progettuale che va avanti ormai da anni.

La trasparenza premia: lo dimostrano i tanti Enti culturali che hanno adottato questa modalità da tempo, ottenendo riconoscimenti sia in termini di pubblico che di finanziamenti.