Sulle partecipate spartizione politica e parenti, altro che rottura dei meccanismi!

A un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi, alcune delle società partecipate del Comune dell’Aquila, organi fondamentali per i servizi essenziali ai cittadini e alle cittadine, non hanno ancora una guida. Le nomine ratificate in queste ore dal Sindaco sono preda della lottizzazione partitica della maggioranza di destra alla guida della città. Nomi che giravano da tempo, espressione esclusivamente della spartizione tra le liste che hanno sostenuto Biondi alle elezioni dello scorso anno.

La poltrona all’Azienda farmaceutica municipalizzata Spa è stata “assegnata” alla lista L’Aquila Futura, coordinata di fatto dall’ex consigliere comunale, politico e già vice presidente della Gran Sasso Acqua, Salvatore Santangelo. Sua sorella, Alessandra, è infatti la nuova amministratrice dell’azienda. Mentre suo fratello, Roberto, siede in Consiglio comunale.

E proprio Roberto Santangelo, quando si è trattato di votare in Consiglio il nostro emendamento che estendeva anche ai parenti stretti dei consiglieri comunali l’impossibilità di essere nominati ai vertici delle aziende partecipate dal Comune, è uscito dall’aula. Un emendamento che è stato bocciato dalla maggioranza, senza una sola motivazione. Oggi è chiaro alle aquilane e agli aquilani il perché.

Ricordiamo che il Consiglio comunale, in quanto “proprietario” delle Società partecipate, esercita attività di controllo sulle stesse attraverso, per esempio, il confronto nelle Commissioni. Cosa farà il consigliere Santangelo quando l’amministratrice Santangelo verrà a riferire in Consiglio o nelle Commissioni? Sarà obiettivo nelle proprie valutazioni? Continuerà ad assentarsi, confermando di fatto l’imbarazzo e l’inopportunità di tale nomina?

Invitiamo tutte e tutti a verificare le competenze dei nuovi nominati, a confrontarle con quelle degli altri candidati [i cui curriculum sono pubblicati qui], a valutare se per guidare per esempio il SED potrebbe essere opportuno avere qualche esperienza o competenza nel settore dei big data o magari del cosiddetto “diritto digitale alla città”, cioè in sostanza il diritto di accesso ai dati e al loro utilizzo, per garantire alle cittadine a ai cittadini di prendere parte attiva alle trasformazioni in atto e non semplicemente subirle. Oppure se l’importante sia nominare chi, alla fine dell’esercizio faccia solamente quadrare i conti della partecipata di turno, anche a discapito del servizio offerto alla città.

Chi ha vinto le elezioni facendo facile demagogia sui “meccanismi da rompere”, sta perpetrando esattamente gli stessi malati comportamenti del passato: lottizzazione partitica delle poltrone e favoreggiamento di amici e parenti – anziché il giudizio prioritario in base alle competenze – a discapito dei servizi pubblici essenziali per i cittadini e le cittadine.

Stato dell’arte e prosecuzione del Progetto Sprar, Coalizione Sociale chiede chiarezza

Abbiamo chiesto, insieme a tutte le consigliere e i consiglieri di opposizione e alla consigliera straniera Edlira Banushaj, la convocazione urgente della Commissione Politiche Sociali sulla vicenda relativa allo stato dell’arte e alla prosecuzione del Progetto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel Comune dell’Aquila.

A fine 2016, infatti, l’amministrazione aveva deliberato la volontà di proseguire le attività del Progetto Sprar anche per il triennio 2017-2019, impegnandosi a indire il bando pubblico, di cui però ad oggi non c’è traccia. In attesa quindi dell’avviso e del successivo affidamento, sia la giunta Cialente che la giunta Biondi hanno dato seguito alle attività ricorrendo a proroghe tecniche. Di sei mesi in sei mesi, la terza proroga scadrà il prossimo 30 giugno, a cui dovrà seguire necessariamente una quarta. Il Sindaco Biondi come l’Assessore Bignotti, del resto, hanno in più occasioni affermato che intende continuare a “fare SPRAR”. Ci si ritrova così, ad oggi, con un bando inesistente e che una volta indetto dovrà riguardare meno della metà del triennio del progetto approvato (2017-2019). Questa modalità di azione, quantomeno anomala, potrebbe peraltro essere osservata anche dal Ministero, che gestisce ed eroga i fondi.

Per questo abbiamo richiesto alla presidente Elisabetta De Blasis, di convocare a breve la Commissione Politiche Sociali, anche prima dei dieci giorni previsti dal Regolamento del Consiglio, considerando le imminenti scadenze. In quella occasione chiederemo anche di capire come la Giunta intenda dare seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, volto ad avviare un Progetto Sprar per minori nel territorio comunale.

Pur ritenendo da sempre che il sistema nazionale dell’accoglienza debba essere riformato, al fine di migliorare l’accoglienza nel principio dell’inclusione e dell’integrazione, siamo convinti che lo Sprar rappresenti ad oggi lo strumento migliore esistente, sotto diversi punti di vista

Incasellare correttamente i meccanismi amministrativi che lo garantiscono aiuta a gestire un sistema – che peraltro garantisce cospicue entrate annuali nelle casse comunali – con maggiore equità, trasparenza e tutela per migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

L’Aquila-Roma deve rimanere servizio essenziale, Lolli non pervenuto nel dibattito sui trasporti

Nel Consiglio comunale di ieri su nostra iniziativa e con il sostegno di altri consiglieri si è tenuta un’adunanza straordinaria per chiedere alla Regione di far rimanere la tratta L’Aquila-Roma un servizio essenziale e quindi finanziato dai contributi regionali, come è sempre stato, rivedendo e modificando la Delibera che a breve dovrebbe passare al vaglio del Consiglio regionale per diventare operativa.

Per la Regione è intervenuto solo il Consigliere delegato (da poco) ai Trasporti a tentare di difendere la scelta – tutta politica – di escludere la L’Aquila – Roma dai cosiddetti “servizi minimi”, per farla diventare “commerciale”, ossia da affidare tramite gara sul libero mercato. Assente (giustificato) il consigliere Pietrucci che pure nei giorni scorsi aveva minacciato le barricate. Non pervenuto sul tema il vicepresidente della Giunta Lolli.

Nascosti dietro tecnicismi e timore di ricorsi, peraltro già avviati, i rappresentanti di Regione e TUA hanno tentato di rassicurare pendolari, lavoratori e cittadini dicendo che non cambierà niente, anzi il servizio migliorerà, ma sanno benissimo che per essere competitivi con i privati e stare sul mercato sarà necessario tagliare le corse.

Insomma prevarranno logiche di profitto, quando invece un collegamento vitale per tante e tanti pendolari e studenti e per l’intera nostra città che ha relazioni storiche con la Capitale, privo di un’alternativa su rotaia, dovrebbe rispondere prima di tutto a logiche di garanzia, universalità ed equità di accesso e fruizione da parte della popolazione.

Una tratta che ha anche corse redditizie, tanto è vero che in decenni di vuoto normativo hanno scatenato appetiti e rivendicazioni da parte dei privati, ma che a maggior ragione non possono essere cedute perché devono contribuire a sostenere e migliorare i collegamenti più deboli quelli delle nostre “aree interne”, bellissime, complesse, vitali per l’intera Regione e sempre più a rischio di spopolamento.

Chiediamo ai rappresentanti regionali e soprattutto a coloro che sono espressione di questo territorio se c’è la volontà politica di modificare la Delibera, chiediamo di dimostrare con i fatti che ritengono il collegamento tra Roma e L’Aquila strategico per questa città e per il suo sviluppo.

Non eravamo tutti d’accordo, da anni, sul fatto che una delle direttrici per lo sviluppo del territorio fosse proprio il collegamento con la Capitale? Non si immaginava di investire in quest’ottica addirittura su un collegamento ferroviario? E invece si passa addirittura al taglio dei finanziamenti per l’unico collegamento ad oggi esistente, cioè quello su gomma.

Una scelta politica inaccettabile. C’è ancora tempo per cambiare linea, la Delibera regionale deve essere ancora approvata in Commissione e poi in Consiglio regionale. Noi saremo lì a presidiare e a fare in modo che ciascuno si assuma davanti alla città le proprie responsabilità. Rappresentati aquilani in Regione in primis.

Che fine ha fatto il contributo di sostegno al reddito annunciato a marzo?

Oggi abbiamo presentato un’interrogazione per sapere a che punto si trova l’iter volto alla concessione del contributo economico una tantum destinato a famiglie in condizioni disagiate, avviato con Deliberazione di Giunta comunale n. 83 del 19/03/2018.

Oltre 2 mesi fa, infatti, l’Assessore Bignotti annunciava il varo della Delibera da parte della Giunta
e l’imminente pubblicazione dell’avviso per accedere al contributo di sostegno al reddito previsto dal Piano sociale distrettuale 2017/2018. Annuncio che ha generato chiaramente aspettative presso persone e famiglie che vivono situazioni di forte disagio quando non di povertà estrema.

Il contributo era stato già erogato nel 2015 e 2016 e il Piano sociale vigente prevede di dare continuità a questa misura anche per il biennio 2017/2018. Fatto sta che il 2017 è passato senza realizzare alcun intervento in tal senso, e a metà 2018 dell’avviso non c’è traccia. Di questo passo, tenuto conto dei tempi necessari sia per la scadenza dell’avviso che per la valutazione delle domande, si rischia di arrivare all’anno nuovo!

Tra l’altro non essendo cumulabile con il neonato reddito di inclusione (ReI), gli aspiranti al contributo una tantum sono quei soggetti che per vari motivi non hanno i requisiti accedere a un beneficio durevole come il ReI, neanche alla luce dell’estensione prevista a partire dal 1° giugno 2018.

Anche per questo è importante che si dia seguito con celerità a quanto annunciato e soprattutto che si dica chiaramente se e quando l’avviso verrà pubblicato. In chi arriva con estrema difficoltà a fine mese, frequenta le mense e conta sui pacchi viveri delle Istituzioni di solidarietà, la speranza generata da questi annunci è tanta e merita rispetto e tempestività.

Manifesti in città per la ricostruzione delle scuole: “Un anno di mancate promesse”

In una terra che continua periodicamente a tremare, e a quasi dieci anni dal sisma, la questione sulla sicurezza delle scuole è ancora lontanissima dall’essere risolta. Per questo la Coalizione Sociale ha avviato una campagna di sensibilizzazione e protesta con manifesti apparsi nei giorni scorsi in città e volantinaggi fuori le scuole.

Nessuna scuola di competenza comunale è stata ad oggi ricostruita, nonostante i 42 milioni in cassa da tempo. Più di 3.600 bambini e bambine (il 60% del totale) stanno crescendo nei Musp, strutture la cui provvisorietà è fonte ormai di numerosi problemi, mentre la maggior parte degli altri frequentano edifici di cui non si conoscono i livelli di sicurezza, non essendo state completate le verifiche di vulnerabilità.

Totalmente disattesi gli impegni di campagna elettorale del sindaco Pierluigi Biondi in materia, come la la tanto sbandierata “task force”, una consistente unità di personale che in cento giorni avviasse le pratiche.

Stando al cronoprogramma del Comune, rimasto fermo all’era Cialente (già fortemente deficitaria), ad oggi dovremmo avere già cinque scuole ricostruite: Paganica, Pettino, Arischia, Coppito e Santa Barbara, e in fase di ultimazione i lavori del polo di Sassa. Di tutte le altre non ci è dato sapere nulla. La realtà dei fatti è che invece di riaprire in sicurezza, le scuole continuano ad essere chiuse perché insicure, come è accaduto nello scorso novembre a Preturo e Arischia, dove le verifiche di vulnerabilità sismica hanno dato risultati prossimi allo zero.

Non va meglio per gli Istituti superiori, di competenza della Provincia, che hanno tutti bassi indici di vulnerabilità, ossia alti indici di rischio sismico. In una città che ha visto morire giovani in strutture scolastiche, circa 4 mila studenti e studentesse entrano ogni giorno in scuole non sicure. Caso emblematico ed eclatante è quello del Cotugno, uno dei licei più frequentati della città: dopo le scosse del gennaio 2017, studenti e personale hanno dovuto subire trasferimenti, doppi turni, chiusure e infine uno smembramento in ben 5 plessi diversi, a causa delle accertate condizioni di non sicurezza della sede.

Né il Comune né la Provincia hanno ancora chiarito dove gli oltre mille frequentanti dell’Istituto potranno svolgere le lezioni nel prossimo anno scolastico, durante il quale l’edificio di Pettino sarà sottoposto a lavori della Provincia, che comunque riguarderanno l’adeguamento statico e non il miglioramento sismico. Né è dato sapere dove e quando sarà costruita la nuova sede per la quale la Regione ha predisposto uno stanziamento di 13 milioni.

Il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, nel settembre scorso aveva annunciato la volontà di “ricostruire ex-novo” tutte le sedi di competenza provinciale, promettendo inoltre un tavolo interistituzionale tra gli enti, volto a pianificare una programmazione pluriennale. Superfluo sottolineare come questi proclami siano ad oggi rimasti tali.

All’immobilismo delle precedenti amministrazioni provinciale e comunale, si aggiungono le promesse mancate e i ritardi delle attuali amministrazioni.

La Coalizione sociale chiede: una puntuale informazione sullo stato dell’arte e sulla sicurezza degli edifici comunali e provinciali e l’attivazione reale di una task force adeguata agli impegni, che avvii immediatamente un cronoprogramma di lavori attendibile e verificabile.

L’avvio di una campagna mediatica è solo l’inizio di una più vasta mobilitazione sul tema della sicurezza delle scuole, punto ineludibile per una città che voglia dirsi sicura e offrire un futuro alle nuove generazioni.

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Fondo immobiliare: no agli sfratti, sì ad affitti equi

E’ di questi giorni la notizia che ai cittadini che abitano negli alloggi del “Fondo immobiliare” è stato intimato lo sfratto.
Uno “sfratto etico” magari, visto che dopo il sisma tutta l’operazione di acquisto delle abitazioni da parte del Fondo Etico fu propagandata come un’operazione di solidariatà per dare un tetto ai terremotati.

Le cose sono andate diversamente e vale la pena rammentare brevemente la storia. Pochi mesi prima del sisma l’Ance lanciò l’allarme dei costruttori che si ritrovavano con 3.000 appartamenti invenduti. Subito dopo il 6 aprile questa situazione rischiava di mandare a gambe all’area parecchi costruttori e le banche di cui erano debitori.
Cosi per salvare il tutto intervenne lo Stato: il Fondo comprava gli appartamenti, ai costruttori arrivavano soldi per ripianare i debiti con le banche.

L’operazione fu pagata profumatamente dallo Stato, visto che quegli appartamenti sono stati successivamente affittati con risorse pubbliche a prezzi davvero elevati e fuori mercato.
Ma c’è di più. Il direttore generale e il consigliere delegato del Fondo immobiliare di Europa risorse sono sotto processo per falso e truffa ai danni dello Stato, in quanto avrebbero dichiarato un numero di vani superiori al reale intascando quindi affitti più alti del dovuto. Il processo si celebrerà il prossimo 27 giugno. Insomma, un caso unico di truffa “etica”.

Stiamo effettuando ulteriori verifiche poiché, oltre ai casi già sotto la lente della Procura, potrebbero essercene anche altri, nel qual caso, saremo pronti a denunciare.
In questi anni gli inquilini oggi sotto sfratto hanno proposto alla proprietà di pagare un affitto in linea con i patti territoriali e con i prezzi di mercato, ma hanno trovato un muro. Si preferisce lasciare vuoti gli appartamenti piuttosto che affittarli. E qui il discorso diventa più ampio perché non si capisce quali operazioni si celino dietro questo comportamento scandaloso e irresponsabile. Forse qualche ente pubblico sta pensando di togliere le castagne dal fuoco al Fondo comprando decine di appartamenti vuoti? Sarebbe davvero inaccettabile e su questo vigileremo.

Oggi a 9 anni di distanza dal terremoto, grazie anche all’inerzia della precedente amministrazione, il risultato del regalo di decine di milioni di euro a banche e costruttori non può essere lo sfratto di famiglie pronte a pagare per intero un giusto fitto!
Il Sindaco, finora silente, si muova in fretta per fermare questo massacro sociale, non c’è più tempo da perdere.

L’Amministrazione si deve far carico di questa situazione facendo da tramite tra cittadini e Fondo immobiliare per concordare la loro permanenza negli appartamenti con fitto equo.
Noi per nostra parte faremo di tutto per scongiurare questa situazione di ingiustizia ed eviteremo quegli sfratti con ogni mezzo necessario.

Pubblicati i curriculum dei candidati alle partecipate. Cimoroni: “Servizi essenziali non possono ridursi a spartizione politica”

Come promesso una settimana fa, la Coalizione Sociale ha attuato – a differenza dell’amministrazione comunale – un preciso atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale. Sono così da oggi online su coalizionesociale.it i 103 curriculum professionali dei candidati e delle candidate ai ruoli di vertice delle aziende partecipate dall’ente comunale.

La questione è stata al centro di una conferenza stampa convocata stamane all’Aquila da Carla Cimoroni, consigliera della Coalizione Sociale: “Seguiamo la vicenda delle partecipate fin dal nostro primo giorno in Consiglio – ha affermato la consigliera – già il 27 luglio scorso presentammo una delibera sulle audizioni pubbliche. Riteniamo che la gestione dei servizi pubblici essenziali sia fondamentale per la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine”. Solo dopo 6 mesi, tuttavia, la giunta Biondi approva l’atto di indirizzo per la scelta dei vertici delle società partecipate. Tra le altre cose si afferma che non è possibile nominare i parenti dei componenti della Giunta: “Un nostro emendamento proponeva di allargare anche ai parenti dei consiglieri – ha affermato Cimoroni – ma è stato bocciato. Perché? Se verrà nominato un parente di qualche consigliere sapremo che la bocciatura non fu solo inopportuna, ma anche dettata dalla malafede“.

Nel frattempo le società partecipate arrancano, gli amministratori sono scaduti e si perpetua semplicemente un’amministrazione ordinaria, dettata solo dal “far quadrare i conti”, più che da una reale progettualità con l’obiettivo del miglioramento de servizi. Il 12 aprile scorso vengono pubblicati gli elenchi degli idonei che hanno inoltrato domanda per il bando, ma non i curriculum, che avrebbero dato modo alla cittadinanza di farsi un’idea sulla qualità delle scelte che verranno effettuate.

“Il nostro timore, fondato e confermato dalle vicende politiche di questi mesi, è che le nomine verranno fatte in base alla spartizione partitica, senza prendere in considerazione alcuna competenza specifica sulle aziende che si dovranno amministrare”, ha sottolineato Carla Cimoroni.

Sia chiaro che sappiamo bene come le nomine siano appannaggio del Sindaco, e non lo mettiamo in dubbio. Ma vorremmo che si rendesse chiaro un metodo di scelta, in base a criteri di comparazione. Perché serve a noi e alla città per giudicare l’operato del Sindaco, non dei candidati. Nessuno fa populismo né ci si vuole sostituire al primo cittadino. E’ il contrario, perché si chiede al Sindaco di prendersi una responsabilità”.

La pubblicazione dei curriculum consentirebbe anche di spostare il dibattito pubblico da “quali nominativi indicano i partiti per i vari enti” a “quali candidati sono più competenti ed adatti per i diversi incarichi da ricoprire”.

Se non si cambia passo, nei metodi, la qualità dei servizi rimane scarsa, fomentando il mantra dell’inefficienza del settore pubblico, e solcando la via verso una tendenza drammatica cui assistiamo da anni: la privatizzazione anche dei servizi essenziali per i cittadini e le cittadine.

Nel corso della conferenza stampa Carla Cimoroni ha risposto anche all’ultima nota di Fratelli d’Italia, partito di Biondi: “Sono contento che dopo averci attaccato – ha evidenziato la consigliera – ora Fratelli d’Italia ha fatto un passo indietro, indicando come criterio per le scelte la competenza professionale e non l’indicazione di questo o quel partito. E’ chiaro che le nomine non sono state fatte perché ancora non ci si mette d’accordo tra partiti, e questo passo indietro forse è un tentativo di uscire dall’impasse”.

A margine dell’incontro, la Coalizione Sociale ha ribadito la gravità della questione relativa allo stemma di Salò come effigie del gruppo WhatsApp dei capigruppo della maggioranza in Consiglio, vicenda che ha guadagnato negli ultimi giorni anche la prima pagina di un quotidiano nazionale: “In questi giorni ciò che è ancora più grave è il silenzio del Sindaco, che non ha avuto il coraggio né di scusarsi, né di giustificarsi, e nemmeno di rivendicare. D’altronde, neanche la sua assenza nelle cerimonie istituzionali del 25 aprile è stata giustificata”.

Questo fatto, che in sé potrebbe sembrare marginale, dev’essere letto nella cornice di un’operazione di sdoganamento della simbologia, della gestualità e della pratica neofascista messa in atto nell’arco degli ultimi anni, avallata troppe volte anche dal Partito Democratico: “Neanche gli esponenti locali del Pd – ha concluso Cimoroni – hanno avuto il coraggio di spiegare alla città perché non hanno partecipato al voto, in occasione della mozione antifascista da noi presentata in Consiglio”.

Per tutte queste ragioni, e per altre – dalle promesse mancate nella ricostruzione delle scuole allo stallo del bando Case – il sindaco Pierluigi Biondi dovrebbe dimettersi.

Tutti i curriculum di candidate e candidati alle società partecipate del Comune

Come promesso  una settimana fa, pubblichiamo i curriculum delle candidate e dei candidati ai vertici degli Enti partecipati del Comune dell’Aquila. Considerando che quest’ultimo non dà attuazione all’Atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale, che prevede espressamente la pubblicazione di tutta la documentazione inviata da ciascun candidato, lo facciamo noi.

Conoscere e confrontare i curriculum consente non solo di verificare le competenze degli aspiranti ai ruoli apicali delle società che erogano servizi pubblici essenziali, ma anche e soprattutto di capire le motivazioni e i criteri in base ai quali il Sindaco sceglierà i nuovi amministratori.

Il timore più che fondato infatti è che per le nomine si scelgano ancora una volta politici, parenti e candidati consiglieri non eletti con il tratto comune di non avere alcuna competenza specifica sulle aziende che dovranno amministrare. La responsabilità di questa scelta è in capo al Sindaco che, come di fatto confermato negli ultimi giorni dal suo partito, è ostaggio delle pressioni da parte dei partiti che lo sostengono. E’ questo e solo questo il motivo per cui a quasi un anno dall’insediamento non sono stati ancora nominati i nuovi vertici!

Noti i curriculum, chiediamo che il Sindaco proceda alle nomine senza ulteriori meline.
Di seguito l’elenco dei candidati come amministratore unico/membro dei consiglio di amministrazione, come da elenco pubblicato dal comune (scarica).

Di ognuno è possibile scaricare il curriculum, nei quali abbiamo avuto cura di oscurare eventuali dati personali e sensibili.

cognome nome curriculum luogo di nascita data
ACETO MARIKA scarica curriculum L’AQUILA 11/12/1987
AGOSTINELLI FEDERICO scarica curriculum TERAMO 05/11/1982
ALOISI FRANCESCA scarica curriculum L’AQUILA 01/07/1976
AMICARELLA MANUELA scarica curriculum L’AQUILA 14/01/1976
ANTONETTI GIANLUCA scarica curriculum L’AQUILA 12/10/1969
ANZUINI ALESSIO scarica curriculum SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) 23/10/1973
BAFILE DANIELA scarica curriculum L’AQUILA 25/05/1970
BALLESTRAZZI GIORGIA scarica curriculum L’AQUILA 29/01/1985
BEOMONTE ZOBEL UMBERTO scarica curriculum TORINO 09/11/1956
BERARDI GIAMMARCO scarica curriculum L’AQUILA 26/03/1975
BONANNI ANNAMARIA scarica curriculum L’AQUILA 01/02/1964
BONTEMPO LUCIANO scarica curriculum L’AQUILA 22/02/1971
BUCA FABIO scarica curriculum L’AQUILA 29/02/1988
BUCCI MAURIZIO scarica curriculum CASTEL DI SANGRO 21/04/1969
BUFALINI RITA scarica curriculum ROMA 16/11/1960
CALDERONI GIULIANO scarica curriculum L’AQUILA 10/04/1967
CALVISI VINCENZO scarica curriculum L’AQUILA 25/06/1972
CAMPESE GIACOMO scarica curriculum L’AQUILA 22/09/1982
CAPALDI PIERLUIGI scarica curriculum L’AQUILA 21/06/1970
CARAFA ALESSANDRA scarica curriculum L’AQUILA 28/04/1985
CARDELLI MANUELA scarica curriculum TERAMO 11/07/1974
CARNICELLI FABRIZIO scarica curriculum L’AQUILA 04/01/1975
CAVICCHIA CLAUDIA scarica curriculum ROMA 06/02/1979
CECALA SARA scarica curriculum L’AQUILA 16/07/1974
CIACCHI SANDRO ANTONIO scarica curriculum GORIANO SICOLI (AQ) 14/09/1957
CIAMMETTI DOMENICO scarica curriculum L’AQUILA 28/05/1956
CIMINO FABRIZIO scarica curriculum L’AQUILA 25/10/1961
COCOCCETTA LAURA scarica curriculum L’AQUILA 07/04/1979
COLANTONIO NICOLA scarica curriculum POPOLI (PE) 25/10/1975
COLAROSSI LUCA scarica curriculum L’AQUILA 24/04/1967
CRISI ALESSANDRA scarica curriculum AVEZZANO (AQ) 19/11/1972
CRITTI NICOLO’ scarica curriculum MAZARA DEL VALLO 04/11/1978
CUCCHIELLA VALTER scarica curriculum L’AQUILA 30/10/1962
CUCCHIELLA MANUEL scarica curriculum L’AQUILA 08/03/1990
D’AMICO ANDREAS scarica curriculum ST. GALLEN (CH) EE 09/04/1993
D’ASCENZO DANIELA scarica curriculum L’AQUILA 25/02/1974
DE FELICE VALENTINA scarica curriculum L’AQUILA 07/02/1985
DE SANTIS GIANCARLO scarica curriculum L’AQUILA 29/03/1976
DEL RE AGOSTINO scarica curriculum L’AQUILA 10/12/1952
DI BENEDETTO GIANFRANCO scarica curriculum L’AQUILA 17/09/1959
DI CARLO ROBERTO scarica curriculum L’AQUILA 06/08/1974
DI GIOACCHINO ROSANNA scarica curriculum TIONE DEGLI ABRUZZI (AQ) 12/09/1957
DI IORIO DOMENICA scarica curriculum ROMA 10/01/1970
DI MARCO ILARIA scarica curriculum L’AQUILA 27/02/1978
DI PIETRO ADELINA scarica curriculum ATRIPALDA (AV) 16/01/1983
D’ORAZIO MATTEO scarica curriculum L’AQUILA 01/01/1961
FABI MASSIMILIANO scarica curriculum L’AQUILA 09/06/1970
FEDERICO PAOLO scarica curriculum L’AQUILA 09/09/1963
FENEZIANI PIO scarica curriculum SAN PIO DELLE CAMERE (AQ) 19/01/1958
FIASCHETTI GIUSEPPE scarica curriculum LUCOLI (AQ) 31/07/1961
FIORE CLAUDIA scarica curriculum L’AQUILA 07/09/1982
FIORETTI EUGENIO scarica curriculum L’AQUILA 19/11/1976
GALASSO PAMELA scarica curriculum CHIETI 12/02/1974
GARGANO PAOLO scarica curriculum L’AQUILA 27/06/1968
GIAGNOLI OTTAVIANA scarica curriculum AVEZZANO (AQ) 21/01/1968
GIOSI ALESSANDRO scarica curriculum TIVOLI (RM) 17/12/1973
GIZZI VENANZIO scarica curriculum L’AQUILA 01/01/1948
IANNI LUCA scarica curriculum L’AQUILA 13/03/1973
IULIANELLA ANTONIO scarica curriculum PESCINA (AQ) 29/05/1968
IULIANO ITALO scarica curriculum ORVIETO (TR) 17/02/1949
LEONE MARIA scarica curriculum TERAMO 22/10/1973
LEPIDI MARIO scarica curriculum L’AQUILA 26/03/1979
LOVILI GIORGIO scarica curriculum ROCCABIANCA (PR) 07/11/1945
LUDOVICI CARLOTTA scarica curriculum L’AQUILA 03/06/1980
MANCINI FIORAVANTE scarica curriculum L’AQUILA 13/12/1951
MARINACCI LUDOVICO scarica curriculum L’AQUILA 07/06/1988
MARTONE FERNANDA scarica curriculum CAPESTRANO (AQ) 09/10/1954
MASCI FELICE scarica curriculum L’AQUILA 03/10/1966
MASCIOCCHI GIORGIO scarica curriculum L’AQUILA 03/06/1969
MASSENA ANTONIO scarica curriculum TRENTO 30/06/1953
MASSIMI LANFRANCO scarica curriculum L’AQUILA 25/10/1968
MELARAGNI AURELIO scarica curriculum L’AQUILA 31/05/1951
MIGLIOZZI IVANO scarica curriculum L’AQUILA 10/10/1976
MORELLI STEFANO scarica curriculum L’AQUILA 13/04/1976
PARLANTE SERENA scarica curriculum L’AQUILA 15/05/1975
PARRAVANO LUIGI scarica curriculum L’AQUILA 26/05/1967
PERROTTI ADRIANO scarica curriculum L’AQUILA 15/07/1964
PETRELLA FRANCESCO scarica curriculum TERAMO 27/05/1971
PIERI FABRIZIO scarica curriculum L’AQUILA 13/05/1975
PIERMAROCCHI ANDREA scarica curriculum L’AQUILA 27/09/1986
PIGNATELLI DINO scarica curriculum TOLMEZZO (UD) 29/12/1947
PLACIDI ERNESTO scarica curriculum L’AQUILA 06/04/1951
PLACIDI DANIELE scarica curriculum L’AQUILA 23/04/1971
ROCCI ANDREA scarica curriculum L’AQUILA 12/03/2018
ROSATI GIULIO scarica curriculum L’AQUILA 28/01/1982
SANTANGELO ALESSANDRA scarica curriculum L’AQUILA 28/07/1977
SANTANGELO SALVATORE scarica curriculum L’AQUILA 26/04/1976
SANTUCCI VALENTINA scarica curriculum L’AQUILA 25/03/1974
SCHIAVONE GIUSEPPE scarica curriculum L’AQUILA 28/07/1966
SCIOMENTA CORRADO ANGELO FRANCO scarica curriculum L’AQUILA 21/09/1956
SOLLECCHIA ANGELA scarica curriculum L’AQUILA 21/10/1964
TAZZI CARLO scarica curriculum L’AQUILA 14/04/1939
TEMPESTA PAOLO scarica curriculum L’AQUILA 20/10/1977
TOMASSONE PATRIZIA scarica curriculum KARLSRHUE (GERMANIA) 07/05/1971
TOMASSONI ALESSANDRO scarica curriculum L’AQUILA 25/10/1977
VENTA GIUSEPPE scarica curriculum ACCIANO (AQ) 03/12/1954
VERINI EMANUELE scarica curriculum L’AQUILA 21/07/1970
VERINI LUCA scarica curriculum L’AQUILA 10/02/1967
VIOLA FRANCO ALDO scarica curriculum LAURIA (PZ) 14/06/1948
VISIONE PIER PAOLO scarica curriculum L’AQUILA 05/08/1971
VOLPE MARIANO scarica curriculum L’AQUILA 16/09/1953
ZACCAGNINI MARCO scarica curriculum L’AQUILA 12/07/1953
ZANCHIELLO GIUSEPPINA scarica curriculum L’AQUILA 20/01/1968

Iscrizione all’anagrafe per le persone senza dimora, Coalizione Sociale vince un’altra battaglia: “Primo passo verso gli invisibili della nostra comunità”

Il Comune dell’Aquila ha finalmente definito la possibilità di iscrizione all’anagrafe per le persone senza dimora. E’ un’altra vittoria della Coalizione Sociale, che dimostra per l’ennesima volta in meno di un anno come un’opposizione forte, ma costruttiva, possa portare dei frutti e migliorare la vita della comunità aquilana.

In seguito all’iniziativa della Coalizione Sociale – prima nel confronto con i funzionari dell’ufficio Anagrafe e poi con la presentazione della mozione per “L’istituzione dell’anagrafe per le persone senza dimora” da parte della consigliera Carla Cimoroni – dal 18 aprile scorso è possibile scaricare sul sito web dell’ente (qui) il modulo con cui le cittadine e i cittadini in determinate condizioni possono richiedere l’iscrizione secondo il criterio del “domicilio”. La mozione avrebbe dovuto essere discussa in Consiglio lo scorso 19 aprile, in una seduta rinviata a oggi 4 maggio. Non possiamo che esprimere soddisfazione per il fatto che la mozione sia stata attuata dall’amministrazione ancora prima di venire discussa e approvata dall’aula consiliare.

E’ una battaglia importante che ha voluto intraprendere la Coalizione Sociale a favore delle fasce più deboli della nostra comunità, persone che non avendo fino ad oggi la possibilità di essere iscritti all’anagrafe non avevano i requisiti minimi per accedere anche a servizi essenziali, come l’assistenza sanitaria o i servizi sociali.

Il punto da sottolineare non è tanto quello dell’istituzione di un indirizzo fittizio, già previsto da una Delibera di Giunta del 2006, quanto quello del riconoscimento del principio dell’iscrizione secondo il criterio del “domicilio” per tutte e tutti coloro che evidentemente non sono in possesso dei requisiti per essere iscritti all’anagrafe secondo il consueto criterio della “residenza nella dimora abituale”.

Perché è proprio su questo criterio (il domicilio) che le amministrazioni locali si sono negli anni via via irrigidite, soprattutto in conseguenza dell’emanazione di leggi e della diffusione di un sentimento nei confronti dei fenomeni della povertà estrema e dell’emarginazione sociale, che hanno seguito logiche sempre più securitarie e repressive; logiche in cui si innesta anche la complessa normativa che regolamenta il soggiorno dei cittadini stranieri, comunitari e non, e a cui la prassi amministrativa spesso si adegua in maniera un po’ troppo acritica.

La pubblicazione della modulistica sul sito web del Comune dell’Aquila è una piccola grande battaglia vinta nella direzione di una città più attenta alle fasce più deboli dal punto di vista economico e sociale. Il riconoscimento del principio dell’iscrizione anagrafica per domicilio è solo un primo passo. Sarà fondamentale ora l’impegno e la disponibilità di tutti gli attori coinvolti (persone senza dimora, funzionari comunali, servizi sociali, organizzazioni del terzo settore, etc.) a muoversi insieme per garantire il diritto-dovere all’iscrizione anagrafica in tutte le modalità consentite dalle norme vigenti, in modo da rendere finalmente visibili anche i più emarginati, per provare a inserirli in percorsi di recupero e inclusione sociale.

Su questo è certo che continueremo a fare un’opposizione dura ma costruttiva, a vigilare e a metterci, se necessario, a disposizione degli interessati.