Scrutatori di seggio: si faccia sorteggio pubblico e trasparente, no alla lottizzazione tra consiglieri comunali

Torniamo a chiedere che la scelta degli scrutatori per le prossime elezioni sia pubblica e trasparente.

C’è tempo fino a venerdì prossimo 30 novembre per fare domanda di inserimento nell’Albo comunale delle persone idonee all’Ufficio di scrutatore di seggio elettorale. Come rendo noto l’Avviso a firma dell’Assessora Monica Petrella pubblicato sul sito del Comune, uno schema di domanda è compilabile direttamente presso l’Ufficio Elettorale, dove si può sottoscrivere e presentare personalmente l’istanza, in alternativa all’invio via pec o tramite raccomandata.

Con una mozione presentata a inizio ottobre abbiamo chiesto che tale Albo sia reso pubblico e soprattutto che gli scrutatori di seggio, in occasione di ogni tornata elettorale e a partire dalla prossima, vengano individuati attraverso un sorteggio pubblico, escludendo chi ha ricoperto l’incarico nella consultazione precedente. Crediamo infatti opportuno garantire trasparenza, imparzialità e avvicendamento nella selezione dei cittadini cui affidare il delicato incarico di scrutatore che prevede anche una piccola retribuzione economica.

La normativa nazionale prevede, infatti, che, tra il 25° e 20° giorno antecedente le elezioni, la Commissione elettorale comunale individui gli scrutatori secondo criteri e modalità che rimangono però totalmente discrezionali.

Si è così ingenerata la diffusa prassi, a cui non abbiamo aderito, che ciascun consigliere comunale indichi un certo numero di scrutatori tra coloro che risultano iscritti all’Albo, una prassi che solleva quantomeno perplessità. È evidente che così vengono esclusi a priori i tanti che non conoscono qualcuno che possa intercedere per loro, come pure che tale abitudine finisca per creare aspettative, piccole clientele e persino sospetti sulle procedure di spoglio.

Torniamo a chiedere al presidente Tinari di porre la mozione che abbiamo presentato all’ordine del giorno della prossima seduta, all’Assessora Petrella di appoggiare questa iniziativa e a tutte le forze presenti in Consiglio comunale di esprimersi favorevolmente.

Decennale sisma, Coalizione Sociale chiede un percorso trasparente

In merito alle indiscrezioni che, per voce del Sindaco, continuano a uscire a mezzo stampa sull’organizzazione del decennale del sisma 2009, peraltro in assenza di qualsiasi atto formale in merito, chiediamo che si proceda con un confronto trasparente sulle iniziative da realizzare.

A fine agosto, lo stesso Sindaco, con un’iniziativa apprezzabile e apprezzata, aveva invitato chi tra i membri della Giunta e del Consiglio fosse stato interessato, a seguire l’iter per la realizzazione del decennale.

Per quanto ne sappiamo, però, c’è stato un solo incontro, il 3 ottobre scorso, a cui abbiamo partecipato con la nostra consigliera Carla Cimoroni. In quella occasione, è stato praticamente annunciato quanto sta trapelando in questi giorni: il “manifesto” del decennale, l’idea di una serie di comitati con ruoli ancora molto vaghi (tra i quali ci sarebbe un “comitato d’onore” con Fabrizio Barca e Gianni Letta), la proposta di eventi “istituzionali” da arricchire con gli eventi realizzati dalle varie realtà, la disponibilità di circa 400 mila euro di fondi Restart individuati dall’Amministrazione.

Oltre che un verbale dell’incontro, mai inviato, ci saremmo aspettati nuove convocazioni a stretto giro che abbiamo pure sollecitato, per portare avanti un confronto tra tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni cittadine, alle associazioni dei familiari delle vittime, fino a raggiungere il maggior livello possibile di rappresentatività dell’intera comunità.

Ma da oltre un mese, invece, il percorso di condivisione sul decennale si è interrotto, il Sindaco si lascia sfuggire “anticipazioni”, mentre è ormai il tempo di entrare nel merito di ruoli, criteri e modalità con cui si vuole procedere nell’organizzazione del decennale, per non rischiare di agire in condizioni di urgenza.

Il decennale ha una portata simbolica e strategica per tutta la città e il suo territorio. Sarà l’occasione in cui riflettere sul senso della memoria in termini di responsabilità verso le generazioni future, in cui fare il punto su ciò che è stato e non è stato fatto per la ricostruzione materiale e sociale, in cui confrontarsi sulle prospettive che potranno concretizzarsi fondate sull’esperienza vissuta. Riflettere profondamente anche su cos’è L’Aquila oggi, e come vorremmo che fosse domani.

Per questo chiediamo di riprendere un percorso condiviso e trasparente sull’organizzazione del decennale, sull’utilizzo dei fondi disponibili e sui provvedimenti e le iniziative da realizzare.

Bertolaso all’Aquila è stato vile, pretestuoso e offensivo

Troviamo le parole di Guido Bertolaso sul memoriale del sisma, pronunciate in occasione della visita ieri all’Aquila nel corso di un evento intitolato proprio “Il rispetto e la memoria” presuntuose, vili e offensive per la città intera. Un incontro a cui era presente anche il Sindaco che non ci risulta si sia dissociato dalle dichiarazioni dell’ex capo della Protezione Civile.

Che la memoria riguardi solo le vittime e le loro famiglie è quanto di più riduttivo e meschino si possa insinuare per una popolazione che ha sofferto insieme alle famiglie delle vittime la morte e lo spaesamento e che nell’elaborazione di quanto è accaduto può e deve trovare motivo di costruire un futuro migliore per le figlie e i figli di questo territorio.

Il memoriale del sisma non è un “monumento” alle vittime, ma un luogo in cui chiunque, aquilano ma anche visitatore, possa esercitare il diritto-dovere alla memoria che ha lo scopo di generare dubbi, interrogativi e riflessioni su cosa è stato il prima, il durante e il dopo il 6 aprile 2009 per far crescere cittadine e cittadini migliori, più consapevoli della fragilità del nostro territorio e della possibilità di conviverci.

Spesso si è detto che dalla nostra tragedia può e deve nascere l’opportunità per il nostro territorio di ricostruire scuole e case migliori, più sicure e confortevoli. Ma non potremo mai pensare che sia un’opportunità se non servirà a fare in modo che simili tragedie non accadano mai più né qui né altrove. Questo è il senso più alto della memoria di tutte le tragedie che possono essere evitate: delle alluvioni, dei terremoti come delle guerre.

Contrapporre, dopo 10 anni, la realizzazione del memoriale alla ricostruzione degli edifici per ridimensionarne la priorità è vigliacco, irrispettoso e culturalmente inaccettabile. Vuol dire non aver capito che il memoriale è Casa della città in quanto luogo identitario, è Scuola in quanto occasione di riflessione anche per chi non c’era, è Futuro in quanto monito a fare in modo che non accada mai più.

La cittadinanza onoraria a Letta è inopportuna nel metodo e soprattutto nel merito

Siamo contrari al conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Letta – e lo diciamo senza giri di parole – nel metodo ma soprattutto nel merito.

Pensiamo che un tale riconoscimento dovrebbe testimoniare l’appartenenza ideale e unanime alla comunità cittadina. Proprio per questo la cittadinanza onoraria dovrebbe essere un provvedimento frutto di un processo di condivisione con tutte le forze che in consiglio rappresentano la città. Questo non è affatto accaduto, e tale conferimento dato da una sola parte politica equivarrebbe ad una cittadinanza dimezzata.

Una scelta divisiva quindi, che dimentica o peggio ignora quanto sia ancora più diversificato e controverso il giudizio sulla gestione dell’emergenza post-sisma, epoca in cui Letta ricopriva ruoli di alta responsabilità istituzionale, determinando e avallando scelte dei vertici della Protezione civile e del Governo contestate allora come oggi, spesso al centro di scandali e inchieste.

Parliamo, tra le altre cose, dell’operazione Protezione Civile SpA per limitare i controlli sull’organizzazione dei grandi eventi, degli appalti milionari senza gara affidati agli amici degli amici in nome dell’urgenza, della gestione mediatica persino dei funerali solenni, quando ci si preoccupò addirittura di piazzare Berlusconi irritualmente in prima fila tra i parenti delle vittime.

Siamo e vogliamo rappresentare, in Consiglio comunale, anche quella parte della cittadinanza che ritiene assolutamente inopportuno omaggiare chi all’epoca fu regista più o meno occulto, complice o garante di tali scelte e iniziative.

Siamo e vogliamo rappresentare anche chi in questi anni ha continuato a contestare e denunciare una gestione autoritaria dell’emergenza e della ricostruzione ritenendola troppo spesso opportunista, cinica e irrispettosa.

Anche alla luce di quanto avvenuto durante il voto in Commissione, nel rispetto delle legittime posizioni di tutti, vogliamo chiarire che la cittadinanza onoraria a Letta, se ci sarà, non sarà mai data dall’assise all’unanimità, perché non sarà mai a nostro nome.

Su Collemaggio il Sindaco sfugge ai confronti e perde tempo sui fondi

foto Silvia Santucci

La lettera [qui] che lo scorso 6 agosto la Asl dell’Aquila ha inviato all’amministrazione comunale, con la quale l’azienda conferma l’indisponibilità a concedere l’utilizzo dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio per fini diversi da quelli previsti dalla legge, è l’esplicita conferma di quanto affermiamo da sempre: l’area dell’ex manicomio deve avere una destinazione socio-sanitaria e culturale.

L’amministrazione Biondi voleva deviare i 10 milioni previsti dal Masterplan per il progetto del “Parco della Luna” [qui] verso altro: la Asl le ha semplicemente ricordato che non si può fare. Noi aggiungiamo che non è giusto farlo: l’area di Collemaggio rappresenta una vergogna della città oggi, è un buco nero e buio nel centro storico dell’Aquila, e il Parco della Luna, progetto elaborato e presentato da una ventina di associazioni tempo fa, rappresenta la prima luce in un’area vasta e bellissima, dove oggi persino i lampioni sono spenti.

Da mesi chiediamo la convocazione della Commissione Territorio per discutere di questa area strategica insieme agli attori coinvolti. Sarebbe anche l’occasione di confrontarsi anche sulla possibilità di realizzare lì il nuovo Cotugno, come saggiamente proposto da Preside, studenti e studentesse nei mesi scorsi. Il presidente continua a rinviare la convocazione della Commissione, stante l’indisponibilità continua del sindaco Pierluigi Biondi e del manager Asl Rinaldo Tordera ad essere presenti. Cosa si teme? Perché si rifiuta il confronto sulle carte?

La situazione è grave e necessita di una spinta decisiva: in ballo ci sono milioni di euro, soldi pubblici destinati alla tanto decantata ricostruzione sociale della città, che potrebbero essere persi o spesi altrove se l’amministrazione non sarà in grado di affidare i lavori entro il 2019. Una data non così lontana, considerando che dev’essere ancora indetto il bando per la progettazione, propedeutico al bando europeo per la riqualificazione degli edifici.

Da sempre ci battiamo per la riqualificazione del parco di Collemaggio, e non cederemo neanche di un millimetro di fronte all’inettitudine e all’incompetenza dell’amministrazione.

Comunicato congiunto di Coalizione Sociale L’Aquila e 3e32 / CaseMatte

La maggioranza di Biondi è in crisi e pensa solo a elezioni e poltrone

L’assessora al Bilancio Annalisa Di Stefano e Roberto Jr Silveri

A più di un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi, la maggioranza continua a litigare. Non c’è stato un giorno, nell’ultimo anno, in cui la destra al governo della città abbia lavorato unitariamente per il bene della comunità aquilana.

Mesi e mesi per spartirsi le poltrone lottizzate delle società partecipate, settimane a discutere per le candidature alle elezioni politiche, e poi i litigi per il potere e l’egemonia tra Forza Italia e Lega, i cambi di casacca in Consiglio e le frecciatine continue, neanche tanto velate, a mezzo stampa, così come nelle commissioni. L’ultima patetica pantomima, in ordine di tempo, riguarda il Documento unico di programmazione (Dup), uno strumento che pianifica le attività e i finanziamenti in bilancio per i prossimi tre anni. L’assessora Annalisa Di Stefano l’ha presentato, e poi si sono svolte tre commissioni sull’argomento durante le quali non si è parlato di nulla. Il documento è arrivato in Consiglio lo scorso 23 luglio, ma la maggioranza ha deciso di rinviare il voto, per prendere tempo. Oggi il capogruppo di Forza Italia Roberto Silveri ha chiesto – ottenendolo – un ulteriore rinvio a settembre, dicendo che che il Dup necessita di una “discussione più approfondita” e chiedendo più tempo per un confronto.

La realtà è che siamo già in pre-campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, dove diversi esponenti della maggioranza di Consiglio e Giunta concorrono per l’ennesima poltrona. In tutto questo la città è immobile, e tutte le iniziative intraprese sono in perfetta continuità con la precedente amministrazione. Inoltre, le tante promesse, fatte in Consiglio, alla stampa e sui social, non vengono mantenute. Un esempio su tutti riguarda la riapertura del Parco del Sole, che richiediamo da mesi e che continua a essere rinviata, prima a fine giugno, poi a metà luglio. Mentre la bella stagione scorre inesorabilmente e in città gli spazi pubblici latitano più che mai.

Noi continueremo con l’opposizione dura e costruttiva che ci ha contraddistinto in questi mesi, fuori e dentro il Consiglio comunale. Ma siamo certi che le grane al Sindaco arriveranno anche dalla sua maggioranza, disposta a farsi la guerra per un poco di voti e di potere in più, a discapito della nostra città, che viene ogni giorno offesa e oltraggiata.

Servizi minimi trasporto pubblico locale: bene la risoluzione, ma aspettiamo la modifica della Delibera entro fine consiliatura

È anche grazie alla nostra iniziativa, che ha portato il Consiglio comunale a esprimersi all’unanimità sulla necessità di far rimanere la tratta L’Aquila-Roma un servizio pubblico essenziale, insieme al pressing portato avanti da tempo da sindacati, pendolari e altri Comuni, se la Commissione Territorio della Regione Abruzzo ha approvato ieri una risoluzione che impegna la Giunta in questa direzione.

Certo – e lo diciamo chiaramente – non è il risultato che avremmo voluto: la Delibera di definizione dei servizi minimi del trasporto pubblico locale è infatti passata senza modifiche e quindi escludendo la tratta L’Aquila-Roma dalla contribuzione regionale.

Con l’approvazione della risoluzione si impegna d’altro canto la Giunta a mantenere all’interno del programma di esercizio di TUA le tratte “mancanti di alternative trasportistiche” come la L’Aquila-Roma appunto, nelle more che venga ricalibrata la definizione dei servizi minimi essenziali e modificata di conseguenza la Delibera. Sventata l’ipotesi di affidamento della tratta a Sangritana, ci aspettiamo quindi che l’attuale offerta venga mantenuta e anche migliorata in termini di frequenza delle corse per pendolari e viaggiatori in genere.

I consiglieri regionali hanno insomma quanto meno riconosciuto il principio che le tratte che non dispongono di un’alternativa su rotaia non possono e non devono soggiacere alle logiche commerciali, e la necessità di rimettere mano alla Delibera in questo senso.
Notiamo con molta preoccupazione e disappunto, però, che la risoluzione non prevede un termine entro il quale modificare la definizione dei servizi minimi.

Per questo chiediamo che, considerato che molti comitati di pendolari e parti sociali si sono già espressi, si concludano velocemente le eventuali ulteriori consultazioni per poi passare immediatamente alla modifica della delibera, attraverso un ripensamento generale dei criteri che sottragga definitivamente alcuni collegamenti essenziali a appetiti, rivendicazioni e ricatti da parte dei privati.

Ci aspettiamo che la modifica venga realizzata nel corso di questa consiliatura. Se così non fosse, la risoluzione sarà servita soprattutto a sollevare dalle responsabilità la classe politica che, ad oggi, ha deciso di escludere dai finanziamenti regionali la tratta L’Aquila-Roma e le altre tratte in questione.

Le parole vergognose di De Santis su aborto e immigrazione

Una mamma con suo figlio nel periodo della segregazione razziale in USA

“Facciamo figli, facciamolo per l’Italia e difendiamo chi ha il coraggio di non abortire, perché questa nazione non ha bisogno di altri immigrati. Questa nazione ha bisogno di difendere i propri figli”. Con queste parole un consigliere del Comune dell’Aquila, Francesco De Santis, ha ammonito il pubblico della Lega Nord e di Matteo Salvini a Silvi Marina.

Ma difendere da cosa? Certamente dall’invasione di migranti neri! Che poi i dati e i numeri siano tali da sconfessare qualsiasi ipotesi di “invasione” che importa?! Che siano uno o un milione, sempre pericolosi invasori neri sono, no?! E se annegano nel Mediterraneo sotto gli occhi delle nostre equipaggiate navi, non siamo certo noi a lasciarli morire, ma è colpa loro che, temprati dagli stenti, osano arrembare le nostre coste a bordo di agili e minacciosi gommoni.

Ma, ovviamente, tocca difendersi anche e soprattutto dentro i confini, da chi promuove da decenni una maternità consapevole, libera da stereotipi culturali e scelte doverose – secondo il consigliere De Santis – addirittura nel nome della Nazione, senza avere alcun riguardo per le dinamiche demografiche della razza italica, e di conseguenza per gli equilibri previdenziali. Sono le donne che hanno conquistato con sofferenza e determinazione il diritto di decidere, le pericolose alleate di questo disegno criminoso ai danni dell’identità nazionale. Che poi il concetto di identità sia tutt’altro che statico e cristallizzato, che importa?! Al popolo vanno impartiti concetti semplici, slogan ad affetto, nemici deboli e facili da attaccare.

Il punto è che quando si mette in discussione il diritto e la libertà di scegliere una vita migliore per se stessi – e sì, anche per i propri figli – si comincia dall’uomo nero di turno, quello diverso e che fa più paura, e si arriva a chiedere da un palco alle donne “il coraggio di non abortire e fare figli” a prescindere, indipendentemente da condizioni e aspirazioni personali e familiari, nel solo supremo interesse dell’identità nazionale.

Ci sono, poi, figlie e figli di questo Paese che aspettano solo di essere riconosciuti cittadini italiani per poter contraccambiare con impegno ed entusiasmo l’investimento in termini culturali e sociali che ogni Paese civile deve alle giovani generazioni che scelgono di crescere in quel territorio. Continuare ad ignorarli, invocando un ricambio generazionale rigorosamente autoctono, oltre che una riedizione allarmante della “difesa della razza”, è sintomo di una profonda ignoranza e ipocrisia e di una totale mancanza di rispetto per i diritti civili, per i quali le donne e gli uomini continuano a lottare in ogni parte del mondo.

Su Cotugno e Collemaggio si convochi Commissione Territorio, amministrazione inetta

A prescindere dall’esito della sentenza del TAR sul Liceo Cotugno, che ovviamente complica la vicenda, il punto vero è che il piano B per settembre 2018 non è diverso da quello di un anno fa, a dispetto delle promesse elettorali: studentesse e studenti sparpagliati in più siti, nessun lavoro avviato sull’attuale sede, nessuna iniziativa dell’Amministrazione comunale per pianificarne una nuova. Nel silenzio delle istituzioni del territorio, la preside del Cotugno Serenella Ottaviano ha proposto l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio per localizzare la nuova scuola.

Da tempo abbiamo richiesto la convocazione della Commissione Territorio, alla presenza del Sindaco e della ASL, per discutere della destinazione di quella bellissima area, strategica e colpevolmente abbandonata, su una parte della quale insiste anche il progetto del Parco della Luna, già finanziato con 10 milioni nell’ambito del Masterplan Abruzzo. Crediamo che la Commissione Territorio possa essere un’ottima occasione per verificare in concreto la possibilità di realizzare lì il nuovo Cotugno.

Torniamo a sollecitare la convocazione della Commissione con il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione sull’area, a cominciare dal progetto già finanziato, e confrontarci su proposte di riqualificazione compatibili con le finalità previste dalla normativa per la riconversione degli ex ospedali psichiatrici. Chiediamo da tempo, pertanto, un confronto sul quartiere di Collemaggio che riteniamo urgente anche perché entro il 2019 dovranno partire i lavori finanziati dal Masterplan. Non vorremmo mai, infatti, che le inettitudini e il lassismo dell’amministrazione portassero a perdere ben 10 milioni di euro per il territorio aquilano e per il suo tessuto sociale.

A prescindere dalla ristrutturazione degli immobili, che implicherà tempi più lunghi, chiediamo che si intervenga da subito per riqualificare e rendere fruibile il parco, curando le aree verdi, mantenendo l’igiene dei luoghi e ripristinando l’illuminazione pubblica. Lo stato di abbandono in cui versa la zona, infatti, non è diverso dal degrado denunciato per il contiguo terminal di Collemaggio, oggetto della visita dell’assessora Mannetti e della sua reprimenda nei confronti della Società di gestione. La differenza è che nel caso dell’ex ospedale lo stato di abbandono è tutta responsabilità delle istituzioni. Per non parlare dei continui rinvii della passata come dell’attuale Amministrazione sulla riapertura del Parco del Sole.

La possibilità di localizzare una scuola – e magari anche altre – in un’area che va assolutamente recuperata per la collettività a ridosso delle mura cittadine, non congestionata e già servita dal trasporto pubblico deve essere vagliata al più presto. Sulla ricostruzione delle scuole cittadine denunciamo del resto da tempo ritardi inaccettabili.

Per tutto questo sollecitiamo la convocazione della Commissione Territorio e l’avvio di un percorso di confronto reale per il ripristino di tutta la zona di Collemaggio.

Coalizione Sociale dà la sveglia alla Giunta sul contributo una tantum !

Oggi è stata discussa in Consiglio comunale la nostra interrogazione, che sollecitava la Giunta ad adempiere alla deliberazione che regola il contributo una tantum alle famiglie in difficoltà estrema, emanando il relativo avviso. L’interrogazione era stata presentata ai primi di giugno e giusto una settimana dopo l’Amministrazione ha finalmente iniziato a dare corso alle relative procedure.

Insomma dopo mesi di immobilismo, giusto giusto dopo aver ricevuto la nostra interrogazione e prima di rispondere in Consiglio, gli uffici comunali finalmente danno seguito a quanto deliberato, approvando l’avviso per cui a giorni – dice l’Assessore – sarà possibile presentare le domande. Su questo continueremo chiaramente a vigilare con attenzione.
Anche perché nei confronti dell’ una tantum in città persiste una domanda forte, tanto più che viene atteso da famiglie indigenti (meno di 6mila euro di Isee) che non possono accedere alla misura del REI.
A forza di incalzare la maggioranza, la maggioranza lentamente “si smucchia”. Resta purtroppo inquietante però il fatto che questa amministrazione disattenda sistematicamente ai bisogni e alle scadenze sentite come impellenti dalla cittadinanza.

Una situazione simile sta accadendo per il bando per la prosecuzione del Progetto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel Comune dell’Aquila.

Un mese fa abbiamo chiesto, insieme a tutte le consigliere e i consiglieri di opposizione e alla consigliera straniera Edlira Banushaj, la convocazione urgente della Commissione Politiche Sociali sulla prosecuzione del Progetto in scadenza al 30 giugno dopo ben tre proroghe tecniche, nelle more di un bando mai emanato, e in attesa della liquidazione delle attività dell’anno precedente.

Nonostante le nostre sollecitazioni al rispetto dei tempi previsti dal Regolamento del Consiglio per la convocazione della Commissione – 10 giorni dalla richiesta – la riunione è stata fissata solo al 10 luglio.
Il tempo di sistemare le cose anche qui, evidentemente. Si sta procedendo infatti al saldo delle attività e all’ennesima proroga del progetto, intanto che viene definito il bando di gara, come prevede la norma. Di tutti questi ritardi chiederemo conto in occasione della Commissione così come chiederemo anche di capire in che modo la Giunta intenda dare seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, volto ad avviare un Progetto Sprar per minori nel territorio comunale.