D’Alfonso e D’Eramo si dimettano, è una questione di decenza


Passate le elezioni politiche c’è sempre più bisogno di atti concreti per ristabilire un minimo di credibilità nelle istituzioni. La consuetudine dei doppi incarichi istituzionali è, a nostro giudizio, una delle prime cose da eliminare.

Alcuni sono proprio incompatibili, come quello di parlamentare e presidente di Regione. Ci aspettiamo quindi che, una volta che il 23 marzo sarà “inverata” la nomina a senatore del presidente Luciano D’Alfonso, lo stesso si dimetta immediatamente dal suo incarico in Regione senza odiose meline, visto che l’incompatibilità è chiara e senza discussioni.

Altri doppi incarichi per legge sono ancora consentiti ma sarebbe un grave atto di irresponsabilità se il neo onorevole e assessore del Comune dell’Aquila Luigi D’Eramo non rinunciasse senza indugi al suo posto in giunta, come è stato paventato in una conferenza stampa di lunedì scorso. La nostra città non può permettersi i “giochi” interni tra le varie forze politiche, non può aspettare che la maggioranza trovi gli equilibri per formare una nuova giunta, magari in attesa che si chiarisca se tornare al voto a breve per il parlamento o addirittura in vista delle scelte per le candidature alle prossime elezioni regionali. L’immobilismo che oggettivamente ha caratterizzato l’Amministrazione in questi primi nove mesi di governo continuerebbe infatti ancora per lungo tempo.

Non è una faccenda di cumulo di stipendi, che non c’è, è questione di decenza e di etica della politica, merce rara in questo momento e di cui il Paese invece ha disperato bisogno.

E’ la dignità stessa delle cariche che si ricoprono a suggerire che non si può svolgere contemporaneamente al meglio la funzione di parlamentare e quella di assessore della città capoluogo d’Abruzzo. Figuriamoci quella di presidente della Regione.

Ai neo eletti vanno i nostri migliori auguri per la nuova avventura.

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