La cittadinanza onoraria a Letta è inopportuna nel metodo e soprattutto nel merito


Siamo contrari al conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Letta – e lo diciamo senza giri di parole – nel metodo ma soprattutto nel merito.

Pensiamo che un tale riconoscimento dovrebbe testimoniare l’appartenenza ideale e unanime alla comunità cittadina. Proprio per questo la cittadinanza onoraria dovrebbe essere un provvedimento frutto di un processo di condivisione con tutte le forze che in consiglio rappresentano la città. Questo non è affatto accaduto, e tale conferimento dato da una sola parte politica equivarrebbe ad una cittadinanza dimezzata.

Una scelta divisiva quindi, che dimentica o peggio ignora quanto sia ancora più diversificato e controverso il giudizio sulla gestione dell’emergenza post-sisma, epoca in cui Letta ricopriva ruoli di alta responsabilità istituzionale, determinando e avallando scelte dei vertici della Protezione civile e del Governo contestate allora come oggi, spesso al centro di scandali e inchieste.

Parliamo, tra le altre cose, dell’operazione Protezione Civile SpA per limitare i controlli sull’organizzazione dei grandi eventi, degli appalti milionari senza gara affidati agli amici degli amici in nome dell’urgenza, della gestione mediatica persino dei funerali solenni, quando ci si preoccupò addirittura di piazzare Berlusconi irritualmente in prima fila tra i parenti delle vittime.

Siamo e vogliamo rappresentare, in Consiglio comunale, anche quella parte della cittadinanza che ritiene assolutamente inopportuno omaggiare chi all’epoca fu regista più o meno occulto, complice o garante di tali scelte e iniziative.

Siamo e vogliamo rappresentare anche chi in questi anni ha continuato a contestare e denunciare una gestione autoritaria dell’emergenza e della ricostruzione ritenendola troppo spesso opportunista, cinica e irrispettosa.

Anche alla luce di quanto avvenuto durante il voto in Commissione, nel rispetto delle legittime posizioni di tutti, vogliamo chiarire che la cittadinanza onoraria a Letta, se ci sarà, non sarà mai data dall’assise all’unanimità, perché non sarà mai a nostro nome.

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