L’Aquila non recepisca la folle legge regionale su scantinati e seminterrati


In piena estate, nell’agosto scorso il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la legge 40/2017, avente ad oggetto “Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Destinazioni d’uso e contenimento dell’uso del suolo, modifiche alla L.R. 96/2000 ed ulteriori disposizioni“. Si tratta della legge che di fatto vuol rendere abitabili seminterrati e scantinati in tutto Abruzzo, votata bipartisan da tutti i consiglieri regionali di centrosinistra e di centrodestra, con l’eccezione dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Della importante questione abbiamo parlato ieri nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila [qui il servizio di LaqTv]. Abbiamo presentato una proposta di deliberazione che porteremo martedì 26 settembre in Consiglio comunale, con la quale chiediamo all’amministrazione di non recepire la decisione regionale. Si tratta della seconda proposta di deliberazione presentata in soli 3 mesi, rispetto a una sola proposta (su un totale di 32 consiglieri) presentata nell’arco di ben 5 anni della precedente consiliatura.

Con il falso intento del minore consumo di suolo, si vuole mettere in campo un ampio condono del patrimonio edilizio comunale.

Infatti la trasformazione di vani accessori e vani seminterrati in superfici utili avviene in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, anche nel caso di piani attuativi, senza alcuna preoccupazione dell’esorbitante aumento di carico urbanistico che l’applicazione della legge porterà con sé, ovviamente senza l’obbligo del rispetto degli standard urbanistici per i quali si può ricorrere alla monetizzazione sostitutiva prevedendo che siano i Comuni a realizzare spazi e servizi con i quattro soldi incassati, cosa che i fatti hanno dimostrato di difficile ed improbabile attuazione.

Inoltre, rendendo abitabili scantinati e seminterrati si aumenta il rischio per la sicurezza stessa dei cittadini esponendoli alla possibilità di inondazioni e alluvioni, come recentemente accaduto a Livorno.

Questa legge regala cubature a pioggia in un territorio devastato dagli effetti del sisma e contraddistinto dalla presenza di abitazioni non occupate per 30.000 abitanti, da un consistente residuo non attuato del vigente PRG, da un fenomeno di spopolamento e recessione che necessita di una ferma politica urbanistica di riqualificazione urbana, di riconnessione spaziale e sociale, di valorizzazione delle risorse naturali e col nuovo piano regolatore in fase formativa.

SCARICA qui la proposta della Coalizione Sociale

SCARICA qui la relazione illustrativa con cui spieghiamo le motivazioni della proposta

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