Liberiamo lo sport, liberiamo gli spazi pubblici!


Un’idea e tante proposte sullo sport, di Alessandro Tettamanti, candidato nella lista L’Aquila Chiama chi Ama L’Aquila, in supporto alla Coalizione Sociale con Carla sindaca per L’Aquila.

SPORT POPOLARE E SPORT DI PROSSIMITA’
Se si parla di sport è giusto porre l’attenzione prima di tutto sullo sport popolare e di prossimità, praticato ogni giorno da centinaia di giovani sul territorio cittadino e sul suo enorme valore sociale, formativo e culturale. Anche in rapporto a questo però, a L’Aquila, si pone un problema di spazi, ossia alla loro disponibilità per il pubblico utilizzo.

Non esiste per esempio un’area a verde pubblico che disponga di infrastrutture per lo sport di prossimità. A differenza di quello che succede in altri Paesi europei, qui il verde sembra venire progettato per finalità puramente estetiche e quasi mai funzionali allo sport, tantomeno a quello di squadra o meglio ancora ad una polifunzionalità. Qualcosa figlio di un pensiero sbagliato che limita l’accesso all’attività sportiva e alla possibilità di praticarlo senza budget di un certo tipo e che per questo va cambiato con una nuova progettazione.

PIAZZA D’ARMI, SOVVENZIONI PUBBLICHE = UTILIZZO PUBBLICO

Anche il campo di Piazza d’Armi, un giorno spazio pubblico e centro di aggregazione sportiva cittadino, è stato “chiuso” nella sua parte atletica.

Risultato? Bandi per la gestione che sono andati deserti, poi una gestione provvisoria tra tante difficoltà, infine il nuovo bando con cui infine il Comune, a differenza di quello precedente, da un contributo di 10mila euro al nuovo gestore.
Benissimo utilizzare fondi pubblici per lo sport, ma è altrettanto vero che poi l’utilizzo deve essere altrettanto pubblico allora. Invece lo spazio è sempre recintato e non sembrerebbe venir utilizzato al massimo delle sue potenzialità. Perché allora non inserire un campo di gioco al centro che permetta a prezzi popolari di far allenare anche lo sport di squadra come calcio e rugby?

Dove c’è una forma di sovvenzione pubblica, l’utilizzo che viene fatto di quello spazio non può essere di tipo privatistico e volto solamente al ricavo dell’utile, ma deve essere di tipo sociale e quindi aperto per lasciare alle piccole squadre e a chi fa con lo sport prevalentemente attività di volontariato, la possibilità di allenarsi a bassi costi.

Lo sport è infatti vettore unico di integrazione e prevenzione di problematiche socio-sanitarie e quindi la spesa pubblica in tal senso va considerata come un investimento.

SKATEPARK MAURANE FRATY COME ESEMPIO

Si veda, proprio vicino la pista d’atletica, lo skatepark a Piazza d’Armi. Costruito con soldi delle donazioni delle Curve d’Italia da un’idea dei Red Blue Eagles è, ad oggi, forse il migliore esempio di struttura pubblica, a tutti accessibile, per fare sport.

Qualcosa a cui si è giunti evidentemente attraverso il percorso con cui la struttura è stata costruita, ossia in modo partecipato e dal basso, qualcosa di unico purtroppo, da prendere quindi come esempio.

A denotare ulteriormente la mancanza di spazi pubblici per utilizzo sportivo, l’uso che anziani e giovani fanno del parcheggio asfaltato del mercato sempre di Piazza d’Armi dove nelle ore pomeridiane si cammina , corre e si fa sport di vario genere tra cui il cricket giocato dalla comunità indiana e bangladese locale.

Eppure a Piazza d’Armi manca ancora una visione d’insieme che permetta all’intero complesso, in virtù di una maggiore utenza ed efficientizzazione – e con il completamento delle opere previste – di essere sostenibile rispondendo ai bisogni sportivi reali della città.

CONCESSIONI TRA DEROGHE E CONTENZIOSI

Più in generale le concessioni dei campi da gioco pubblici vengono date a prezzi di canone d’affitto elevati. Concessioni per cui spesso si è andati in deroga e sulle quali in altri casi si creano dei contenziosi che paralizzano l’utilizzo delle strutture come nel caso del campo “Maracanà” di Coppito che sorge in posizione strategica ma che proprio per questo è da tempo abbandonato. Una situazione da risolvere subito.

LA VERGOGNOSA SITUAZIONE DEL CAMPO FEDERALE

Inspiegabilmente e colpevolmente fuori uso il campo federale, di proprietà della federazione e su cui pure erano stati spesi dei soldi per la riqualificazione e dove si è giocato dopo il terremoto.
La cosa migliore a questo punto è che il Comune intraprenda un’azione per rilevare l’area visto che la federazione non riesce o non vuole gestirla. Di campi di questo genere la città ha bisogno come il pane.
Tanto più che il Federale è contiguo al nuovo stadio di acquasanta “Gran Sasso d’Italia – Italo Acconcia” e può costituire – in relazione con esso – un importante polo sportivo cittadino.

NUOVO STADIO: PER UN UTILIZZO PIU’ DIFFUSO NELL’IMMEDIATO

A proposito dello stadio “Italo Acconcia – Gran Sasso d’Italia”, incompleto, senza SCIA e con una delle tre gradinate inagibile. Un impianto in cui si è parlato di una convenzione tra Comune e L’Aquila calcio che però non c’è e difficilmente ci sarà a breve visto le difficoltà da ambo le parti per portarla a termine.
Tuttavia L’Aquila calcio qui ha giocato l’attuale stagione in corso e si è allenata. Molti sono stati i problemi legati a questo anno d’avvio della struttura che in parte hanno contribuito alle difficoltà incontrate quest’anno dai rossoblù.

Sarebbe possibile dare la possibilità di utilizzare questo campo comunale da subito anche alle altre squadre agonistiche cittadine, andando semplicemente oltre gli orari in cui è utilizzato dalla prima squadra.

E’ vero, bisognerà accendere i riflettori ma si inizierà a creare un bacino di utenza attraverso il quale finalmente – con le dovute risorse – aprire anche le cosiddette torri, con un bar ed altri spazi d’aggregazione, anche rispondendo alla richiesta di associazioni interessate a veicolare la cultura sportiva come il Supporters’ Trust “L’Aquila me’”. Così si potrebbe iniziare a far diventare finalmente il Gran Sasso d’Italia un luogo d’aggregazione per sportivi.

E questo sarebbe possibile a partire da subito, iniziando così ad avviare un discorso di sviluppo e sostenibilità del polo calcistico in attesa di completare l’altro campo previsto nell’anti stadio e riaprire il Federale.
Una volta completato il tutto quello dell’Area di Acqua santa sarebbe così capace di soddisfare in buona parte la domanda di giovanili e società agonistiche minori cittadine.
SPORT CITTADINO BENE COMUNE

Anche per lo sport bisognerebbe iniziare a fare un discorso di rete che coinvolga tutte le discipline e le società presenti sul territorio con l’obiettivo primario di salvaguardare insieme il Bene Comune dello sport cittadino, dare a tutti le stesse opportunità, migliorare in funzionalità e coordinazione in rapporto con le istituzioni e i territori.

La prima squadra del calcio, ad esempio, non può e non deve considerarsi qualcosa di slegato dalle altre realtà minori espressione dello stesso territorio. Il discorso deve essere fortemente interdipendente per migliorare i risultati complessivi e la stessa sostenibilità generale secondo principi di cooperazione.

Così come il calcio non è slegato completamente dal rugby e viceversa.

Vanno – e questo è comune a tutte le discipline – valorizzati i talenti locali che possono venir fuori da un ambiente sano finalmente messo a sistema, come va tutelata con ogni mezzo da parte della municipalità la possibilità di far sport per chiunque al di là delle possibilità economiche.

Questo vuol dire anche risolvere le miopi conflittualità esistenti tra società promuovendo da subito un percorso di ascolto e partecipazione da parte dell’istituzione.


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