Ricostruzione scuole, passa in Consiglio la proposta della Coalizione Sociale

Apprendiamo con soddisfazione come la giunta abbia accolto con favore la nostra mozione sull’aggiornamento del cronoprogramma della ricostruzione dell’edilizia scolastica dell’Aquila.

Nel Consiglio comunale di oggi, infatti, la proposta della Coalizione Sociale è passata con i voti della maggioranza.

Il centrosinistra si è invece astenuto forse per la “coda di paglia” che ha, visto che il cronoprogramma per le scuole, nella passata amministrazione, era stato proposto dai consiglieri di opposizione Di Cesare e Vittorini ed approvato all’unanimità (quindi anche dal centrosinistra) per poi essere sistematicamente disatteso. D’altronde è nota l’allergia ai cronoprogrammi della passata amministrazione Cialente e l’astensione di oggi – da Di Benedetto a Masciocco – è in totale continuità con questa propensione, e allo stesso tempo in contraddizione con loro stessi che pure lo avevano votato. Noi chiediamo che sulla ricostruzione delle scuole non si facciano strumentalizzazioni politiche. Vediamo adesso, dopo sei mesi di soli annunci, cosa farà il Sindaco Biondi, che intorno a questo cronoprogramma vogliamo inchiodare.

La mozione prevede che il Sindaco debba entro 60 giorni e poi ogni 6 mesi riferire al Consiglio comunale (in II Commissione) sullo stato dell’arte della ricostruzione degli edifici scolastici di proprietà comunale, aggiornando di volta in volta il cronoprogramma pubblicato dal 2015 sul sito del Comune, per iniziativa del gruppo di Appello per L’Aquila che vogliamo.

In questo modo sarà possibile tenere sotto controllo i procedimenti avviati o programmati e chiedere conto di eventuali ritardi. Il cronoprogramma, infatti, risulta ad oggi incompleto e disatteso. Nella pagina dedicata sul sito web del Comune dovranno essere aggiunti i cronoprogrammi della ricostruzione degli edifici ad oggi non inseriti, e dovranno essere aggiornate le schede dei cronoprogrammi evidentemente superati.

In Commissione Territorio si farà anche il punto sulla sicurezza sismica delle scuole aquilane, per cui le informazioni sono ancora incomplete.

Attraverso un’opposizione dura ma costruttiva, per la seconda volta in pochi mesi la Coalizione Sociale ottiene un risultato positivo, convincendo sull’utilità delle proposte.

Oggi abbiamo scelto di inchiodare l’amministrazione comunale ad un rendiconto costante sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole aquilane, per un monitoraggio obbligato da parte della giunta, sul quale vigileremo. La dimostrazione di come il Consiglio comunale – l’assemblea più importante e rappresentativa della città – debba essere luogo di confronto e decisioni finalmente incidenti sulla vita della comunità aquilana, oltre che di controllo dell’amministrazione da parte della cittadinanza.

Ricostruzione scuole, Coalizione Sociale: “Disatteso il cronoprogramma”

Sarà presentata nel Consiglio comunale del prossimo 29 dicembre una mozione proposta dalla Coalizione Sociale sul cronoprogramma della ricostruzione post-sisma delle scuole comunali dell’Aquila.

Ad annunciarla, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane in Comune, è stata Carla Cimoroni, consigliera comunale della Coalizione Sociale. L’iniziativa richiama un’altra mozione, presentata da Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo nel maggio 2015, che chiedeva di pubblicare e aggiornare sul sito web del Comune il cronoprogramma della ricostruzione delle scuole di proprietà comunale.

All’esito di quella mozione, approvata all’unanimità, l’amministrazione ha pubblicato un cronoprogramma parziale e non aggiornato (qui).

Sono infatti presenti i documenti delle sole scuole di Paganica, Pettino, Arischia, Coppito, Santa Barbara e Sassa. Mancano tutte le altre. Se si analizzano i cronoprogrammi, poi, si può facilmente verificare come i dati non vengano aggiornati, e i tempi siano nel frattempo slittati vertiginosamente. Bastano due esempi: per la scuola primaria di Pettino la fine dei lavori era prevista per il 19 dicembre, mentre l’aggiudicazione definitiva dell’appalto è avvenuto solo lo scorso giugno, mentre ad Arischia i lavori si sarebbero dovuti concludere a luglio, ma non risulta ancora chiusa neanche la gara per l’affidamento della progettazione e dei lavori.

“L’aggiornamento del cronoprogramma potrebbe essere uno strumento utile sia per l’amministrazione che per i cittadini, al fine di verificare la ricostruzione delle scuole”, ha affermato Carla Cimoroni.

La mozione che la Coalizione Sociale presenterà al prossimo Consiglio vuole fungere da stimolo per un aggiornamento periodico da parte dell’amministrazione sulla situazione delle scuole: “Il tema come tutti sanno ci sta a cuore da anni, da tempi non sospetti, fin da quando chiedevamo conto dei 50 milioni in cassa e non utilizzati dall’amministrazione Cialente – ha evidenziato la consigliera – è stato poi oggetto di campagna elettorale da parte di tutti, una questione considerata prioritaria sia nel programma elettorale che nel programma di mandato del sindaco Biondi”.

Se infatti tra le “idee e proposte immediatamente realizzabili nei primi cento giorni di governo” della destra c’era il rientro degli studenti in scuole sicure, nel programma di mandato dello scorso settembre si parla di “piano straordinario delle scuole”.

“E anche qualche giorno fa il vice sindaco Liris ha lamentato poco personale alla ricostruzione pubblica, rispetto alla privata – ha evidenziato Cimoroni – nessuno di noi sta addossando colpe all’amministrazione per la mancata ricostruzione delle scuole, sappiamo della mancanza di personale, delle complicazioni portate dal nuovo codice degli appalti, ma ci piacerebbe che agli slogan si iniziasse a dare seguito con azioni concrete. La nostra mozione va in questa direzione e ci aspettiamo apertura e responsabilità da parte della maggioranza“.

In particolare, oltre al rispetto degli obblighi di trasparenza e aggiornamento dei cronoprogrammi, la mozione chiede che il Sindaco riferisca sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole comunali e che si faccia il punto anche in seconda Commissione, per dar seguito all’unico incontro sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole che venne organizzato mesi fa.

“In generale chiediamo che venga condivisa una visione – ha affermato Carla Cimoroni – si potrebbe ad esempio tornare a parlare di scuole nel centro storico, o sapere quante e quali scuole andranno alla ex caserma Rossi, perché questi processi incidono su eventuali disposizioni per le scuole anche di proprietà della Provincia”.

La mozione, insomma, vuole continuare a sollecitare al confronto l’amministrazione, per iniziare a parlare in Consiglio – l’assise più importante della città – anche del presente e del futuro dell’Aquila e della sua popolazione, e non solo di presepi, misure antiaccattonaggio e inni nazionali.

No alla sciagurata legge 40, vittoria politica della Coalizione Sociale!

L’opposizione paga quando si mette in atto, anche quando è costruttiva come stavolta. Stamattina, in extremis, il Consiglio comunale ha approvato la delibera che limita fortemente gli effetti della sciagurata legge regionale 40, quella che avrebbe reso abitabili garage, scantinati e sottotetti, creando scarsa qualità dell’abitare, abbassando gli standard di sicurezza, in una città dove ci sono già migliaia di locali e appartamenti vuoti.

La delibera, proposta dalla giunta, è passata con due emendamenti della Coalizione Sociale, approvati anche dalla maggioranza, ed è arrivata in Consiglio per effetto della nostra proposta di deliberazione presentata lo scorso settembre e già discussa in Commissione.

Notiamo con soddisfazione come anche i consiglieri di centrodestra e centrosinistra abbiano smentito i loro colleghi di partito in Consiglio regionale, che hanno voluto e approvato bipartisan la legge. L’approvazione rappresenta un momento importante per la pianificazione urbanistica della città. La delibera approvata va contro gli interessi immobiliari di pochi, che vorrebbero continuare a speculare ai danni della comunità.

Noi della Coalizione Sociale riteniamo invece che sia finalmente giunto il momento di dare una visione organica e d’insieme al territorio.

Oggi abbiamo messo in campo un’opposizione costruttiva e nel merito di tematiche importanti che riguardano tutti. Continueremo nella nostra attività di opposizione dura, ma anche capace – come stamattina – di determinare scelte importanti per il futuro della città.

Ci sarebbe piaciuto che la maggioranza avesse avuto o stesso atteggiamento maturo da parte anche sul nostro atto di indirizzo per la nomina delle società partecipate. Abbiamo chiesto più trasparenza, che purtroppo non ci sarà.

Nomine e incarichi, l’amministrazione Biondi dice no alla trasparenza

Già nel luglio scorso la Coalizione Sociale depositò una proposta di deliberazione volta ad accrescere la trasparenza nel processo decisionale dei vertici delle aziende partecipate: si tratta di introdurre il meccanismo delle audizioni pubbliche dei candidati, nel corso delle quali è possibile porre agli stessi domande per conoscerne il profilo professionale, la condotta nell’esercizio di altre cariche ricoperte in precedenza, i rischi di possibili conflitti di interesse, eventuali precedenti penali, nonché programmi e proposte riguardanti l’adempimento del mandato. Fatta l’audizione, la scelta rimane come è per legge, in capo al Sindaco: diventano però più chiari i criteri e le motivazioni che ne sono alla base.

Una pratica già in uso in altre città, di cui si sta discutendo anche a livello nazionale visto che il processo di nomina dei vertici delle società pubbliche rappresenta da sempre una criticità nel nostro Paese, poiché legato a doppio filo agli appetiti della politica, tanto da sollevare “dubbi e perplessità” da parte della stessa Autorità anticorruzione.

Oggi la nostra proposta di delibera – una delle due di iniziativa consiliare, entrambe a nostra firma – è arrivata in Consiglio comunale. E’ stata bocciata dalla maggioranza dell’amministrazione Biondi, che ha perso un’altra occasione per rompere davvero i meccanismi e per mostrare discontinuità reale (al di là degli slogan) dal governo degli ultimi anni a L’Aquila.

Da mesi l’amministrazione non riesce a nominare i vertici società partecipate (Ctgs, Ama, Asm, Afm e Sed), fondamentali per i servizi e la vita della città: troppa l’acquolina in bocca per liste e partiti di governo (principalmente Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia), che non riescono ad accordarsi per la spartizione delle poltrone e degli incarichi.

In questa impasse, non solo viene respinta la proposta della Coalizione Sociale, ma la maggioranza non è neanche in grado di presentare alcuna alternativa che fissi criteri e modalità per le nomine in questione. Non ha sortito effetti neanche il nostro emendamento, pensato per andare incontro all’esigenza della maggioranza e di parte dell’opposizione, e che restringeva ai soli consiglieri comunali la possibilità di porre delle domande ai candidati. Niente, non c’è stata neanche la volontà di discutere, né di argomentare la bocciatura della proposta.

E’ evidente insomma che, in piena continuità con il passato, l’intenzione della maggioranza di centrodestra sia quella di decidere nelle segrete stanze a chi assegnare i ruoli apicali delle società partecipate. Ad uno dei primi appuntamenti con un tema serio, e non simbolico, insomma, l’amministrazione Biondi ha dimostrato un silenzio assordante, il nulla assoluto, l’incapacità persino di argomentare un contraddittorio. Del resto nemmeno il Pd ha detto nulla, scegliendo il basso profilo dell’astensione.

Noi dal canto nostro proseguiremo con la nostra attenta e documentata attività di opposizione dentro e fuori il Consiglio comunale, continuando un’azione propositiva, in attesa che la giunta comunale e la maggioranza in Consiglio diano finalmente un segno di vita.

Impugnazione della Legge su scantinati abitabili: subito la nostra proposta in Consiglio!

Il Governo ha finalmente impugnato la Legge 40/2017 della Regione Abruzzo, quella che renderebbe abitabili garage, scantinati e sottotetti, scavalcando qualsiasi pianificazione urbanistica.

Una ragione di più per portare immediatamente la nostra proposta di delibera – che prevede l’esclusione di tutto il territorio comunale dall’applicazione della legge – all’attenzione del Consiglio comunale e approvarla.

In attesa che si pronunci la Corte costituzionale, è infatti fondamentale scongiurare da subito l’applicazione di questo condono mascherato nel nostro territorio, interessato già da un carico urbanistico eccessivo tra abitazioni non occupate per 30.000 abitanti e un consistente residuo non attuato del vigente PRG, mentre peraltro il nuovo piano regolatore è in fase formativa.

Per questo è necessario approvare la nostra proposta di delibera entro il 7 novembre, termine ultimo dettato dalla stessa Legge Regionale entro cui i comuni possono deliberare la non attuazione della legge sul proprio territorio. Altrimenti vale il silenzio-assenso.

La Giunta si è già detta favorevole alla nostra delibera in Commissione, ma si continua a fare melina per non inserire all’ordine del giorno del Consiglio comunale la nostra proposta.

Il centrodestra non ha l’onestà di riconoscere una buona proposta venuta dalla nostra opposizione? Oppure i consiglieri tutti sono in imbarazzo con i loro partiti che, in Consiglio regionale, in grande sintonia bipartisan (centro-sinistra e centro-destra) hanno approvato un dispositivo così vergognoso da suscitare persino l’impugnazione governativa?

Se il sindaco e la sua maggioranza vogliono, come affermano, il bene della città, inseriscano all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la nostra proposta di delibera. Altrimenti saremo costretti a prendere atto, per l’ennesima volta, dell’inconcludenza e dell’incoerenza del centrodestra al governo della città.

No a Legge regionale su scantinati abitabili: condivisa la proposta di Coalizione Sociale

Stamane la Commissione Territorio del Comune dell’Aquila ha discusso della legge regionale 40/2017, una proposta folle che vorrebbe rendere abitabili scantinati, vani accessori e seminterrati, mascherando dietro il falso scopo del minor consumo di suolo un condono di fatto.

Noi della Coalizione Sociale esprimiamo la massima soddisfazione per le parole riportate in Commissione dalla giunta comunale, per bocca dell’assessore all’Urbanistica Luigi D’Eramo. La giunta ha condiviso le nostre perplessità, nel merito e nelle motivazioni, circa l’applicazione della legge nel nostro territorio: per questo, 15 giorni fa, abbiamo presentato una proposta di deliberazione [qui] per escludere dall’applicazione della legge 40/2017 tutto il territorio comunale, una possibilità prevista dalla legge stessa da esercitare tassativamente entro 90 giorni dalla pubblicazione. Altrimenti vale il tacito recepimento.

Riteniamo infatti che sia il piano regolatore generale, attualmente in fase di revisione, lo strumento per la pianificazione urbanistica della città del domani. Sanare ambienti insalubri a L’Aquila, con tutto il patrimonio edilizio inutilizzato presente in città oggi, sarebbe irresponsabile. Per non parlare, poi, del problema della sicurezza in caso di alluvioni.

Di tutto questo si è accorta anche la giunta comunale e non possiamo che prenderne positivamente atto. La nostra proposta è depositata, non resta che portarla velocemente in Consiglio comunale: sarebbe un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della città e del suo territorio.

Dispiace quindi che, a fronte della condivisione espressa da parte dell’assessore D’Eramo, i consiglieri di maggioranza abbiano lasciato l’aula nel corso della Commissione (nella foto), per paura che venisse messa ai voti la nostra proposta di deliberazione. E’ l’ennesima dimostrazione di come la maggioranza al governo della città continui a non rispettare le proposte costruttive delle opposizioni, e soprattutto del disinteresse ai veri problemi in tema di pianificazione della città.

Società partecipate: le nomine siano trasparenti e in base alle competenze

Nel mese di luglio abbiamo depositato una delibera per rendere trasparente il processo decisionale sulle nomine dei vertici delle società partecipate dal comune.
Fermo restando la prerogativa che la legge assegna al sindaco sulle nomine, la nostra proposta intende rendere chiaro il processo che porta alle nomine stesse: curricula dei candidati pubblicati sul sito e metodo delle “udienze pubbliche” già adottato in alcuni comuni.

L’udienza pubblica prevede che i candidati rispondano a domande poste da consiglieri comunali, giornalisti e rappresentati di associazioni sulle esperienze maturate nel settore e nella gestione aziendale, nonché su programmi, proposte, intenzioni, riguardanti l’adempimento del mandato. In questo modo i cittadini tutti potranno valutare al meglio le scelte del sindaco e i criteri utilizzati per le nomine dei vertici delle partecipate, che rimangono ovviamente di competenza del sindaco stesso.
Ognuno, dati alla mano, potrà rispondere alla domanda: è stata scelta la persona migliore e più preparata per dirigere quell’azienda oppure nella nomina sono prevalsi tutt’altri fattori?

Vorremmo con questo processo favorire la nomina di persone competenti nei vari settori, visto che quelle aziende forniscono servizi essenziali (trasporti, farmacie, gestione dei rifiuti,…), i cui costi vengono coperti anche attraverso tariffe pagate dagli utenti con una ricaduta diretta sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini.

Alcune indiscrezioni stampa, al contrario, ci allarmano in quanto riferiscono che la giunta starebbe procedendo con il metodo spartitorio che tanto ha contribuito alle inefficienze delle società in questione. L’esatto contrario di quello che chiediamo.
Non vorremmo, ma temiamo che sia così, che le nomine siano fatte sulla base di interessi partitici, per accontentare qualche candidato consigliere non eletto e nel segreto delle stanze. Ovvio che in questo modo le società partecipate non potranno mai offrire servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini e delle tasse che paghiamo.

CHIEDIAMO che la nostra delibera venga finalmente posta in discussione, come da regolamento, al prossimo consiglio comunale e che il sindaco non proceda prima con le nomine. Sarebbe veramente troppo anche per questa amministrazione.

L’Aquila non recepisca la folle legge regionale su scantinati e seminterrati

In piena estate, nell’agosto scorso il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la legge 40/2017, avente ad oggetto “Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Destinazioni d’uso e contenimento dell’uso del suolo, modifiche alla L.R. 96/2000 ed ulteriori disposizioni“. Si tratta della legge che di fatto vuol rendere abitabili seminterrati e scantinati in tutto Abruzzo, votata bipartisan da tutti i consiglieri regionali di centrosinistra e di centrodestra, con l’eccezione dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Della importante questione abbiamo parlato ieri nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila [qui il servizio di LaqTv]. Abbiamo presentato una proposta di deliberazione che porteremo martedì 26 settembre in Consiglio comunale, con la quale chiediamo all’amministrazione di non recepire la decisione regionale. Si tratta della seconda proposta di deliberazione presentata in soli 3 mesi, rispetto a una sola proposta (su un totale di 32 consiglieri) presentata nell’arco di ben 5 anni della precedente consiliatura.

Con il falso intento del minore consumo di suolo, si vuole mettere in campo un ampio condono del patrimonio edilizio comunale.

Infatti la trasformazione di vani accessori e vani seminterrati in superfici utili avviene in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, anche nel caso di piani attuativi, senza alcuna preoccupazione dell’esorbitante aumento di carico urbanistico che l’applicazione della legge porterà con sé, ovviamente senza l’obbligo del rispetto degli standard urbanistici per i quali si può ricorrere alla monetizzazione sostitutiva prevedendo che siano i Comuni a realizzare spazi e servizi con i quattro soldi incassati, cosa che i fatti hanno dimostrato di difficile ed improbabile attuazione.

Inoltre, rendendo abitabili scantinati e seminterrati si aumenta il rischio per la sicurezza stessa dei cittadini esponendoli alla possibilità di inondazioni e alluvioni, come recentemente accaduto a Livorno.

Questa legge regala cubature a pioggia in un territorio devastato dagli effetti del sisma e contraddistinto dalla presenza di abitazioni non occupate per 30.000 abitanti, da un consistente residuo non attuato del vigente PRG, da un fenomeno di spopolamento e recessione che necessita di una ferma politica urbanistica di riqualificazione urbana, di riconnessione spaziale e sociale, di valorizzazione delle risorse naturali e col nuovo piano regolatore in fase formativa.

SCARICA qui la proposta della Coalizione Sociale

SCARICA qui la relazione illustrativa con cui spieghiamo le motivazioni della proposta

La Coalizione Sociale dentro e fuori il Consiglio comunale

L’Aquila ha un nuovo sindaco, espressione di una coalizione che incarna tutt’altro che il rinnovamento, come abbiamo ribadito più volte nel corso della campagna elettorale. Frutto, al contrario, di vecchie logiche che vedranno in Consiglio e in Giunta esponenti della destra “tempestiana”, quella che ha governato (male) L’Aquila per quasi un decennio. D’altro canto, la coalizione di centro, che è riuscita nell’ardua impresa di perdere il vantaggio acquisito al primo turno, è stata bocciata da una città che vi ha riconosciuto una stretta continuità con un sistema di potere iniquo e opprimente. Per molti inoltre è stato più che evidente l’ingombrante presenza di esponenti della destra cittadina magicamente passati con Di Benedetto.

La Coalizione Sociale, l’unica forza realmente civica e indipendente, ha iniziato fin da subito la costruzione reale di un’alternativa costruttiva alle due coalizioni, nella pratica politica quotidiana, nelle proposte per il bene della città e nei metodi. Eravamo opposizione prima del ballottaggio e saremo opposizione al nuovo governo della città, fuori e dentro il Consiglio comunale: un’opposizione autonoma, propositiva, costruttiva e determinata. Così come le nostre forze individuali e collettive sono state in prima fila in questi otto anni a combattere le politiche affaristiche dei governi nazionali e regionali di centrodestra e dei successivi governi dell’inciucio a trazione PD.

In questo senso intendiamo stigmatizzare quello che non può definirsi altro che santagnesismo 2.0. Nella città del pettegolezzo viene detto tutto, “postato” tutto, anche e soprattutto senza argomentazioni. Persino che Carla Cimoroni, candidata sindaca della Coalizione Sociale, l’unica fuori dagli schieramenti di centro e di destra e che siederà in Consiglio comunale per i prossimi anni, sarebbe stata vista ai festeggiamenti per la vittoria di Pierluigi Biondi. Tutto ciò è semplicemente falso.

Così come è privo di qualsiasi fondamento il riferimento all’eventualità di un secondo consigliere della Coalizione Sociale nell’assise comunale con la vittoria della destra: secondo quanto chiarito già dal Viminale nei giorni scorsi, Carla sarà la nostra unica consigliera.

In vista del ballottaggio abbiamo detto chiaramente che non avremmo fornito indicazioni di voto, né di non voto. Per tutta la nostra campagna elettorale, del resto, abbiamo fatto appello a un voto consapevole e libero.

Ora, inevitabilmente, inizia una nuova fase per la vita pubblica della città. L’obiettivo che ci proponiamo per i prossimi anni è ascoltare, recepire, dialogare con le cittadine e i cittadini, rappresentando anche e soprattutto le istanze di chi – quasi il 50% degli aquilani – al ballottaggio ha disertato le urne. Per noi la presenza nelle Istituzioni rappresenta da sempre un mezzo e non il fine di un percorso politico: un mezzo per dare voce a istanze e proposte nate dal confronto fuori dal Consiglio comunale, andando oltre il meccanismo della semplice delega.

Invitiamo tutte e tutti i cittadini che vogliano fare proposte ad unirsi ai nostri gruppi di lavoro e alle nostre assemblee, da sempre libere e orizzontali. Per noi non è un inizio ma una continuazione verso la costruzione di una reale alternativa amministrativa, in una delicata fase storica della città, che vogliamo sia la più partecipata possibile.

Le elezioni sono il punto di partenza, il “Cambia città, resta qui” continua

“Dobbiamo crescere, è indubbio, ma le elezioni di domenica scorsa hanno dimostrato che siamo l’unica vera alternativa reale al centro e alla destra in questa città”. A dichiararlo è Carla Cimoroni, candidata sindaca della Coalizione Sociale e neo consigliera al Comune dell’Aquila.

La Coalizione Sociale, che si presentava con tre liste e quasi cento persone candidate, libere e indipendenti, ha ottenuto il 6,3% al primo turno, affermandosi come terza forza della città: “Siamo stati in qualche modo gli unici ad aver ‘retto’, al di fuori degli schieramenti di centro e di destra”, ha sottolineato Cimoroni nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo alla quale hanno partecipato diversi esponenti, candidati e candidate della Coalizione.

Con una legge elettorale che penalizza fortemente i progetti politici, anteponendo le preferenze personali e la “quantità” dei candidati, il voto è stato nettamente polarizzato, in linea con quanto successo a livello nazionale. La somma dei due schieramenti che andranno al ballottaggio, infatti, è circa dell’85%, mentre delle coalizioni di centro e di destra facevano parte ben 16 liste sulle 24 totali. Ma il dato su cui riflettere è anche quello relativo alla disaffezione al voto: l’affluenza è scesa del 5% rispetto al 2012 quasi ventimila aquilani non sono andati a votare.

Il risultato della Coalizione è buono: “Rimane un po’ di amarezza per aver mancato il secondo consigliere, sarebbero bastati 339 voti in più”, ha sostenuto la consigliera in pectore. E’ necessario dunque rafforzare con maggiore incisività le relazioni, soprattutto nelle periferie e nei territori più isolati, per continuare con maggiore forza un processo “sano” di ascolto, confronto e risoluzione dei problemi con la popolazione.

Voglio ringraziare le quai 2.500 persone che hanno chiesto un cambiamento reale, e ringrazio profondamente tutte le candidate e i candidati che ci hanno messo la faccia, il cuore, le mani, le idee, e tutti quelli che ci hanno sostenuto, mettendo a disposizione competenze e tempo”, ha sottolineato Carla Cimoroni.

La campagna è costata circa 6mila euro, tutti autofinanziati con donazioni individuali di 150 € al massimo, in gran parte raccolti nel corso di iniziative pubbliche. Soldi spesi per la stampa di materiale promozionale, per l’acquisto di spazi, per l’affitto di locali per le iniziative e per l’evento di chiusura della campagna elettorale.

Ma c’è un fatto politico fondamentale: la Coalizione Sociale non è un cartello elettorale, ma un soggetto politico nuovo e ancora in fieri: “In questo senso, il momento elettorale ha rappresentato non l’obiettivo ultimo ma un necessario passaggio di un percorso che abbiamo iniziato a costruire alcuni mesi fa e che vogliamo continuare a rafforzare, migliorandoci, dentro e fuori l’aula del Consiglio”. “Dobbiamo migliorare, e lo faremo – ha affermato la candidata della Coalizione – costruendo un percorso radicato e radicale, alternativo allo svilimento della politica cui ci condannano il panorama nazionale, e ancora di più quello locale”.

Il passaggio elettorale, infatti, è stata la scintilla e l’occasione per aggregare gruppi, forze politiche, cittadine e cittadini intorno ad un progetto di cambiamento reale della città, con un orizzonte ed una visione a medio-lungo termine.

“In Consiglio – aggiunge Cimoroni – porterò l’esperienza preziosa di Enrico Perilli, Vincenzo Vittorini ed Ettore Di Cesare, che hanno lavorato molto bene nei cinque anni precedenti. Daremo tutte e tutti insieme voce alle istante di trasparenza, partecipazione vera, portando avanti le proposte concrete per migliorare la vivibilità di questo territorio e contrastare soprattutto le disuguaglianze sociali. D’altronde, siamo stati gli unici (purtroppo) a presentare proposte programmatiche chiare, disambigue e concrete”.

“Ai circa 2.500 elettori ed elettrici della Coalizione Sociale chiediamo di ‘utilizzarci’ per avere voce nella massima assemblea istituzionale della città, e di controllare il nostro operato, perché per noi non ha importanza il meccanismo della delega. Non vale il discorso che ci rivediamo tra 5 anni, come per la stragrande maggioranza dei consiglieri comunali”.

Per quanto riguarda il ballottaggio, la posizione della Coalizione è semplicemente quella sostenuta da mesi: “Non ha senso per noi dare indicazioni di voto, perché non siamo complici ma alternativi ai due schieramenti – afferma Cimoroni – e anche perché il nostro elettorato è libero e proprio per questo non accetterebbe suggerimenti di convenienza. Non daremo indicazioni di voto, né di non voto”.

Infine, una precisazione: “Saremo presenti in Consiglio in ogni caso, che vinca la coalizione di centro, o quella di destra. E quindi in ogni caso rappresenteremo una reale alternativa alla conservazione, alla continuità e alla tutela dell’interesse di parte, tutte caratteristiche peculiari di entrambi gli schieramenti”.

Il cambia città, resta qui continua oggi.