Ricostruzione scuole, a 60 giorni dalla mozione di Coalizione Sociale è l’ora della chiarezza

Siamo agli sgoccioli per il resoconto sulla situazione delle scuole comunali. Entro la fine del mese, infatti, l’Amministrazione dovrà riferire in Commissione Gestione del Territorio “sullo stato di avanzamento dell’iter degli interventi di ricostruzione dell’edilizia scolastica” e pubblicare sul sito web del Comune “il cronoprogramma della ricostruzione delle scuole completo e aggiornato”, così come prevede la nostra mozione approvata in Consiglio nel dicembre scorso.

Evidentemente non si potrà prescindere dalla ricognizione della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici attualmente utilizzati e dalle decisioni da prendere in merito. Ci aspettiamo, poi, che per ogni scuola siano chiarite e pubblicate nel nuovo programma la data di inizio e di fine per le seguenti fasi già note e ben identificate:

  • elaborazione della documentazione preliminare alla progettazione e relativa approvazione;
  • gare per la progettazione e i lavori;
  • progettazione preliminare e sua approvazione;
  • progettazione definitiva e sua approvazione;
  • acquisizione dei pareri necessari (Asl, vigili del fuoco, genio civile, etc.);
  • approvazione del finanziamento da parte dell’USRA;
  • progettazione esecutiva e sua approvazione;
  • esecuzione dei lavori;
  • collaudo.

Se poi per qualche edificio una o più di queste fasi siano già state avviate e/o concluse, l’iter sarà ancora più semplice: basterà indicare la data di inizio/fine come effettiva. Rimaniamo in fiduciosa attesa della convocazione e di una relazione esaustiva sullo stato dell’arte e futuro, altrimenti tutti gli impegni presi finora saranno solo propaganda.

La città aspetta da troppo tempo che i ragazzi possano frequentare scuole sicure e all’avanguardia. Abbiamo i fondi in cassa da anni e la possibilità di assicurare alle famiglie che hanno scelto di rimanere o di cominciare a vivere nel nostro territorio, edifici sicuri al 100% e adatti alle esigenze didattiche e di aggregazione. Abbiamo un’occasione e una responsabilità che ci invidia tutto il Paese, il Paese delle scuole inadeguate e che cadono a pezzi: non possiamo permetterci di continuare a sprecarla. L’Aquila ha bisogno di certezze, la sua comunità ha bisogno di un presente e di un futuro migliore.

Coalizione Sociale presenta mozione contro concessioni a organizzazioni razziste e fasciste

Lo avevamo annunciato prima di Natale nel corso di un’iniziativa all’Aquila organizzata dall’Anpi, e l’abbiamo fatto: al prossimo Consiglio comunale – previsto per giovedì 15 febbraio – presenteremo una mozione sulla concessione di contributi e spazi pubblici a organizzazioni che diffondono idee e comportamenti ispirati all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo e al nazismo.

La proposta della Coalizione Sociale è simile a quanto è stato adottato già da mesi in diverse città italiane. Chiede di modificare i regolamenti comunali affinché non vengano concessi locali, spazi o suolo pubblico, né contributi o patrocini ad associazioni, gruppi, organizzazioni politiche e sociali che manifestino e professino idee e comportamenti razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi, che si siano espressi con termini o modalità che indichino odio o intolleranza religiosa, o che si ispirino alle ideologie del fascismo o del nazismo e che contrastino pertanto con i principi sanciti dalla Costituzione italiana.

E’ notizia di oggi, infatti, che il Tar di Brescia abbia respinto il ricorso dell’organizzazione neofascista Casapound, che si era opposta alla decisione del Comune di Brescia, il quale aveva adottato una delibera simile a quella che abbiamo presentato. Secondo il tribunale amministrativo, la richiesta del Comune è in linea con i “principi democratici costituzionali”.

La mozione della Coalizione Sociale prevede inoltre che il legale rappresentante dell’associazione, del gruppo o dell’organizzazione politica e sociale richiedente debba obbligatoriamente presentare e sottoscrivere una dichiarazione (che costituisce parte integrante della mozione stessa), in cui si afferma che l’associazione non professa e non manifesta idee e comportamenti propri dei disvalori su citati.

La nostra proposta in Consiglio comunale è un atto di buon senso, a difesa di valori di tutte e tutti, attaccati da rigurgiti neofascisti che la storia ha già condannato. Confidiamo in un atteggiamento maturo da parte dell’assemblea più importante della città, affinché la proposta possa trovare un ampio consenso. Invitiamo tutte le persone e le organizzazioni che si riconoscono nei valori che vuole trasmettere la mozione a partecipare al Consiglio comunale previsto per giovedì 15 febbraio, dalle ore 9.

Ricostruzione scuole, passa in Consiglio la proposta della Coalizione Sociale

Apprendiamo con soddisfazione come la giunta abbia accolto con favore la nostra mozione sull’aggiornamento del cronoprogramma della ricostruzione dell’edilizia scolastica dell’Aquila.

Nel Consiglio comunale di oggi, infatti, la proposta della Coalizione Sociale è passata con i voti della maggioranza.

Il centrosinistra si è invece astenuto forse per la “coda di paglia” che ha, visto che il cronoprogramma per le scuole, nella passata amministrazione, era stato proposto dai consiglieri di opposizione Di Cesare e Vittorini ed approvato all’unanimità (quindi anche dal centrosinistra) per poi essere sistematicamente disatteso. D’altronde è nota l’allergia ai cronoprogrammi della passata amministrazione Cialente e l’astensione di oggi – da Di Benedetto a Masciocco – è in totale continuità con questa propensione, e allo stesso tempo in contraddizione con loro stessi che pure lo avevano votato. Noi chiediamo che sulla ricostruzione delle scuole non si facciano strumentalizzazioni politiche. Vediamo adesso, dopo sei mesi di soli annunci, cosa farà il Sindaco Biondi, che intorno a questo cronoprogramma vogliamo inchiodare.

La mozione prevede che il Sindaco debba entro 60 giorni e poi ogni 6 mesi riferire al Consiglio comunale (in II Commissione) sullo stato dell’arte della ricostruzione degli edifici scolastici di proprietà comunale, aggiornando di volta in volta il cronoprogramma pubblicato dal 2015 sul sito del Comune, per iniziativa del gruppo di Appello per L’Aquila che vogliamo.

In questo modo sarà possibile tenere sotto controllo i procedimenti avviati o programmati e chiedere conto di eventuali ritardi. Il cronoprogramma, infatti, risulta ad oggi incompleto e disatteso. Nella pagina dedicata sul sito web del Comune dovranno essere aggiunti i cronoprogrammi della ricostruzione degli edifici ad oggi non inseriti, e dovranno essere aggiornate le schede dei cronoprogrammi evidentemente superati.

In Commissione Territorio si farà anche il punto sulla sicurezza sismica delle scuole aquilane, per cui le informazioni sono ancora incomplete.

Attraverso un’opposizione dura ma costruttiva, per la seconda volta in pochi mesi la Coalizione Sociale ottiene un risultato positivo, convincendo sull’utilità delle proposte.

Oggi abbiamo scelto di inchiodare l’amministrazione comunale ad un rendiconto costante sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole aquilane, per un monitoraggio obbligato da parte della giunta, sul quale vigileremo. La dimostrazione di come il Consiglio comunale – l’assemblea più importante e rappresentativa della città – debba essere luogo di confronto e decisioni finalmente incidenti sulla vita della comunità aquilana, oltre che di controllo dell’amministrazione da parte della cittadinanza.

Ricostruzione scuole, Coalizione Sociale: “Disatteso il cronoprogramma”

Sarà presentata nel Consiglio comunale del prossimo 29 dicembre una mozione proposta dalla Coalizione Sociale sul cronoprogramma della ricostruzione post-sisma delle scuole comunali dell’Aquila.

Ad annunciarla, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane in Comune, è stata Carla Cimoroni, consigliera comunale della Coalizione Sociale. L’iniziativa richiama un’altra mozione, presentata da Appello per L’Aquila e L’Aquila che Vogliamo nel maggio 2015, che chiedeva di pubblicare e aggiornare sul sito web del Comune il cronoprogramma della ricostruzione delle scuole di proprietà comunale.

All’esito di quella mozione, approvata all’unanimità, l’amministrazione ha pubblicato un cronoprogramma parziale e non aggiornato (qui).

Sono infatti presenti i documenti delle sole scuole di Paganica, Pettino, Arischia, Coppito, Santa Barbara e Sassa. Mancano tutte le altre. Se si analizzano i cronoprogrammi, poi, si può facilmente verificare come i dati non vengano aggiornati, e i tempi siano nel frattempo slittati vertiginosamente. Bastano due esempi: per la scuola primaria di Pettino la fine dei lavori era prevista per il 19 dicembre, mentre l’aggiudicazione definitiva dell’appalto è avvenuto solo lo scorso giugno, mentre ad Arischia i lavori si sarebbero dovuti concludere a luglio, ma non risulta ancora chiusa neanche la gara per l’affidamento della progettazione e dei lavori.

“L’aggiornamento del cronoprogramma potrebbe essere uno strumento utile sia per l’amministrazione che per i cittadini, al fine di verificare la ricostruzione delle scuole”, ha affermato Carla Cimoroni.

La mozione che la Coalizione Sociale presenterà al prossimo Consiglio vuole fungere da stimolo per un aggiornamento periodico da parte dell’amministrazione sulla situazione delle scuole: “Il tema come tutti sanno ci sta a cuore da anni, da tempi non sospetti, fin da quando chiedevamo conto dei 50 milioni in cassa e non utilizzati dall’amministrazione Cialente – ha evidenziato la consigliera – è stato poi oggetto di campagna elettorale da parte di tutti, una questione considerata prioritaria sia nel programma elettorale che nel programma di mandato del sindaco Biondi”.

Se infatti tra le “idee e proposte immediatamente realizzabili nei primi cento giorni di governo” della destra c’era il rientro degli studenti in scuole sicure, nel programma di mandato dello scorso settembre si parla di “piano straordinario delle scuole”.

“E anche qualche giorno fa il vice sindaco Liris ha lamentato poco personale alla ricostruzione pubblica, rispetto alla privata – ha evidenziato Cimoroni – nessuno di noi sta addossando colpe all’amministrazione per la mancata ricostruzione delle scuole, sappiamo della mancanza di personale, delle complicazioni portate dal nuovo codice degli appalti, ma ci piacerebbe che agli slogan si iniziasse a dare seguito con azioni concrete. La nostra mozione va in questa direzione e ci aspettiamo apertura e responsabilità da parte della maggioranza“.

In particolare, oltre al rispetto degli obblighi di trasparenza e aggiornamento dei cronoprogrammi, la mozione chiede che il Sindaco riferisca sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole comunali e che si faccia il punto anche in seconda Commissione, per dar seguito all’unico incontro sullo stato dell’arte della ricostruzione delle scuole che venne organizzato mesi fa.

“In generale chiediamo che venga condivisa una visione – ha affermato Carla Cimoroni – si potrebbe ad esempio tornare a parlare di scuole nel centro storico, o sapere quante e quali scuole andranno alla ex caserma Rossi, perché questi processi incidono su eventuali disposizioni per le scuole anche di proprietà della Provincia”.

La mozione, insomma, vuole continuare a sollecitare al confronto l’amministrazione, per iniziare a parlare in Consiglio – l’assise più importante della città – anche del presente e del futuro dell’Aquila e della sua popolazione, e non solo di presepi, misure antiaccattonaggio e inni nazionali.

No alla sciagurata legge 40, vittoria politica della Coalizione Sociale!

L’opposizione paga quando si mette in atto, anche quando è costruttiva come stavolta. Stamattina, in extremis, il Consiglio comunale ha approvato la delibera che limita fortemente gli effetti della sciagurata legge regionale 40, quella che avrebbe reso abitabili garage, scantinati e sottotetti, creando scarsa qualità dell’abitare, abbassando gli standard di sicurezza, in una città dove ci sono già migliaia di locali e appartamenti vuoti.

La delibera, proposta dalla giunta, è passata con due emendamenti della Coalizione Sociale, approvati anche dalla maggioranza, ed è arrivata in Consiglio per effetto della nostra proposta di deliberazione presentata lo scorso settembre e già discussa in Commissione.

Notiamo con soddisfazione come anche i consiglieri di centrodestra e centrosinistra abbiano smentito i loro colleghi di partito in Consiglio regionale, che hanno voluto e approvato bipartisan la legge. L’approvazione rappresenta un momento importante per la pianificazione urbanistica della città. La delibera approvata va contro gli interessi immobiliari di pochi, che vorrebbero continuare a speculare ai danni della comunità.

Noi della Coalizione Sociale riteniamo invece che sia finalmente giunto il momento di dare una visione organica e d’insieme al territorio.

Oggi abbiamo messo in campo un’opposizione costruttiva e nel merito di tematiche importanti che riguardano tutti. Continueremo nella nostra attività di opposizione dura, ma anche capace – come stamattina – di determinare scelte importanti per il futuro della città.

Ci sarebbe piaciuto che la maggioranza avesse avuto o stesso atteggiamento maturo da parte anche sul nostro atto di indirizzo per la nomina delle società partecipate. Abbiamo chiesto più trasparenza, che purtroppo non ci sarà.

Nomine e incarichi, l’amministrazione Biondi dice no alla trasparenza

Già nel luglio scorso la Coalizione Sociale depositò una proposta di deliberazione volta ad accrescere la trasparenza nel processo decisionale dei vertici delle aziende partecipate: si tratta di introdurre il meccanismo delle audizioni pubbliche dei candidati, nel corso delle quali è possibile porre agli stessi domande per conoscerne il profilo professionale, la condotta nell’esercizio di altre cariche ricoperte in precedenza, i rischi di possibili conflitti di interesse, eventuali precedenti penali, nonché programmi e proposte riguardanti l’adempimento del mandato. Fatta l’audizione, la scelta rimane come è per legge, in capo al Sindaco: diventano però più chiari i criteri e le motivazioni che ne sono alla base.

Una pratica già in uso in altre città, di cui si sta discutendo anche a livello nazionale visto che il processo di nomina dei vertici delle società pubbliche rappresenta da sempre una criticità nel nostro Paese, poiché legato a doppio filo agli appetiti della politica, tanto da sollevare “dubbi e perplessità” da parte della stessa Autorità anticorruzione.

Oggi la nostra proposta di delibera – una delle due di iniziativa consiliare, entrambe a nostra firma – è arrivata in Consiglio comunale. E’ stata bocciata dalla maggioranza dell’amministrazione Biondi, che ha perso un’altra occasione per rompere davvero i meccanismi e per mostrare discontinuità reale (al di là degli slogan) dal governo degli ultimi anni a L’Aquila.

Da mesi l’amministrazione non riesce a nominare i vertici società partecipate (Ctgs, Ama, Asm, Afm e Sed), fondamentali per i servizi e la vita della città: troppa l’acquolina in bocca per liste e partiti di governo (principalmente Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia), che non riescono ad accordarsi per la spartizione delle poltrone e degli incarichi.

In questa impasse, non solo viene respinta la proposta della Coalizione Sociale, ma la maggioranza non è neanche in grado di presentare alcuna alternativa che fissi criteri e modalità per le nomine in questione. Non ha sortito effetti neanche il nostro emendamento, pensato per andare incontro all’esigenza della maggioranza e di parte dell’opposizione, e che restringeva ai soli consiglieri comunali la possibilità di porre delle domande ai candidati. Niente, non c’è stata neanche la volontà di discutere, né di argomentare la bocciatura della proposta.

E’ evidente insomma che, in piena continuità con il passato, l’intenzione della maggioranza di centrodestra sia quella di decidere nelle segrete stanze a chi assegnare i ruoli apicali delle società partecipate. Ad uno dei primi appuntamenti con un tema serio, e non simbolico, insomma, l’amministrazione Biondi ha dimostrato un silenzio assordante, il nulla assoluto, l’incapacità persino di argomentare un contraddittorio. Del resto nemmeno il Pd ha detto nulla, scegliendo il basso profilo dell’astensione.

Noi dal canto nostro proseguiremo con la nostra attenta e documentata attività di opposizione dentro e fuori il Consiglio comunale, continuando un’azione propositiva, in attesa che la giunta comunale e la maggioranza in Consiglio diano finalmente un segno di vita.

Impugnazione della Legge su scantinati abitabili: subito la nostra proposta in Consiglio!

Il Governo ha finalmente impugnato la Legge 40/2017 della Regione Abruzzo, quella che renderebbe abitabili garage, scantinati e sottotetti, scavalcando qualsiasi pianificazione urbanistica.

Una ragione di più per portare immediatamente la nostra proposta di delibera – che prevede l’esclusione di tutto il territorio comunale dall’applicazione della legge – all’attenzione del Consiglio comunale e approvarla.

In attesa che si pronunci la Corte costituzionale, è infatti fondamentale scongiurare da subito l’applicazione di questo condono mascherato nel nostro territorio, interessato già da un carico urbanistico eccessivo tra abitazioni non occupate per 30.000 abitanti e un consistente residuo non attuato del vigente PRG, mentre peraltro il nuovo piano regolatore è in fase formativa.

Per questo è necessario approvare la nostra proposta di delibera entro il 7 novembre, termine ultimo dettato dalla stessa Legge Regionale entro cui i comuni possono deliberare la non attuazione della legge sul proprio territorio. Altrimenti vale il silenzio-assenso.

La Giunta si è già detta favorevole alla nostra delibera in Commissione, ma si continua a fare melina per non inserire all’ordine del giorno del Consiglio comunale la nostra proposta.

Il centrodestra non ha l’onestà di riconoscere una buona proposta venuta dalla nostra opposizione? Oppure i consiglieri tutti sono in imbarazzo con i loro partiti che, in Consiglio regionale, in grande sintonia bipartisan (centro-sinistra e centro-destra) hanno approvato un dispositivo così vergognoso da suscitare persino l’impugnazione governativa?

Se il sindaco e la sua maggioranza vogliono, come affermano, il bene della città, inseriscano all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la nostra proposta di delibera. Altrimenti saremo costretti a prendere atto, per l’ennesima volta, dell’inconcludenza e dell’incoerenza del centrodestra al governo della città.

No a Legge regionale su scantinati abitabili: condivisa la proposta di Coalizione Sociale

Stamane la Commissione Territorio del Comune dell’Aquila ha discusso della legge regionale 40/2017, una proposta folle che vorrebbe rendere abitabili scantinati, vani accessori e seminterrati, mascherando dietro il falso scopo del minor consumo di suolo un condono di fatto.

Noi della Coalizione Sociale esprimiamo la massima soddisfazione per le parole riportate in Commissione dalla giunta comunale, per bocca dell’assessore all’Urbanistica Luigi D’Eramo. La giunta ha condiviso le nostre perplessità, nel merito e nelle motivazioni, circa l’applicazione della legge nel nostro territorio: per questo, 15 giorni fa, abbiamo presentato una proposta di deliberazione [qui] per escludere dall’applicazione della legge 40/2017 tutto il territorio comunale, una possibilità prevista dalla legge stessa da esercitare tassativamente entro 90 giorni dalla pubblicazione. Altrimenti vale il tacito recepimento.

Riteniamo infatti che sia il piano regolatore generale, attualmente in fase di revisione, lo strumento per la pianificazione urbanistica della città del domani. Sanare ambienti insalubri a L’Aquila, con tutto il patrimonio edilizio inutilizzato presente in città oggi, sarebbe irresponsabile. Per non parlare, poi, del problema della sicurezza in caso di alluvioni.

Di tutto questo si è accorta anche la giunta comunale e non possiamo che prenderne positivamente atto. La nostra proposta è depositata, non resta che portarla velocemente in Consiglio comunale: sarebbe un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della città e del suo territorio.

Dispiace quindi che, a fronte della condivisione espressa da parte dell’assessore D’Eramo, i consiglieri di maggioranza abbiano lasciato l’aula nel corso della Commissione (nella foto), per paura che venisse messa ai voti la nostra proposta di deliberazione. E’ l’ennesima dimostrazione di come la maggioranza al governo della città continui a non rispettare le proposte costruttive delle opposizioni, e soprattutto del disinteresse ai veri problemi in tema di pianificazione della città.

Società partecipate: le nomine siano trasparenti e in base alle competenze

Nel mese di luglio abbiamo depositato una delibera per rendere trasparente il processo decisionale sulle nomine dei vertici delle società partecipate dal comune.
Fermo restando la prerogativa che la legge assegna al sindaco sulle nomine, la nostra proposta intende rendere chiaro il processo che porta alle nomine stesse: curricula dei candidati pubblicati sul sito e metodo delle “udienze pubbliche” già adottato in alcuni comuni.

L’udienza pubblica prevede che i candidati rispondano a domande poste da consiglieri comunali, giornalisti e rappresentati di associazioni sulle esperienze maturate nel settore e nella gestione aziendale, nonché su programmi, proposte, intenzioni, riguardanti l’adempimento del mandato. In questo modo i cittadini tutti potranno valutare al meglio le scelte del sindaco e i criteri utilizzati per le nomine dei vertici delle partecipate, che rimangono ovviamente di competenza del sindaco stesso.
Ognuno, dati alla mano, potrà rispondere alla domanda: è stata scelta la persona migliore e più preparata per dirigere quell’azienda oppure nella nomina sono prevalsi tutt’altri fattori?

Vorremmo con questo processo favorire la nomina di persone competenti nei vari settori, visto che quelle aziende forniscono servizi essenziali (trasporti, farmacie, gestione dei rifiuti,…), i cui costi vengono coperti anche attraverso tariffe pagate dagli utenti con una ricaduta diretta sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini.

Alcune indiscrezioni stampa, al contrario, ci allarmano in quanto riferiscono che la giunta starebbe procedendo con il metodo spartitorio che tanto ha contribuito alle inefficienze delle società in questione. L’esatto contrario di quello che chiediamo.
Non vorremmo, ma temiamo che sia così, che le nomine siano fatte sulla base di interessi partitici, per accontentare qualche candidato consigliere non eletto e nel segreto delle stanze. Ovvio che in questo modo le società partecipate non potranno mai offrire servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini e delle tasse che paghiamo.

CHIEDIAMO che la nostra delibera venga finalmente posta in discussione, come da regolamento, al prossimo consiglio comunale e che il sindaco non proceda prima con le nomine. Sarebbe veramente troppo anche per questa amministrazione.

L’Aquila non recepisca la folle legge regionale su scantinati e seminterrati

In piena estate, nell’agosto scorso il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la legge 40/2017, avente ad oggetto “Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Destinazioni d’uso e contenimento dell’uso del suolo, modifiche alla L.R. 96/2000 ed ulteriori disposizioni“. Si tratta della legge che di fatto vuol rendere abitabili seminterrati e scantinati in tutto Abruzzo, votata bipartisan da tutti i consiglieri regionali di centrosinistra e di centrodestra, con l’eccezione dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Della importante questione abbiamo parlato ieri nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila [qui il servizio di LaqTv]. Abbiamo presentato una proposta di deliberazione che porteremo martedì 26 settembre in Consiglio comunale, con la quale chiediamo all’amministrazione di non recepire la decisione regionale. Si tratta della seconda proposta di deliberazione presentata in soli 3 mesi, rispetto a una sola proposta (su un totale di 32 consiglieri) presentata nell’arco di ben 5 anni della precedente consiliatura.

Con il falso intento del minore consumo di suolo, si vuole mettere in campo un ampio condono del patrimonio edilizio comunale.

Infatti la trasformazione di vani accessori e vani seminterrati in superfici utili avviene in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, anche nel caso di piani attuativi, senza alcuna preoccupazione dell’esorbitante aumento di carico urbanistico che l’applicazione della legge porterà con sé, ovviamente senza l’obbligo del rispetto degli standard urbanistici per i quali si può ricorrere alla monetizzazione sostitutiva prevedendo che siano i Comuni a realizzare spazi e servizi con i quattro soldi incassati, cosa che i fatti hanno dimostrato di difficile ed improbabile attuazione.

Inoltre, rendendo abitabili scantinati e seminterrati si aumenta il rischio per la sicurezza stessa dei cittadini esponendoli alla possibilità di inondazioni e alluvioni, come recentemente accaduto a Livorno.

Questa legge regala cubature a pioggia in un territorio devastato dagli effetti del sisma e contraddistinto dalla presenza di abitazioni non occupate per 30.000 abitanti, da un consistente residuo non attuato del vigente PRG, da un fenomeno di spopolamento e recessione che necessita di una ferma politica urbanistica di riqualificazione urbana, di riconnessione spaziale e sociale, di valorizzazione delle risorse naturali e col nuovo piano regolatore in fase formativa.

SCARICA qui la proposta della Coalizione Sociale

SCARICA qui la relazione illustrativa con cui spieghiamo le motivazioni della proposta