Oltre gli slogan, quattro proposte concrete sulla sicurezza sismica


Adeguamento sismico degli edifici pubblici, con priorità per quelli scolastici; tabella del fabbricato visibile; assessorato dedicato alle scuole, con i primi cento giorni di governo dedicati all’avvio della ricostruzione degli edifici scolatici, da cogliere anche come occasione di crescita culturale: scuole antisismiche, ecologiche, nuovi spazi per la didattica e strutture a servizio della comunità e del territorio; sedi di prossimità per scuole primarie e medie.

Sono le principali proposte emerse nel corso dell’iniziativa “A scuola di sicurezza”, organizzata da alcune candidate e candidati nelle liste della Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila, che ha visto la partecipazione attenta di tante e tanti aquilani.

Partendo da un’analisi dei problemi, una serie di proposte sono state al centro degli interventi della candidata sindaca e dei candidati al Consiglio comunale Vincenzo Vittorini, Carla Maurizi, Daniela Piancatelli di L’Aquila che Vogliamo, e di Anna Lucia Bonanni di L’Aquila Chiama chi Ama L’Aquila, oltre che di Silvia Frezza del comitato Oltre il Musp: tutti innegabilmente impegnati da anni, ben prima degli sciami sismici dello scorso anno, sul fronte della sicurezza.

Nonostante ci si affanni goffamente nell’affermarlo, è chiaro a tutti che la sicurezza sismica non sia stata una priorità per l’amministrazione di centrosinistra uscente: dalla zona rossa del centro storico, i cui costosi puntellamenti non godono di manutenzione, agli edifici pubblici – in particolare le scuole – sui quali non sono mai stati effettuati studi di vulnerabilità sismica, nonostante la legge lo imponga da quattro anni. E sempre dal 2013 sono disponibili ben 48 milioni di euro per la ricostruzione delle scuole, già nelle casse comunali, ma ad oggi mai utilizzati da un’amministrazione superficiale e incapace di rispondere alle esigenze ed ai timori delle famiglie aquilane.

“Se andremo al governo della città – ha affermato Carla Cimoroni – è nostra intenzione dedicare i primi cento giorni di mandato alla ricostruzione delle scuole, dando immediatamente avvio ai progetti e ai lavori. Vogliamo istituire inoltre un assessorato alle scuole, che si occupi non solo dell’edilizia, ma anche di diritto allo studio, di mense scolastiche, mobilità dedicata”. “Le scuole, come tutti gli altri edifici pubblici – ha sottolineato Vincenzo Vittorini – dovranno garantire la ‘sicurezza visibile’, una tabella che indichi l’anno di costruzione, di ristrutturazione e il grado di sicurezza sismica”.

Oggi gli studenti aquilani di tutte le età frequentano edifici inadeguati: Musp che da ‘provvisori’ stanno diventando permanenti, edifici di cui non si conosce il grado di vulnerabilità; altri, come quelli delle scuole superiori, di cui questo indice è noto ma è estremamente basso. “Se il peccato originale – ha detto Daniela Piancatelli – è stato quello di riparare le scuole B senza adeguarle sismicamente dopo il 2009, è giunto finalmente il momento di affrontare il problema”.

“E’ vero che le scuole superiori non dipendono dall’amministrazione comunale – ha ricordato Anna Lucia Bonanni – ma è necessario aprire un fronte politico con le altre amministrazioni, dalla Regione alla Provincia, fino al governo centrale: lo faremo se saremo al governo della città, con l’obiettivo di avviare la sostituzione degli attuali edifici con scuole nuove e antisismiche”. “La ricostruzione degli edifici scolastici – ha concluso Bonanni – può essere una straordinaria occasione di crescita culturale, con il passaggio da una vecchia idea delle aule come spazi vuoti e asettici, alla nuova concezione delle aule come ambienti di apprendimento, in cui le nuove tecnologie e una didattica meno improntata alla lezione frontale e più all’apprendimento cooperativo, favoriscano un ambiente di studio ricco e stimolante”.

Dove e come ricostruire le scuole primarie e medie? Scuole di prossimità territoriale per i più piccoli, dove i bambini possano essere accompagnati a piedi grazie a percorsi pedonali e ciclabili separati dal traffico veicolare. Gli istituti cittadini, inoltre, vanno pensati in un contesto urbano che tenga conto dei problemi logistici e della viabilità.

Insomma, quattro proposte concrete e competenze a servizio della comunità. Per una città dove, oltre i vuoti slogan, la prevenzione diventi realmente esempio ed eccellenza.

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