Servizi essenziali, la mobilità è un tema prioritario. Le sette proposte sui trasporti

Assessorato dedicato ai servizi pubblici essenziali, adeguate risposte ai cittadini e alle cittadine pendolari in entrata ed uscita ad est e ovest della città, introduzione del biglietto unico per il territorio, confronto inter-istituzionale permanente per il trasporto dedicato agli studenti, audizioni pubbliche per la nomina dei vertici delle aziende partecipate che gestiscono i servizi essenziali e servizio di trasporto collettivo “a chiamata” rafforzato per le frazioni. Sono le proposte della #CoalizioneSociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila sul tema della mobilità, considerato prioritario per la coalizione.

I PROBLEMI E LE OCCASIONI MANCATE. La città è esplosa, diffusa su un territorio enorme e scarsamente abitato, gli studenti fuori sede residenti in città sono diminuiti, non c’è “cultura del mezzo pubblico”. Quindi non si investe sulla mobilità pubblica. E così la causa diventa l’effetto, in un circolo vizioso che penalizza il diritto alla mobilità per tutte e tutti, a partire da chi di un mezzo proprio non può disporre per età, condizioni economiche o di salute, e da chi vive nelle frazioni più decentrate.

Emblema noto a tutti della generale “disattenzione”, locale e regionale, alla mobilità pubblica è senz’altro la fermata sulla Statale 80 in zona ovest: affollatissima, priva di pensiline, marciapiedi, biglietteria, parcheggi, lungo una statale di cui contribuisce a congestionare il traffico già al collasso. Un disagio di cui soffrono in particolare le centinaia di pendolari, già costretti a orari duri, che raggiungono Roma e altre località su autobus spesso vecchi, malandati e poco confortevoli.

Anche il sostegno e l’investimento di soldi pubblici a varianti, ponti e cavalcavia risponde alla logica dell’essere ineluttabilmente condannati a muoversi in macchina nella nostra città. Siamo già il capoluogo di provincia che conta il maggior numero di automobili pro capite, un record negativo che incide sulla qualità dell’aria che respiriamo come sulla qualità della nostra vita. Così come paradossale e sintomatico di scarsa attenzione e programmazione da parte della Regione è non aver previsto nel Contratto di Servizio con Trenitalia la messa in esercizio (mezzi e risorse) dell’infrastruttura ferroviaria in fase di ultimazione sul tracciato urbano dell’Aquila.

Su questo panorama sconfortante, si innesta la vicenda dell’Ama che deve confluire in Tua in tempi brevissimi in modo da realizzare le opportune economie di scala e il necessario efficientamento per affrontare le scadenze e le penalità previste dalla normativa nazionale, sempre più orientata verso le privatizzazioni. Noi crediamo che la tendenza al mezzo privato vada totalmente invertita, mettendo il diritto alla mobilità e il trasporto pubblico al centro delle politiche urbane.

LE PROPOSTE. Le nostre proposte sono: l’istituzione di un Assessorato ai servizi pubblici essenziali che metta al centro non la gestione aziendalistica delle partecipate, ma i servizi al territorio e al cittadino e governi, finalmente, in maniera organica l’affidamento del terminal di Collemaggio, la pedonalizzazione del centro storico, la regolazione della sosta, l’intermodalità con la metropolitana di superficie, la mobilità integrata (bike sharing, car sharing, infomobility).

La promozione di un tavolo di confronto tra Regione, Comune, rappresentanti dei lavoratori e degli utenti per rispondere alle esigenze dei lavoratori pendolari in merito a mezzi adeguati, biglietterie e rispetto degli orari e delle fasce di garanzia, tanto più che da tale servizio derivano importanti ricavi che consentono di sostenere anche le tratte meno frequentate e redditizie.

L’introduzione del biglietto unico a tempo come è già stato fatto, con successo, per l’area metropolitana Chieti/Pescara, che aumenterebbe anche in chiave turistica e ricettiva le relazioni della nostra città con il territorio che la circonda;

L’attivazione di un confronto costante con la “città universitaria” (istituzioni e studenti) per modulare l’offerta del trasporto pubblico in relazione alle esigenze di studio, ma anche di svago, e mettere a punto forme incentivanti quali tariffe minime forfettarie per l’intero anno accademico che costituiscano anche un introito fisso per l’azienda di trasporto pubblico.

La realizzazione di una fermata servita, sicura e confortevole in zona ovest, un “mini terminal”, dotato di stalli e di un parcheggio di scambio gestito dal Comune anche con convenzioni con Tua, che favoriscano gli utenti del servizio pubblico e in particolare i pendolari.

Le audizioni pubbliche per la nomina dei vertici delle aziende che gestiscono servizi essenziali, nel corso delle quali cittadini, lavoratori, giornalisti possano porre domande ai candidati per metterne in luce eventuali incompetenze, guai giudiziari e potenziali conflitti d’interesse.

Il rafforzamento del servizio di trasporto collettivo “a chiamata”, con mezzi elettrici, soprattutto per le aree e gli orari a domanda discontinua, pensiline accoglienti in cui siano indicati i tempi di attesa, con l’ausilio di applicazioni già presenti in numerose città.

Tutto questo non potrà prescindere, nel tempo, da un ripensamento profondo della pianificazione urbanistica che dovrà interrompere il processo di dispersione oggi in atto e tendere a una maggiore densità del tessuto urbano.

Per il momento, invece, il Piano regolatore generale (Prg) è nuovamente finito nel cassetto, e di politiche per la mobilità pubblica, anche da parte delle altre coalizioni, neppure l’ombra.

“Piani di recupero urbano”, un’occasione mancata. La nostra priorità è la pianificazione

Dopo più di otto anni dal terremoto del 2009 sui “Piani di recupero urbano” siamo all’anno zero. Ad oggi nessuno dei progetti, che dovrebbero riguardare la riqualificazione di aree periferiche del centro storico, ha ancora visto la luce.

Il primo a partire doveva essere quello di via XX Settembre, approvato nel 2014, che prevedeva demolizione e ricostruzione di alcuni edifici, aree verdi, insediamento di negozi e un affaccio su una piazza. Oggi in quell’area non c’è nulla, a parte una voragine. Il Piano di Santa Croce è stato approvato lo scorso anno ma ancora non vede l’avvio. Nel frattempo gli abitanti del quartiere rimangono sfollati a tempo indeterminato, e non conoscono il loro destino. Anche nell’ambito del “Piano di Porta Barete” il Comune non ha ancora risolto i problemi delle permute immobiliari (ferme al palo) né dei contratti per la ricostruzione dello stabile. Annunci, dietrofront, pasticci amministrativi stanno lasciando come eredità cittadini ancora sfollati, strascichi giudiziari e soprattutto un’area urbana nel completo degrado. Non ci dilunghiamo, poi, sul “Piano di viale della Croce Rossa“, sui piani ancora “in itinere” (nelle zone di Porta Leoni, via Sant’Andrea, etc.), dove “si sta discutendo senza discussione”.

E se per il centro storico ci sono enormi ritardi, l’occasione persa riguarda soprattutto le periferie in cui sono stati spesi milioni di euro con il risultato che quartieri dormitorio erano e tali sono rimasti: non una piazzetta, non un campetto, nessuna idea. Per non parlare delle frazioni.

D’altra parte l’acquisto equivalente che, opportunamente gestito, poteva essere uno strumento per favorire la riqualificazione di alcune zone, non ha impedito di ricostruire veri e propri scempi edilizi e urbanistici anche dentro le mura.

Non si è saputa cogliere l’opportunità generata dalla ricostruzione, ossia la riqualificazione per l’intera città, la visione d’insieme. L’attività dell’Assessorato, che doveva avere come priorità la definizione del nuovo PRG, è stata centrata quasi esclusivamente sulla Ricostruzione come se la rinascita di una città fosse la somma degli aggregati. Alla perenne ricerca del consenso, l’amministrazione uscente non è stata in grado di gestire l’inevitabile conflitto tra il sacrosanto diritto dei residenti di riavere una casa in tempi certi e la necessità di ridisegnare aree incongrue della città. Il fallimento degli strumenti partecipativi, che dovrebbero comporre e far emergere l’interesse collettivo e non la somma di interessi privati o di parte, è sotto gli occhi di tutti.

Siamo ancora in tempo per cambiare rotta, facendo della pianificazione una priorità per restituire bellezza al nostro territorio, non schiacciata sul tema dell’edificabilità, avendo il coraggio di demolire le tante brutture (“incongrui”) realizzate prima e dopo il sisma. Altrimenti come si può parlare di attrattività, come si può fare turismo?

Una pianificazione che metta al centro il bene comune che è il nostro paesaggio, attuata attraverso il confronto continuo con le cittadine e i cittadini, fondata su informazioni condivise, scandita da tempi certi, sensibile alle esigenze delle comunità. Metteteci alla prova.

Cambia città, resta qui!

Sottoservizi, Gsa e Di Benedetto: cos’altro deve accadere?

Conflitto di interessi di Americo Di Benedetto

Nella vicenda della riserva di 740mila euro riconosciuti dalla stazione appaltante Gran Sasso Acqua Spa (Gsa) alla Asse Centrale Scarl per i lavori dei sottoservizi in centro storico, è persino difficile individuare il fatto più scandaloso. Una riserva (soldi pubblici aggiuntivi assegnati alle imprese vincitrici dell’appalto) concessa in corso d’opera, caso più unico che raro, che alimenta il dubbio che sia solo la prima volta, ma non l’ultima, prima della conclusione dei lavori.

C’è ormai l’acclarato conflitto di interessi di Americo Di Benedetto, candidato sindaco con la coalizione di centro, presidente della Gran Sasso Acqua, l’azienda che riconosce la riserva alla consortile che si è aggiudicata l’appalto, di cui fa parte l’impresa di Gianni Frattale. Lo stesso che si protrae in queste settimane verso generosi sostegni per Di Benedetto in campagna elettorale.

Temevamo fin dall’inizio quello che si sta verificando: non c’è “armonizzazione” né coordinamento tra i lavori di ricostruzione in centro storico e il cantiere dei sottoservizi. Ma, aspetto ancor più eclatante, nelle ultime ore abbiamo assistito alla disinvolta ammissione del direttore tecnico di Gran Sasso Acqua, che dichiara alla stampa che “si sapeva dall’inizio che in 18 mesi sarebbe stato impossibile concludere”, che segnala l’assoluta incapacità programmatoria oltre che un atteggiamento prepotente – ma forse Di Benedetto preferirebbe dire “inelegante” – nei confronti dei destinatari ultimi dell’opera dei sottoservizi, ossia le cittadine e i cittadini, a cominciare dagli artigiani e dai commercianti che, nel frattempo, tentano di capire come “Fare centro”.

La nuova deadline che sposta la fine dei lavori alla fine del 2018 è attendibile, a questo punto? E’ così che Di Benedetto pensa di fare il sindaco, ossia sottraendo la propria amministrazione a qualsiasi controllo e verifica da parte della popolazione e del Consiglio comunale?

Questo atteggiamento è degno del miglior conflitto di interessi cui ci ha abituati nell’ultimo ventennio la destra berlusconiana, che presenzia in città a sostegno della coalizione di destra.

D’altronde nella lista di Di Benedetto (e non solo) trovano spazio candidati che cinque anni fa erano nelle liste di Forza Italia. Comprendiamo, d’altra parte, l’imbarazzo e il silenzio – colpevole e assordante – di chi, impegnato a sostenere Di Benedetto, si trova sempre più a dover difendere l’indifendibile. O è forse complicità?

De Magistris in piazza con Carla Cimoroni e la Coalizione Sociale: “Si può fare”

Si può fare”. E’ vitale l’iniezione di fiducia che Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ha voluto infondere oggi sotto il sole dell’Aquila, in piazza, tra le persone, per strada e sul palco della Villa Comunale. Il primo cittadino di una delle città più importanti d’Italia, al suo secondo mandato, è stato accolto nel capoluogo da centinaia di persone che hanno affollato la manifestazione. Ad accompagnarlo è stato Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che sostiene la Coalizione Sociale per le elezioni dell’11 giugno.

“Non sono in grado di portare nessun insegnamento ma una sola testimonianza: ci dobbiamo credere – ha sottolineato De Magistris – quando ci candidammo la prima volta nessuno credeva che avremmo vinto, senza apparati né potentati. Ma vedevo crescere quotidianamente l’entusiasmo”. Leggi tutto “De Magistris in piazza con Carla Cimoroni e la Coalizione Sociale: “Si può fare”aaa”

L’intervento integrale di Carla Cimoroni sul palco con De Magistris

Vogliamo cambiare totalmente L’Aquila, a partire dalle modalità stesse di fare e di intendere la politica. La nostra è una coalizione costruita da lontano, a partire dal lavoro fatto dentro e fuori il consiglio comunale, dando voce e a fianco di tante associazioni e gruppi di cittadine e cittadini che continuano a chiedere un’inversione di rotta a tutti i livelli – sicurezza sismica, occupazione, qualità della vita a partire da subito – per evitare il lento e progressivo spopolamento di questa città. Per questo abbiamo lanciato il messaggio: cambia città, resta qui!

Non si cambia costruendo una coalizione solo in vista delle elezioni. Non si cambia aggregando pacchetti di voti e finte-liste-civiche di personaggi buoni per tutte le stagioni e tutti gli schieramenti come hanno fatto i candidati delle coalizioni di centro e di destra. Non si cambia con le operazioni di marketing politico dettate da una società milanese. Si cambia solo se si è radicati nel territorio e nel sociale, si cambia se si portano nelle istituzioni le rivendicazioni e le lotte dal basso per la tutela del territorio, il diritto al lavoro e all’abitare, il riconoscimento dei beni comuni, la trasparenza amministrativa. Perché queste sono le cose vere che aumentano la qualità della vita, e sostanziano il diritto alla città di tutte e tutti. Per questo motivo, per noi oggi non è il momento delle promesse elettorali, ma il momento del raccolto di quanto abbiamo seminato in questi anni. Leggi tutto “L’intervento integrale di Carla Cimoroni sul palco con De Magistrisaaa”

“I quartieri al centro”: incontro con gli abitanti di Santa Barbara e San Sisto

Dopo la “passeggiata ecologica, storica e politica” di sabato scorso nelle frazioni ovest della città – con la proposta di costituzione di un parco urbano che unirebbe i territori di Arischia, San Vittorino, Cansatessa, Pettino e Collebrincioni – continuano gli incontri sul territorio della Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila.

Martedì 30 maggio, alle ore 17:30, in piazza Italia (via Beato Cesidio), Carla Cimoroni incontrerà le cittadine e i cittadini dei quartieri di Santa Barbara e San Sisto, per ascoltare le problematiche che la popolazione vive e proporre insieme soluzioni. All’incontro, chiamato emblematicamente “I quartieri al centro”, parteciperà anche Andrea Piermarocchi, candidato nella lista L’Aquila Chiama chi Ama L’Aquila e già consigliere di circoscrizione. Sarà un momento di confronto e di ascolto reale delle esigenze degli abitanti.

Le frazioni realmente al centro del dibattito politico, al di là degli slogan, per un voto libero e consapevole il prossimo 11 giugno.

Cambio alloggio Case e Map: la loro squallida campagna elettorale, la nostra trasparenza

Il servizio Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila fa sapere alla cittadinanza che dall’1 al 30 giugno è possibile inoltrare domanda per cambiare alloggio nelle diciannove aree del Progetto Case e nei Map.

L’avviso pubblico è stato pubblicato sul sito web dell’ente, a pochi giorni dalle elezioni comunali dell’11 giugno. Non era possibile, o quantomeno opportuno, aprire il bando tre mesi fa, o subito dopo le elezioni? Perché si continua, da parte del coalizione di centro e dai suoi esponenti e candidati, oggi in giunta comunale, ad utilizzare l’amministrazione come strumento di squallida propaganda elettorale?

Immaginiamo la immensa disponibilità dell’assessorato all’Assistenza alla popolazione, con un avviso pubblico aperto nel mese delle elezioni. Un assessorato presieduto da un assessore nei riguardi del quale è già decaduto il mandato politico, che era rappresentanza di valori di un partito in cui egli non è più presente.

Noi siamo diversi: pensiamo che l’ente comunale debba rimanere a servizio della popolazione in ogni momento, ed esclusivamente per il bene comune. Non utilizzando la struttura pubblica per farsi campagna elettorale.

Per questo la nostra proposta è che si inneschi anche per le assegnazioni degli alloggi pubblici di Case e Map la tracciabilità dell’intero iter di domanda, come avviene per i progetti di ricostruzione, e l’apertura di “finestre” che diano la possibilità di inoltrare domanda per il cambio di alloggio durante tutto l’anno, non solo a pochi giorni dalle elezioni.

De Magistris a L’Aquila per la Coalizione Sociale

Luigi De Magistris a sostegno della Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila. Lunedì 29 maggio il sindaco di Napoli interverrà alla Villa Comunale, alle ore 18, per sostenere la candidata sindaca in vista delle elezioni amministrative dell’11 giugno nel capoluogo.

Una visita importante e significativa quella di De Magistris: il primo cittadino di Napoli, al suo secondo mandato, gode di un’innegabile popolarità nella città partenopea, grazie al suo impegno per la città e ai profondi cambiamenti sociali che la sua amministrazione sta intraprendendo da tempo. E’ inoltre rappresentante di una sintesi politica che intreccia il civismo, il mondo della sinistra e i movimenti.

Interverranno Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e Vincenzo Vittorini, consigliere comunale di Appello per L’Aquila che Vogliamo.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Riprendiamoci insieme le piazze.

Cambia città, resta qui!

Passeggiata d’ascolto a Cansatessa: “Parco Urbano nelle frazioni nord-ovest”

Le frazioni realmente al centro del dibattito politico, al di là degli slogan. E’ questo il senso dell’iniziativa che sabato 27 maggio, alle ore 15, la Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila ha organizzato a Cansatessa, frazione ovest del vasto territorio comunale.

Sarà l’occasione per conoscere da vicino i problemi e le meraviglie che nasconde una delle frazioni dell’Aquila, l’occasione per portare la “questione delle frazioni”, di tutte le frazioni, al centro della vita pubblica aquilana.

Lo faremo con una passeggiata d’ascolto, che attraverserà Cansatessa, partendo dalla piazza, il nucleo fondativo dopo il terremoto del 1914, fino ad arrivare alle mitiche Mura del Diavolo, le mura megalitiche nascoste tra le campagne, la ricchezza archeologica, dal quale L’Aquila potrebbe ripartire, per il rilancio di tutta l’area attorno al Monte Pettino.

La proposta è infatti costituire un “parco urbano” che finalmente possa valorizzare il meraviglioso territorio compreso tra Arischia, San Vittorino, Cansatessa, Pettino, Madonna Fore e Collebrincioni.

La passeggiata, di circa 3 km, è alla portata di tutte e tutti. Non prevede alcun tipo di preparazione fisica (ma solo scarpe robuste), aperta a tutti, avversari politici inclusi. Dopo aver raggiunto le Mura del Diavolo, sulla via del ritorno ci si fermerà a fare un brindisi presso “La Taverna degli Artisti” (Villa Le Marine).

Vuole essere questo un modo per ascoltare e ascoltarci, partendo dal territorio, dalle sue bellezze, risorse per le frazioni dell’Aquila. Per informazioni 328.6863629 (Alessandro Gioia detto Chiappanuvoli).

Gran Sasso: inaccettabile lavoratori senza stipendio, nessuno pensa al presente

Tutti parlano del futuro del Gran Sasso, quasi nessuno del presente: la funivia, di fatto, è chiusa, le strutture ricettive sono chiuse, assistiamo ad una desolante mancanza di promozione e perfino di segnaletica, Fonte Cerreto è lasciata nel degrado e, ancora una volta, i dipendenti del Centro Turistico del Gran Sasso (Ctgs) sono senza stipendio. E’ inaccettabile che siano quest’ultimi a pagare la totale incapacità di gestire perfino l’ordinario.

Sul Gran Sasso non è stato portato a termine nulla di quanto previsto, compatibile con le norme vigenti e già finanziato da anni. Non c’è alcuna certezza della prossima stagione invernale ed è a rischio anche quella estiva.

E’ tempo di affermare con forza che, prima di pensare ai progetti, sia necessario far funzionare l’esistente, valorizzando il grande potenziale del nostro comprensorio montano, a partire dalle attività sportive e di scoperta del territorio. In concretezza dunque, occorre intervenire con la sostituzione immediata della seggiovia Fontari, restauro dell’albergo, dell’ostello e tutte le altre strutture. Occorre inoltre rendere quanto meno decente e fruibile Fonte Cerreto (“la porta del Parco”), dando dignità e pulizia a quei luoghi, ripristinando una segnaletica ed un centro informazioni funzionali. Oganizzare, insomma, almeno il minimo di civile accoglienza.

Come si fa a parlare di turismo estivo quando oggi, con tutte le strade aperte (finalmente!!), in quota le strutture sono chiuse?

I lavori per la sostituzione delle Fontari, incredibilmente, ancora non partono, con un bando assegnato già un anno e mezzo fa: si rischia ancora una volta concretamente che Campo Imperatore non apra per la prossima stagione. E allora ogni discorso per il futuro non ha alcun senso se non esiste il presente. Queste sono oggi le priorità. L’amministrazione e il Presidente del CTGS devono dare risposte in tal senso: è stato firmato il contratto per la sostituzioni delle Fontari? Quando sono previsti l’avvio e il termine dei lavori?

Per questo siamo al fianco dei lavoratori senza retribuzione e alle loro famiglie, giustamente preoccupati dell’incapacità dell’amministrazione di programmazione e, molto più concretamente oggi, di pagare i dovuti stipendi a chi lavora.

Se muore il CTGS, perde tutta la città. Il Gran Sasso può e deve “funzionare” da subito per gli aquilani e per i turisti. Ne va della nostra identità. Basta volerlo.