Il segno dell’amministrazione di centrosinistra: la presa in giro sul Parco della Memoria


Correva l’anno 2013 quando, alla vigilia del quarto anniversario del terremoto, il Comune dell’Aquila pubblica un bando per un concorso di idee per la realizzazione del Parco della Memoria a piazzale Paoli. “Abbiamo dato seguito a una precisa volontà del Consiglio comunale, ribadita dal sindaco Cialente e della giunta – aveva spiegato l’allora assessore Moroni, oggi candidato nella coalizione di centro – la municipalità allestirà questo Parco, quale simbolo dell’eterno ricordo della tragedia rappresentata dal terremoto del 6 aprile 2009. Il luogo scelto non è casuale: piazzale Paoli, infatti, è ricompreso nell’area delimitata da via XX settembre, via Campo di Fossa, via Luigi Sturzo e dalle altre strade in cui è stato registrato il più alto numero di vittime per quanto riguarda la città capoluogo. I progetti, inoltre, dovranno contemplare anche un’accurata riqualificazione del piazzale in questione”. “A caratterizzare il progetto – proseguì Moroni – dovrà essere una fontana, che sarà chiusa a dicembre di ogni anno, cioè nel mese in cui, nel 2008, iniziò la sequenza sismica, e sarà riattivata il 6 aprile, quale segno di rinascita”.

1 aprile 2014, dopo un anno, la commissione scelta per valutare i progetti nomiò primo classificato, a fronte di 45 partecipanti al bando: Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio di Chieti. A dicembre 2015 il rendering del parco in trasferta al supermercato di Roma: una delegazione del Comune dell’Aquila, capitanata da Cialente, si recò nella capitale, al centro congressi Eataly per esporre i pannelli con i rendering del Parco e ricevere in dono 87.500 euro. L’opera costerà tuttavia 700 mila euro che saranno reperiti anche attraverso una colletta fra i cittadini aquilani all’insegna di una sorta di “memoria pride”. L’annuncio del sindaco fu: “I lavori del Parco potrebbero partire già entro la fine dell’anno”.

Il 28 maggio 2016 Cialente affermò che i soldi, già accantonati dall’anno precedente, non erano utilizzabili senza progetto, sollecitando Gaeta. Sottolineò poi che erano presenti nelle casse già 100mila euro, tra quelli versati dalla Guardia di Finanza e da Eataly. L’ingegner Gaeta, invece, disse di voler aspettare l’ammontare totale dei fondi, prima di concludere il progetto definitivo.

Insomma, l’ennesimo cortocircuito generato da un’amministrazione che – è evidente – non vuole realizzare l’opera. Il tempo passa e arriviamo ad oggi, più di un anno dopo. Del Parco della Memoria, al termine della giunta Cialente, neanche l’ombra. Però in compenso il parco giochi di piazza Paoli è rimasto abbandonato, e si è anzi trasformato in una giungla adibita a parcheggio di auto e camion.

Questa giunta, e la coalizione di centro nella quale sono numerosissimi i candidati espressione dell’amministrazione, porteranno il segno di non aver voluto rendere rispetto e memoria alle vittime del terremoto: 309 cittadini ignorati. L’intera città dovrebbe indignarsi. Per L’Aquila avrebbe dovuto essere una priorità assoluta: un luogo non solo per conservare il ricordo, ma simbolo dell’impegno e della responsabilità di tramandare alle future generazioni la cultura della prevenzione, per far si che una tragedia così grande non accada mai più.

La storia è importante e noi, a differenza loro, abbiamo memoria. Se lo ricorderanno anche gli aquilani.

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