Regolamento per spazi culturali: approvata la nostra proposta. Ora si sblocchino i contributi

Entro la fine dell’anno, grazie a una nostra proposta approvata in Consiglio stamattina all’unanimità, il Comune dell’Aquila si doterà finalmente di un regolamento per l’utilizzo degli spazi destinati ad attività socio-culturali, finora caratterizzati da una gestione a dir poco caotica.

Ad oggi, infatti, gli spazi disponibili vengono gestiti da Servizi diversi della struttura organizzativa comunale e non solo, che spesso non dialogano nemmeno tra loro, come sanno bene le tante realtà del territorio che producono e promuovono iniziative in ambito sociale e culturale, che spesso si sono trovate ad affrontare una sorta di percorso ad ostacoli. Soprattutto se sei un’associazione alle prime armi, solo al terzo giro di telefonate capisci che l’utilizzo dell’Auditorium del Parco, per esempio, è in capo al Servizio Patrimonio, previa però verifica dell’utilizzo da parte della Società Barattelli che è concessionaria in pectore dello spazio, anche se l’atto definitivo non è mai stato formalizzato. Per il Palazzetto dei Nobili, invece, bisogna rivolgersi all’Ufficio Cultura, per le sale di Palazzo Fibbioni direttamente al Gabinetto del Sindaco. Il Ridotto del Teatro comunale è assegnato da decenni all’Istituzione Sinfonica, mentre altri spazi soprattutto nelle frazioni sono gestiti da associazioni del posto.

Per l’uso di Auditorium e Ridotto, poi, sono previste tariffe giornaliere consistenti, mentre Palazzetto dei nobili e Palazzo Fibbioni vengono ancora concessi gratuitamente. Se poi un’associazione intende richiedere anche il patrocinio dell’Amministrazione all’iniziativa ed eventuali agevolazioni economiche, finisce per dover moltiplicare la stessa istanza ai vari uffici coinvolti, con il rischio di non ricevere nemmeno risposte coerenti.

Per questo abbiamo proposto, e il Consiglio tutto ha approvato, che venga individuato un unico riferimento all’interno della struttura organizzativa comunale per la gestione degli spazi destinati ad iniziative socio-culturali e realizzato un regolamento generale in cui siano indicati tutti gli spazi nelle disponibilità dell’Amministrazione destinati a tali attività e, per ogni spazio: collocazione, dimensione, capienza, dotazione, tariffe, tipo di attività previste, nonché le modalità di presentazione delle richieste attraverso moduli predisposti chiari ed esaustivi.

E ancora: che tali informazioni vengano riportate su una pagina web del sito del Comune dell’Aquila e che vengano verificati, aggiornati ed eventualmente uniformati gli atti di affidamento degli spazi destinati ad attività socio-culturali.

Entro l’anno dovrà essere tutto predisposto e vigileremo in questo senso.

Crediamo, infatti, sia compito dell’Amministrazione favorire e implementare lo sviluppo dell’esercizio e delle imprese culturali, attraverso servizi e risorse messi a disposizione degli operatori (spazi, strumenti, risorse umane, ecc.) per creare sinergie, economie di scala, opportunità.

Per questo è importante far conoscere, incentivare e agevolare l’uso di tutti gli spazi attualmente individuati a fini socio-culturali; così come crediamo sia imprescindibile recuperarne altri, a cominciare dai progetti del Parco della Luna presso l’ex O.P. e dell’ex Asilo occupato lungo il Viale, già finanziati ma caduti colpevolmente nel dimenticatoio con il rischio concreto di perdere addirittura i fondi.

Altrettanto importante è garantire continuità in termini di servizi e risorse a chi produce cultura: non possiamo che stigmatizzare il ritardo che si è accumulato nella concessione dei contributi alle attività culturali, fermi al 2017, e di cui abbiamo già chiesto conto all’Amministrazione.

Bando decennale: quale idea per lo sviluppo culturale?

Dopo aver acquisito copia di tutti i progetti ammessi al bando del decennale “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza”, torniamo sulla vicenda per provare a capire come l’Amministrazione comunale sta promuovendo “lo sviluppo delle potenzialità culturali del territorio”.

Abbiamo già denunciato quanto riteniamo inopportuno – e persino provocatorio – che siano stati presentati, ammessi e risultati pure vincitori i progetti elaborati dall’ANCE come pure dall’Ordine degli architetti. Si tratta di quasi 32.000 € all’ANCE per l’organizzazione di un convegno e la realizzazione di una pubblicazione in 420 copie che verrà regalata prossimamente ai sindaci del cratere, assessori, consiglieri e dirigenti; e di 22.000 € all’Ordine degli architetti per illuminare nel periodo estivo alcuni vicoli bui del centro storico. Al di là della totale inopportunità di sovvenzionare due categorie già ampiamente beneficiate dai proventi della ricostruzione, come queste iniziative possano servire a sviluppare le potenzialità culturali, ci risulta francamente oscuro.
Quanto al progetto che ha ricevuto il maggior finanziamento, ben 48.000 €, consiste invece in una giornata di gara podistica tra stand internazionali, proposta da due società romane, riconducibili alla stessa proprietà. Una delle due, tra l’altro, si è costituita meno di due anni fa, giusto venti giorni prima di presentare domanda per il bando “Fare Centro” da cui è stata finanziata l’anno scorso con 64.000 €. Non per niente, immaginiamo, si chiama Docenter. Curioso, poi, che la sede legale si trovi in un palazzo riconsegnato a ottobre 2018, il cui portone è a tutt’oggi sbarrato con assi di legno.

Ma al di là di questi aspetti che siamo certi saranno oggetto di controlli e verifiche scrupolose in sede di rendicontazione, chiediamo quale sia l’idea della “città della memoria e della conoscenza” che ha questa Amministrazione se il maggior contributo del bando dedicato al decennale del terremoto spetta a una gara podistica, mentre, per dirne una, il progetto di archivio del sisma della Deputazione di Storia patria, come noto, non raggiunge nemmeno la sufficienza nei punteggi.

Anche volendo restare in ambito sportivo, qual è il senso di privilegiare un’iniziativa una tantum ed escludere dai finanziamenti proposte di realtà locali riconosciute che lavorano costantemente sul territorio coinvolgendo, educando e aggregando da anni tante persone? Non si tratta di campanilismo, evidentemente, ma di capirsi su cosa significa “sviluppo”.

L’opportunità di beneficiare in 5 anni di 13,2 milioni di euro “per lo sviluppo delle potenzialità culturali del territorio” non può essere sprecata senza avere una strategia complessiva di sviluppo, appunto, socio-culturale. Altrimenti saranno serviti solo a far galleggiare un altro po’ qualche realtà ormai asfittica o addirittura a sovvenzionare qualche incursione “mordi e fuggi”.
Anche ammesso e non concesso che lo sviluppo culturale debba essere finalizzato all’attrattività turistica – e non, proritariamente, alla rigenerazione sociale del territorio – ci sarebbe comunque da chiedersi quale respiro e prospettiva sul medio-lungo termine abbiano delle scelte che riducono il centro storico solo a un estemporaneo eventificio, privo di servizi e abbandonato dai residenti.

Infine, chiediamo che i progetti che partecipano a bandi pubblici siano, a loro volta, totalmente pubblici, in modo da consentire alla collettività di conoscere, e controllare a chi (e a chi no) e con quali finalità vengono destinati fondi che sono di tutti e servono (dovrebbero servire) ad accompagnare le iniziative di sviluppo e rilancio del territorio  in un percorso di progressiva autonomia dai finanziamenti che termineranno nel 2020, in modo da valutare poi con cognizione di causa l’effetto di tali scelte.

Bando decennale: fondi per l’ANCE, ma non per la Deputazione di Storia Patria

Rispetto alla vicenda dei fondi assegnati per il bando “L’Aquila, città della memoria e della conoscenza”, che ha causato tra l’altro l’annuncio delle dimissioni del Presidente della Deputazione abruzzese di Storia Patria Walter Capezzali, avevamo inoltrato già pochi giorni dopo la pubblicazione dei progetti vincitori, una richiesta di accesso agli atti. Abbiamo acquisito al momento copia del verbale e delle schede di valutazione di ogni progetto esaminato, siamo in attesa delle copie dei progetti stessi.
Qualche considerazione, però, è possibile farla già da ora, quantomeno di metodo.
Troviamo, per esempio, un po’ troppo facile e sbrigativo da parte del Sindaco, nella risposta a Capezzali, nascondersi dietro le valutazioni di una commissione costituita da persone di cui ovviamente non discutiamo la professionalità nei rispettivi ambiti di occupazione, ma che non sembrano avere esperienza alcuna in campo socio-culturale; tale eventuale esperienza non appare, infatti, alla base della nomina. Una nomina, effettuata in maniera singolare dalla Segretaria Generale, ma di cui il Sindaco porta quantomeno la responsabilità politica.
A leggere i verbali delle sedute, poi, la commissione, stante la mancata adozione del cosiddetto “Manifesto per il decennale”, annunciato a più riprese da ottobre e mai definito, si è trovata a doversi dare degli ulteriori criteri di valutazione che non erano appunto esplicitati nel bando ma che potevano valere fino a 25 punti su un massimo di 70.
Fino a ulteriori 5 punti, per esempio, sono stati assegnati in base alla sostenibiltà temporale come capacità di autofinanziamento futuro, una capacità che però non si era chiamati a descrivere nella presentazione del progetto. Fino a ulteriori 10 punti sono stati assegnati, poi, in nome della coerenza del progetto con non meglio esplicitate “finalità del decennale”. Insomma, di parametri discrezionali come quello sulla “memoria” riconosciuto tale dallo stesso Sindaco, ce ne sono parecchi ed è persino inevitabile che un certo grado di discrezionalità faccia parte delle valutazioni in ambito culturale: è per questo motivo che ci si dovrebbe affidare alla sensibilità e all’esperienza di commissari competenti in  materia, magari scelti per comparazione.
Avrebbe aiutato, secondo noi, anche fissare dei range per l’ammontare delle richieste di finanziamento in ragione dei fondi disponibili: pensiamo infatti sia estremamente complicato e abbia anche poco senso confrontare progetti che vanno da 1.000 a 150.000 €.
È sicuramente un caso, poi, che anche stavolta il Festival della Partecipazione, già estromesso dal Sindaco dall’accesso ai fondi Restart, sia rimasto fuori: con 3 punti su 10 per la capacità di “attrarre turismo ‘di settore'” – nonostante le precedenti edizioni abbiano avuto risonanza nazionale – il FdP è arrivato a 33 punti in totale.
Per capire se si tratta dell’ennesima miscellanea di progetti vari (mostre, convegni, prodotti editoriali, eventi più o meno lunghi e ripetibili nel tempo) messi insieme senza un filo rosso, bisognerà aspettare di poterli valutare nel merito.
Certo che scaricare la responsabilità di alcune evidenti storture su un’estemporanea commissione non lascia presagire nulla di buono né sperare di fare meglio la prossima volta. 
Intanto da parte dell’Amministrazione, le dichiarazioni e gli annunci sugli eventi “ufficiali” del decennale, quelli per cui è stata impegnata la cifra astronomica di oltre 1 milione  di euro, continuano ad essere avvolti dalla vaghezza più assoluta: ad oggi, 20 giorni dopo il 6 aprile, non esiste nemmeno un programma. L’unica cosa certa è che dal sito dedicato è sparita la parola “memoria”.
Infine, ma più notevole di ogni altra considerazione: sono stati riconosciuti finanziamenti per quasi 32.000 € all’ANCE e 22.000 € all’Ordine degli Architetti. 
La cosa strabiliante non è solo o tanto che siano risultati vincitori: non conosciamo infatti ad oggi i progetti presentati di cui non vogliamo qui discutere il livello del valore artistico e culturale. La cosa strabiliante è proprio la presentazione stessa dei progetti, cioè che non sia stata ritenuta sconveniente e inopportuna sia da parte delle suddette categorie che da parte dell’Amministrazione la partecipazione stessa al bando.
Si tratta, lo diciamo ancora una volta, di alcune delle categorie che hanno già ampiamente beneficiato, in ragione del sacrosanto quanto moltiplicato lavoro di professionisti e operatori del settore, dei finanziamenti pubblici per la ricostruzione, da cui deriva lo stesso 4% dedicato allo sviluppo delle potenzialità culturali.
Ci si aspetterebbe, quindi, che da tali organizzazioni venissero sì proposte in campo sportivo, sociale, culturale ma soprattutto quale forma di contributo economico per ridistribuire alla comunità quanto intercettato in questi anni, scopo del resto pomposamente annunciato e mai realizzato Fondo etico dell’ANCE. Mai invece ci saremmo aspettati che, anche per i fondi destinati alla ricostruzione socio-culturale, potessero passare a riscuotere.

Altro che rinascita culturale: una vicenda vergognosa e grottesca!

Mai si erano viste istituzioni culturali ridotte a svolgere il lavoro di ufficio stampa di un sindaco.
Non che ci stupiscano, purtroppo, le incursioni e le pressioni della politica sugli enti e le associazioni culturali grandi e piccole, ma qui siamo praticamente al tentativo di irreggimentazione.
Il comunicato firmato da alcune delle istituzioni cittadine destinatarie di fondi FUS di appoggio al sindaco è chiaramente stato ispirato e richiesto dallo stesso, se non vergato direttamente, per rafforzarne la posizione nelle beghe interne alla maggioranza dopo la cacciata dell’indifendibile assessora Di Cosimo.
Un’iniziativa che ha portato a spiacevoli quanto inevitabili distinguo tra quelle istituzioni che, per convinzione, partigianeria, blandizie o magari timore di ritorsione hanno firmato il comunicato e le altre che, per quanto sollecitate, hanno ritenuto, per vari motivi, di non prestarsi a tali giochetti ricattatori e non sottoscriverlo. Per non parlare della falla emersa nel TSA con la ferma  presa di distanza della presidente De Simone da un’“iniziativa privata di alcuni componenti del consiglio di amministrazione” in quota centrodestra; il sindaco, in nome dello spoil system, caro a vecchi e nuovi governanti, ha già chiesto la testa della dissidente.
Non si capisce se rimanere maggiormente sconfortati dal fatto che un sindaco chieda a delle istituzioni di piegarsi al suo volere ed entrare di fatto nella bassa lotta politica,  o che il Teatro Stabile e gli altri sottoscrittori si prestino alcuni più altri meno consapevolmente, ma comunque supinamente, a tale logica. Una vicenda che fa comunque emergere quanto siano imprescindibili e fondamentali le richieste di indipendenza, trasparenza e qualità nelle nomine come nell’attribuzione di fondi e riconoscimenti.
Una società e una comunità vitale conosce bene il valore del rispetto 
dei ruoli e sa che una produzione culturale feconda spesso ha anche il compito di fungere da pungolo per il potere.
Qui siamo invece al piegare le istituzioni al più totale e squallido asservimento al potente di turno, con un sindaco incapace persino di capire che tali comportamenti, non solo non rafforzano, ma tolgono ogni definitiva credibilità e dignità agli enti culturali a danno di tutto un territorio, perché quelle realtà sono patrimonio di tutta la città: hai voglia ad accusare di clientelismo le precedenti amministrazioni e rivendicare grandi cambiamenti se il tutto si traduce solo nell’avvicendamento di ineffabili yes men!
La spasmodica occupazione e spartizione del potere di questa amministrazione, unica attività dopo quasi due anni di governo, trova in questa vicenda la lampante cartina di tornasole toccando il suo apice e sfociando nel grottesco. Fino alla clamorosa invettiva di ieri in Consiglio comunale con il Sindaco che si autoincensava per l’interlocuzione con Roma per i fondi FUS, proprio mentre il sottosegretario Mibac Vacca diramava una nota di smentita del “comunicato di elogio”, intestandosi tutto il merito dell’operazione.
Un eterno clima di campagna elettorale e rincorsa al consenso, insomma, mentre tanti dipendenti di istituzioni culturali sono senza stipendio da mesi, latitano politiche culturali che valorizzino e creino sinergia tra le tante realtà piccole e grandi, destinatarie o meno di FUS, che animano il nostro territorio, per le iniziative del decennale si farà il solito collage di attività già da tempo autonomamente programmate e pianificate dalle singole istituzioni e continuano drammaticamente a mancare spazi per grandi eventi culturali, degni di una solo sbandierata capitale della cultura.

Il Centro Sperimentale di Cinematografia deve rimanere a L’Aquila, città della conoscenza

Chiediamo con forza che il Centro Sperimentale di Cinematografia rimanga a L’Aquila, il prossimo anno e in futuro.
Crediamo fermamente che la prospettiva di sviluppo del nostro territorio sia quella città della conoscenza di cui ci si riempie la bocca ma che poi, nei fatti, si stenta evidentemente a sostenere, coordinare ed integrare con il tessuto sociale e produttivo. La sede aquilana del CSC rappresenta un’eccellenza culturale e formativa che si inserisce perfettamente in questo quadro, così come altre importanti Istituzioni che già lavorano o si insedieranno nel nostro territorio, da quelle storicamente presenti e radicate ai più recenti GSSI e MAXXI.
Purtroppo, se non ci sarà un intervento in extremis da parte della Regione, il Centro sperimentale di Cinematografia a L’Aquila è
destinato a sparire già dal prossimo anno. Quella stessa Regione che, alla scadenza del 2016, non ha rinnovato la convenzione, e di
conseguenza il finanziamento annuo di circa 300.000 €, necessari al proseguimento dell’attività formative della Scuola. Quella stessa Regione che, come riferito in conferenza stampa dal Direttore del Centro Sperimentale, ha omesso di inviare il progetto formativo che la scuola aveva proposto per ottenere fondi CIPE dalla Struttura Tecnica di Missione. E che possa trattarsi “solo” di una dimenticanza non rende il fatto meno grave.
E’ appena il caso di ricordare che il CSC è una realtà sana, priva di debiti, che attrae studenti provenienti da tutte le regioni italiane e
non solo. E, soprattutto, che  le allieve e gli allievi, mentre sono impegnati a conseguire un titolo di studio unico nel suo genere,
producono  lavori di pregio proprio a partire dall’osservazione del nostro territorio, lavori che molto spesso hanno raggiunto ottimi
riconoscimenti in mostre e festival del settore. Si tratta, insomma, di un circolo virtuoso, esattamente quello che ci si aspetta da una moderna città della conoscenza, capace di cogliere come un’opportunità per il territorio e per lo sviluppo sociale, culturale e economico della città l’apporto di Istituzioni di qualità vecchie e nuove, capace di accogliere con servizi adeguati e coesivi cittadine e cittadini da generazioni o di adozione, capace soprattutto di (ri)costruire una comunità che sia in grado di “risuonare”, per dirla
con una felice espressione di Pierluigi Sacco, rispetto a cultura arte e innovazione. Perdere un pezzo di questo disegno solo per rispondere a logiche localistiche o settarie rappresenterebbe una sconfitta enorme.

Coalizione sociale indice assemblea su “Politiche Culturali del Comune dell’Aquila: stato dell’arte e sviluppo” 

Mercoledì 27 giugno alle 16,30 a Palazzo Fibbioni, la Coalizione Sociale organizza l’incontro pubblico “Politiche Culturali del Comune dell’Aquila: stato dell’arte e sviluppo”, dedicato a due particolari temi:


– gli Spazi comunali per attività culturali, sociali e politiche: censimento e normativa per l’utilizzo

Regolamento per l’attribuzione di finanziamenti per le attività culturali: stato dell’arte e possibili modifiche

Mentre si registra la carenza di spazi dedicati a particolari attività ed esigenze, anche per quelli esistenti è complicato capire a chi rivolgersi per l’utilizzo e conoscere a quali costi e condizioni è possibile fruirne per organizzare eventi e iniziative.


I ritardi nel riconoscimento dei contributi così come i possibili conflitti d’interesse, le attribuzioni dirette e quelle a pioggia, i “cartelloni” messi insieme all’ultimo momento contando esclusivamente sul volontariato, la totale assenza di programmazione, la mancanza in generale di un “manifesto per la cultura” che non sia solo un elenco indistinto di eventi sono, a nostro avviso, le criticità più evidenti.

Per questo vogliamo aprire un confronto con e tra gli operatori del mondo dello spettacolo – Istituzioni e Associazioni culturali, Aziende fornitrici di servizi per attività culturali, Lavoratori e Volontari dello spettacolo, professionisti e non – sull’attuale situazione nel Comune dell’Aquila, vogliamo ascoltare esperienze ed esigenze e scambiare sugerimenti e proposte da portare all’attenzione dell’Amministrazione per superare criticità e incongruenze.

Per adesioni e interventi si può contattare la Coalizione Sociale all’indirizzo coalizionesocialeaq@gmail.com

Le proposte su cultura, turismo e vivibilità per una città migliore

Idee e proposte su cultura, turismo e per migliore vivibilità di una città. Proposte di cambiamento reale e concreto di Giulia Tomassi su cultura e turismo, una “piccola rivoluzione per rendere vivibile la città” di Mauro Aternini. Entrambi sono candidati nella lista L’Aquila Chiama chi Ama L’Aquila, una delle tre a sostegno della Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila! Cambia città, resta qui!

ALCUNE PROPOSTE CONCRETE SU CULTURA E TURISMO

> Riapertura dei Centri Informazioni Turistiche a gestione pubblica, per una migliore accoglienza sul territorio. Rifacimento della mappa turistica.
> Ristrutturazione e implementazione della segnaletica di monumenti, opere d’arte e interventi urbanisitici e di street art, in vista di una valorizzazione del patrimonio storico e contemporaneo del nostro territorio.
> Portale web comunale dedicato alla cultura e al turismo per la valorizzazione e diffusione delle iniziative degli attori culturali della città, insieme all’attività di coordinamento a iniziativa dell’Assessorato e degli Enti ad esso collegato. Creazione di un calendario comune visibile e efficace per le informazioni.
> Calendarizzazione di un cartellone culturale programmato su base annuale suddiviso in due stagioni: stagione estiva e invernale.
> “Bonus cultura”: un ticket spendibile nelle diverse attività culturali che ricadono nel territorio comunale come teatri, cinema, concerti, libri (non scolastici), per un reale accesso alla cultura e incentivo per quelle fasce di popolazione che più difficilmente si avvicinano all’offerta presente in città. Questo “bonus”, finanziato con i fondi per la cultura, verrà distribuito ai giovani delle scuole, ai disoccupati, e alle fasce di reddito più deboli, questa operazione è volta ad una ricaduta diretta nel consumo dell’offerta culturale e artistica.

ALCUNE PROPOSTE A MEDIO E LUNGO TERMINE
> Riassetto e riorganizzazione del settore Cultura e Turismo, considerati come articolazioni in sinergia; costituzione di un team di lavoro creativo a supporto degli eventi ordinari così come dei grandi eventi e festival.
> Trasparenza nella gestione dei fondi e delle cariche e figure principali delle Istituzioni culturali cittadine.
> Organizzazione della mobilità per favorire il raggiungimento dei luoghi della cultura.
Rigenerazione del dialogo istituzione / operatori turistici ai fini del potenziamento della filiera. L’idea: favorire il settore a impatto zero, slow, di piccola taglia, a circuito corto. Favorire la sinergia con altri settori economici del territorio come: prodotti locali e saperi artigianali, produzioni artistiche e letterarie. Favorire l’azione di scambio intergenerazionale e interculturale.
> Valorizzazione e messa a sistema di siti di turismo diversificato: turismo religioso, estivo, escursionistico, invernale, naturalistico, culturale, archeologico, enogastronomico.
> Riattivazione del percorso di Urban Center al fine di renderlo uno strumento reale di partecipazione e coinvolgimento sul lungo termine degli attori sociali, culturali e economici. Uno strumento per immmaginare e realizzare una città che, anche dal punto di vista urbanistico, rappresenti i valori della pluralità, dell’inclusione del bello.

 

UNA PICCOLA RIVOLUZIONE PER RENDERE VIVIBILE L’AQUILA

L’IDEA
> Applicare la sussidiarietà, sancita dalla nostra Costituzione, come mezzo per attivare processi virtuosi di cittadinanza e partecipazione.
> A partire dai bisogni concreti di ogni quartiere e dalla cura degli spazi e interstizi pubblici, i cittadini sono chiamati a farsi responsabili e promotori di cura virtuosa delle aree a loro prossime.

L’AZIONE
> “CittAttiva” sarà la nuova piattaforma online, condivisa e libera, tramite la quale saranno resi pubblici gli interventi virtuosi dei cittadini. Il Comune si farà promotore e sostenitore di tali azioni tramite molteplici forme.
> Istituzione di un premio cittadino alla migliore iniziativa realizzata.
> Cura “dal basso” del verde urbano e periurbano.
> Censimento e messa a disposizione di luoghi per le associazioni e per i quartieri (maison de quartier)
> Creazione di apposite aree per il passeggio dei cani nei parchi principali e in ogni quartiere. Creazione di uno specifico comunale regolamento di comportamento e regolamento per la tutela degli animali, creando un nuovo servizio di nettezza urbana tra Asm e Comune (esempi già esistenti a Torino, Milano, Padova, Perugia, Pavia e altre città italiane).