Decennale sisma, Coalizione Sociale chiede un percorso trasparente

In merito alle indiscrezioni che, per voce del Sindaco, continuano a uscire a mezzo stampa sull’organizzazione del decennale del sisma 2009, peraltro in assenza di qualsiasi atto formale in merito, chiediamo che si proceda con un confronto trasparente sulle iniziative da realizzare.

A fine agosto, lo stesso Sindaco, con un’iniziativa apprezzabile e apprezzata, aveva invitato chi tra i membri della Giunta e del Consiglio fosse stato interessato, a seguire l’iter per la realizzazione del decennale.

Per quanto ne sappiamo, però, c’è stato un solo incontro, il 3 ottobre scorso, a cui abbiamo partecipato con la nostra consigliera Carla Cimoroni. In quella occasione, è stato praticamente annunciato quanto sta trapelando in questi giorni: il “manifesto” del decennale, l’idea di una serie di comitati con ruoli ancora molto vaghi (tra i quali ci sarebbe un “comitato d’onore” con Fabrizio Barca e Gianni Letta), la proposta di eventi “istituzionali” da arricchire con gli eventi realizzati dalle varie realtà, la disponibilità di circa 400 mila euro di fondi Restart individuati dall’Amministrazione.

Oltre che un verbale dell’incontro, mai inviato, ci saremmo aspettati nuove convocazioni a stretto giro che abbiamo pure sollecitato, per portare avanti un confronto tra tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni cittadine, alle associazioni dei familiari delle vittime, fino a raggiungere il maggior livello possibile di rappresentatività dell’intera comunità.

Ma da oltre un mese, invece, il percorso di condivisione sul decennale si è interrotto, il Sindaco si lascia sfuggire “anticipazioni”, mentre è ormai il tempo di entrare nel merito di ruoli, criteri e modalità con cui si vuole procedere nell’organizzazione del decennale, per non rischiare di agire in condizioni di urgenza.

Il decennale ha una portata simbolica e strategica per tutta la città e il suo territorio. Sarà l’occasione in cui riflettere sul senso della memoria in termini di responsabilità verso le generazioni future, in cui fare il punto su ciò che è stato e non è stato fatto per la ricostruzione materiale e sociale, in cui confrontarsi sulle prospettive che potranno concretizzarsi fondate sull’esperienza vissuta. Riflettere profondamente anche su cos’è L’Aquila oggi, e come vorremmo che fosse domani.

Per questo chiediamo di riprendere un percorso condiviso e trasparente sull’organizzazione del decennale, sull’utilizzo dei fondi disponibili e sui provvedimenti e le iniziative da realizzare.

Bertolaso all’Aquila è stato vile, pretestuoso e offensivo

Troviamo le parole di Guido Bertolaso sul memoriale del sisma, pronunciate in occasione della visita ieri all’Aquila nel corso di un evento intitolato proprio “Il rispetto e la memoria” presuntuose, vili e offensive per la città intera. Un incontro a cui era presente anche il Sindaco che non ci risulta si sia dissociato dalle dichiarazioni dell’ex capo della Protezione Civile.

Che la memoria riguardi solo le vittime e le loro famiglie è quanto di più riduttivo e meschino si possa insinuare per una popolazione che ha sofferto insieme alle famiglie delle vittime la morte e lo spaesamento e che nell’elaborazione di quanto è accaduto può e deve trovare motivo di costruire un futuro migliore per le figlie e i figli di questo territorio.

Il memoriale del sisma non è un “monumento” alle vittime, ma un luogo in cui chiunque, aquilano ma anche visitatore, possa esercitare il diritto-dovere alla memoria che ha lo scopo di generare dubbi, interrogativi e riflessioni su cosa è stato il prima, il durante e il dopo il 6 aprile 2009 per far crescere cittadine e cittadini migliori, più consapevoli della fragilità del nostro territorio e della possibilità di conviverci.

Spesso si è detto che dalla nostra tragedia può e deve nascere l’opportunità per il nostro territorio di ricostruire scuole e case migliori, più sicure e confortevoli. Ma non potremo mai pensare che sia un’opportunità se non servirà a fare in modo che simili tragedie non accadano mai più né qui né altrove. Questo è il senso più alto della memoria di tutte le tragedie che possono essere evitate: delle alluvioni, dei terremoti come delle guerre.

Contrapporre, dopo 10 anni, la realizzazione del memoriale alla ricostruzione degli edifici per ridimensionarne la priorità è vigliacco, irrispettoso e culturalmente inaccettabile. Vuol dire non aver capito che il memoriale è Casa della città in quanto luogo identitario, è Scuola in quanto occasione di riflessione anche per chi non c’era, è Futuro in quanto monito a fare in modo che non accada mai più.