Su Cotugno e Collemaggio si convochi Commissione Territorio, amministrazione inetta

A prescindere dall’esito della sentenza del TAR sul Liceo Cotugno, che ovviamente complica la vicenda, il punto vero è che il piano B per settembre 2018 non è diverso da quello di un anno fa, a dispetto delle promesse elettorali: studentesse e studenti sparpagliati in più siti, nessun lavoro avviato sull’attuale sede, nessuna iniziativa dell’Amministrazione comunale per pianificarne una nuova. Nel silenzio delle istituzioni del territorio, la preside del Cotugno Serenella Ottaviano ha proposto l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio per localizzare la nuova scuola.

Da tempo abbiamo richiesto la convocazione della Commissione Territorio, alla presenza del Sindaco e della ASL, per discutere della destinazione di quella bellissima area, strategica e colpevolmente abbandonata, su una parte della quale insiste anche il progetto del Parco della Luna, già finanziato con 10 milioni nell’ambito del Masterplan Abruzzo. Crediamo che la Commissione Territorio possa essere un’ottima occasione per verificare in concreto la possibilità di realizzare lì il nuovo Cotugno.

Torniamo a sollecitare la convocazione della Commissione con il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione sull’area, a cominciare dal progetto già finanziato, e confrontarci su proposte di riqualificazione compatibili con le finalità previste dalla normativa per la riconversione degli ex ospedali psichiatrici. Chiediamo da tempo, pertanto, un confronto sul quartiere di Collemaggio che riteniamo urgente anche perché entro il 2019 dovranno partire i lavori finanziati dal Masterplan. Non vorremmo mai, infatti, che le inettitudini e il lassismo dell’amministrazione portassero a perdere ben 10 milioni di euro per il territorio aquilano e per il suo tessuto sociale.

A prescindere dalla ristrutturazione degli immobili, che implicherà tempi più lunghi, chiediamo che si intervenga da subito per riqualificare e rendere fruibile il parco, curando le aree verdi, mantenendo l’igiene dei luoghi e ripristinando l’illuminazione pubblica. Lo stato di abbandono in cui versa la zona, infatti, non è diverso dal degrado denunciato per il contiguo terminal di Collemaggio, oggetto della visita dell’assessora Mannetti e della sua reprimenda nei confronti della Società di gestione. La differenza è che nel caso dell’ex ospedale lo stato di abbandono è tutta responsabilità delle istituzioni. Per non parlare dei continui rinvii della passata come dell’attuale Amministrazione sulla riapertura del Parco del Sole.

La possibilità di localizzare una scuola – e magari anche altre – in un’area che va assolutamente recuperata per la collettività a ridosso delle mura cittadine, non congestionata e già servita dal trasporto pubblico deve essere vagliata al più presto. Sulla ricostruzione delle scuole cittadine denunciamo del resto da tempo ritardi inaccettabili.

Per tutto questo sollecitiamo la convocazione della Commissione Territorio e l’avvio di un percorso di confronto reale per il ripristino di tutta la zona di Collemaggio.

Manifesti in città per la ricostruzione delle scuole: “Un anno di mancate promesse”

In una terra che continua periodicamente a tremare, e a quasi dieci anni dal sisma, la questione sulla sicurezza delle scuole è ancora lontanissima dall’essere risolta. Per questo la Coalizione Sociale ha avviato una campagna di sensibilizzazione e protesta con manifesti apparsi nei giorni scorsi in città e volantinaggi fuori le scuole.

Nessuna scuola di competenza comunale è stata ad oggi ricostruita, nonostante i 42 milioni in cassa da tempo. Più di 3.600 bambini e bambine (il 60% del totale) stanno crescendo nei Musp, strutture la cui provvisorietà è fonte ormai di numerosi problemi, mentre la maggior parte degli altri frequentano edifici di cui non si conoscono i livelli di sicurezza, non essendo state completate le verifiche di vulnerabilità.

Totalmente disattesi gli impegni di campagna elettorale del sindaco Pierluigi Biondi in materia, come la la tanto sbandierata “task force”, una consistente unità di personale che in cento giorni avviasse le pratiche.

Stando al cronoprogramma del Comune, rimasto fermo all’era Cialente (già fortemente deficitaria), ad oggi dovremmo avere già cinque scuole ricostruite: Paganica, Pettino, Arischia, Coppito e Santa Barbara, e in fase di ultimazione i lavori del polo di Sassa. Di tutte le altre non ci è dato sapere nulla. La realtà dei fatti è che invece di riaprire in sicurezza, le scuole continuano ad essere chiuse perché insicure, come è accaduto nello scorso novembre a Preturo e Arischia, dove le verifiche di vulnerabilità sismica hanno dato risultati prossimi allo zero.

Non va meglio per gli Istituti superiori, di competenza della Provincia, che hanno tutti bassi indici di vulnerabilità, ossia alti indici di rischio sismico. In una città che ha visto morire giovani in strutture scolastiche, circa 4 mila studenti e studentesse entrano ogni giorno in scuole non sicure. Caso emblematico ed eclatante è quello del Cotugno, uno dei licei più frequentati della città: dopo le scosse del gennaio 2017, studenti e personale hanno dovuto subire trasferimenti, doppi turni, chiusure e infine uno smembramento in ben 5 plessi diversi, a causa delle accertate condizioni di non sicurezza della sede.

Né il Comune né la Provincia hanno ancora chiarito dove gli oltre mille frequentanti dell’Istituto potranno svolgere le lezioni nel prossimo anno scolastico, durante il quale l’edificio di Pettino sarà sottoposto a lavori della Provincia, che comunque riguarderanno l’adeguamento statico e non il miglioramento sismico. Né è dato sapere dove e quando sarà costruita la nuova sede per la quale la Regione ha predisposto uno stanziamento di 13 milioni.

Il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, nel settembre scorso aveva annunciato la volontà di “ricostruire ex-novo” tutte le sedi di competenza provinciale, promettendo inoltre un tavolo interistituzionale tra gli enti, volto a pianificare una programmazione pluriennale. Superfluo sottolineare come questi proclami siano ad oggi rimasti tali.

All’immobilismo delle precedenti amministrazioni provinciale e comunale, si aggiungono le promesse mancate e i ritardi delle attuali amministrazioni.

La Coalizione sociale chiede: una puntuale informazione sullo stato dell’arte e sulla sicurezza degli edifici comunali e provinciali e l’attivazione reale di una task force adeguata agli impegni, che avvii immediatamente un cronoprogramma di lavori attendibile e verificabile.

L’avvio di una campagna mediatica è solo l’inizio di una più vasta mobilitazione sul tema della sicurezza delle scuole, punto ineludibile per una città che voglia dirsi sicura e offrire un futuro alle nuove generazioni.

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