Biondi si dimetta davvero!

“E’ ora che questa città venga amministrata come si deve e il primo cittadino deve impegnarsi a farlo rapidamente, è stato votato per questo obiettivo e non per altro.” “Non ci sono più alibi né giustificazioni: la città va finalmente governata in modo adeguato.” “Gli anni che abbiamo davanti richiedono un grande sforzo ed una maggiore serietà.”
Queste frasi non sono nostre, ma di alcuni esponenti della maggioranza che sosteneva l'(ex) sindaco Biondi. Il disastro di questi quasi due anni è sotto gli occhi di tutti ed è riconosciuto dagli stessi componenti della destra che governa la città. Chiaro che dietro questo dichiarazioni c’è, al solito, il solo obiettivo di rivendicare più posti nella spartizione dei posti di potere. Come è chiaro che, in evidente difficoltà per mancanza progettuale e inadeguatezza a ricoprire il ruolo, Biondi ricorra alle finte dimissioni per far quadrare i conti della sua maggioranza letteralmente assetata di potere e prebende.
Sacrosanta la richiesta dei fondi  per il bilancio, ma che l'(ex) sindaco si nasconda dietro il loro mancato trasferimento, da parte del Governo, è evidentemente solo una vergognosa sceneggiata, tanto è vero che per il sottosegretario Crimi, principale responsabile di questa situazione, ha speso persino parole di stima e fiducia.
Del resto che abbia poca voglia di governare la nostra città è stato lampante già con il maldestro tentativo di candidatura a presidente della regione.
Ci servirebbe invece un sindaco che della ricostruzione fisica, sociale ed economica della città ne faccia una ragione di vita e non utilizzi la carica ricoperta solo ed esclusivamente come trampolino delle sue ambizioni personali.
Così facendo si paralizza la ricostruzione e non si risolvono i grandi e piccoli problemi che attanagliano il territorio. E’ quello che sta accadendo dal primo giorno di questa amministrazione di destra.
La situazione è ormai insostenibile, ci permettiamo quindi un consiglio non richiesto al sindaco: inizi a fare sul serio, si dimetta davvero, liberi la città dalla cappa di clientelismo, familismo, incapacità e immobilismo a cui la sua amministrazione l’ha costretta.
Il nostro territorio non merita questo indecente spettacolo di guerra tra bande!

Per i rappresentanti della maggioranza: “Ultimi gli aquilani, prima io!”

Il  ritiro delle deleghe, per ripicca, all’assessore Di Stefano, le lotte intestine dentro Forza Italia, le tensioni nello stesso partito del Sindaco che fanno mancare il numero legale in Consiglio, il botta e risposta al vetriolo tra il primo cittadino e il deputato-commissario Martino sono solo l’ultimo vergognoso esempio dei giochetti della maggioranza che continua a tenere in ostaggio la nostra città.

È da tempo, infatti, che L’Aquila è paralizzata dagli stessi che dovrebbero amministrarla e che pensano, invece, solo agli interessi di partito e alle personali ambizioni di carriera politica. Il risultato della perenne campagna elettorale degli esponenti della maggioranza sono l’immobilismo amministrativo e le operazioni di bassa clientela che abbiamo denunciato, ancora una volta, in occasione della recente approvazione della variazione al bilancio.

Da marzo la pianificazione (!) della città è in mano a un assessore part-time, approdato agli onori del Parlamento: un doppio incarico consentito, incomprensibilmente, per legge. Chiedemmo all’assessore-deputato leghista un atto di responsabilità, rinunciando al suo posto in Giunta. Non lo ha fatto: i non-risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La grande fuga verso più ricchi stipendi ha trovato l’apice, poi, nel maldestro tentativo del sindaco di farsi candidare alla presidenza della Regione dopo poco più di un anno di non-governo della città. Tentativo andato a vuoto e poi negato, in spregio all’intelligenza dei cittadini.

Seguono, oggi, schiere di assessori e consiglieri comunali, se ne contano almeno cinque, pronti ad abbandonare la città per una poltrona in Regione.

Uno spettacolo indecoroso, una lotta tra bande che ha portato dunque al defenestramento dell’assessore al bilancio, non per gli scarsi risultati – in realtà, ce ne sarebbero tutte le ragioni come per il resto della Giunta – ma esclusivamente per la faida tra i componenti della maggioranza in vista delle elezioni regionali. La rissa tra e interna ai partiti di maggioranza fa sì che tutte le energie siano spese per guerre e interessi strettamente personali, zero per risolvere i problemi del territorio.

Dopo le elezioni ci attendevamo solo il peggio ma, sinceramente, qui si è andati oltre le più pessimistiche previsioni: è un disastro oggettivo e le aquilane e gli aquilani se  ne accorgono.

Del resto senza un progetto, quando le alleanze sono solo frutto di convenienze personali, alla prima occasione c’è il “libera tutti”, ognun per sé e chi se ne frega delle cittadine e dei cittadini. Il sindaco è il primo responsabile dell’abbandono della città e la maggioranza pare aver coniato nei fatti un nuovo slogan elettorale: “ultimi gli aquilani, prima io!”

Su Collemaggio il Sindaco sfugge ai confronti e perde tempo sui fondi

foto Silvia Santucci

La lettera [qui] che lo scorso 6 agosto la Asl dell’Aquila ha inviato all’amministrazione comunale, con la quale l’azienda conferma l’indisponibilità a concedere l’utilizzo dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio per fini diversi da quelli previsti dalla legge, è l’esplicita conferma di quanto affermiamo da sempre: l’area dell’ex manicomio deve avere una destinazione socio-sanitaria e culturale.

L’amministrazione Biondi voleva deviare i 10 milioni previsti dal Masterplan per il progetto del “Parco della Luna” [qui] verso altro: la Asl le ha semplicemente ricordato che non si può fare. Noi aggiungiamo che non è giusto farlo: l’area di Collemaggio rappresenta una vergogna della città oggi, è un buco nero e buio nel centro storico dell’Aquila, e il Parco della Luna, progetto elaborato e presentato da una ventina di associazioni tempo fa, rappresenta la prima luce in un’area vasta e bellissima, dove oggi persino i lampioni sono spenti.

Da mesi chiediamo la convocazione della Commissione Territorio per discutere di questa area strategica insieme agli attori coinvolti. Sarebbe anche l’occasione di confrontarsi anche sulla possibilità di realizzare lì il nuovo Cotugno, come saggiamente proposto da Preside, studenti e studentesse nei mesi scorsi. Il presidente continua a rinviare la convocazione della Commissione, stante l’indisponibilità continua del sindaco Pierluigi Biondi e del manager Asl Rinaldo Tordera ad essere presenti. Cosa si teme? Perché si rifiuta il confronto sulle carte?

La situazione è grave e necessita di una spinta decisiva: in ballo ci sono milioni di euro, soldi pubblici destinati alla tanto decantata ricostruzione sociale della città, che potrebbero essere persi o spesi altrove se l’amministrazione non sarà in grado di affidare i lavori entro il 2019. Una data non così lontana, considerando che dev’essere ancora indetto il bando per la progettazione, propedeutico al bando europeo per la riqualificazione degli edifici.

Da sempre ci battiamo per la riqualificazione del parco di Collemaggio, e non cederemo neanche di un millimetro di fronte all’inettitudine e all’incompetenza dell’amministrazione.

Comunicato congiunto di Coalizione Sociale L’Aquila e 3e32 / CaseMatte

La maggioranza di Biondi è in crisi e pensa solo a elezioni e poltrone

L’assessora al Bilancio Annalisa Di Stefano e Roberto Jr Silveri

A più di un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi, la maggioranza continua a litigare. Non c’è stato un giorno, nell’ultimo anno, in cui la destra al governo della città abbia lavorato unitariamente per il bene della comunità aquilana.

Mesi e mesi per spartirsi le poltrone lottizzate delle società partecipate, settimane a discutere per le candidature alle elezioni politiche, e poi i litigi per il potere e l’egemonia tra Forza Italia e Lega, i cambi di casacca in Consiglio e le frecciatine continue, neanche tanto velate, a mezzo stampa, così come nelle commissioni. L’ultima patetica pantomima, in ordine di tempo, riguarda il Documento unico di programmazione (Dup), uno strumento che pianifica le attività e i finanziamenti in bilancio per i prossimi tre anni. L’assessora Annalisa Di Stefano l’ha presentato, e poi si sono svolte tre commissioni sull’argomento durante le quali non si è parlato di nulla. Il documento è arrivato in Consiglio lo scorso 23 luglio, ma la maggioranza ha deciso di rinviare il voto, per prendere tempo. Oggi il capogruppo di Forza Italia Roberto Silveri ha chiesto – ottenendolo – un ulteriore rinvio a settembre, dicendo che che il Dup necessita di una “discussione più approfondita” e chiedendo più tempo per un confronto.

La realtà è che siamo già in pre-campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, dove diversi esponenti della maggioranza di Consiglio e Giunta concorrono per l’ennesima poltrona. In tutto questo la città è immobile, e tutte le iniziative intraprese sono in perfetta continuità con la precedente amministrazione. Inoltre, le tante promesse, fatte in Consiglio, alla stampa e sui social, non vengono mantenute. Un esempio su tutti riguarda la riapertura del Parco del Sole, che richiediamo da mesi e che continua a essere rinviata, prima a fine giugno, poi a metà luglio. Mentre la bella stagione scorre inesorabilmente e in città gli spazi pubblici latitano più che mai.

Noi continueremo con l’opposizione dura e costruttiva che ci ha contraddistinto in questi mesi, fuori e dentro il Consiglio comunale. Ma siamo certi che le grane al Sindaco arriveranno anche dalla sua maggioranza, disposta a farsi la guerra per un poco di voti e di potere in più, a discapito della nostra città, che viene ogni giorno offesa e oltraggiata.