Servizi minimi trasporto pubblico locale: bene la risoluzione, ma aspettiamo la modifica della Delibera entro fine consiliatura

È anche grazie alla nostra iniziativa, che ha portato il Consiglio comunale a esprimersi all’unanimità sulla necessità di far rimanere la tratta L’Aquila-Roma un servizio pubblico essenziale, insieme al pressing portato avanti da tempo da sindacati, pendolari e altri Comuni, se la Commissione Territorio della Regione Abruzzo ha approvato ieri una risoluzione che impegna la Giunta in questa direzione.

Certo – e lo diciamo chiaramente – non è il risultato che avremmo voluto: la Delibera di definizione dei servizi minimi del trasporto pubblico locale è infatti passata senza modifiche e quindi escludendo la tratta L’Aquila-Roma dalla contribuzione regionale.

Con l’approvazione della risoluzione si impegna d’altro canto la Giunta a mantenere all’interno del programma di esercizio di TUA le tratte “mancanti di alternative trasportistiche” come la L’Aquila-Roma appunto, nelle more che venga ricalibrata la definizione dei servizi minimi essenziali e modificata di conseguenza la Delibera. Sventata l’ipotesi di affidamento della tratta a Sangritana, ci aspettiamo quindi che l’attuale offerta venga mantenuta e anche migliorata in termini di frequenza delle corse per pendolari e viaggiatori in genere.

I consiglieri regionali hanno insomma quanto meno riconosciuto il principio che le tratte che non dispongono di un’alternativa su rotaia non possono e non devono soggiacere alle logiche commerciali, e la necessità di rimettere mano alla Delibera in questo senso.
Notiamo con molta preoccupazione e disappunto, però, che la risoluzione non prevede un termine entro il quale modificare la definizione dei servizi minimi.

Per questo chiediamo che, considerato che molti comitati di pendolari e parti sociali si sono già espressi, si concludano velocemente le eventuali ulteriori consultazioni per poi passare immediatamente alla modifica della delibera, attraverso un ripensamento generale dei criteri che sottragga definitivamente alcuni collegamenti essenziali a appetiti, rivendicazioni e ricatti da parte dei privati.

Ci aspettiamo che la modifica venga realizzata nel corso di questa consiliatura. Se così non fosse, la risoluzione sarà servita soprattutto a sollevare dalle responsabilità la classe politica che, ad oggi, ha deciso di escludere dai finanziamenti regionali la tratta L’Aquila-Roma e le altre tratte in questione.

Servizi essenziali, la mobilità è un tema prioritario. Le sette proposte sui trasporti

Assessorato dedicato ai servizi pubblici essenziali, adeguate risposte ai cittadini e alle cittadine pendolari in entrata ed uscita ad est e ovest della città, introduzione del biglietto unico per il territorio, confronto inter-istituzionale permanente per il trasporto dedicato agli studenti, audizioni pubbliche per la nomina dei vertici delle aziende partecipate che gestiscono i servizi essenziali e servizio di trasporto collettivo “a chiamata” rafforzato per le frazioni. Sono le proposte della #CoalizioneSociale con Carla Cimoroni sindaca per L’Aquila sul tema della mobilità, considerato prioritario per la coalizione.

I PROBLEMI E LE OCCASIONI MANCATE. La città è esplosa, diffusa su un territorio enorme e scarsamente abitato, gli studenti fuori sede residenti in città sono diminuiti, non c’è “cultura del mezzo pubblico”. Quindi non si investe sulla mobilità pubblica. E così la causa diventa l’effetto, in un circolo vizioso che penalizza il diritto alla mobilità per tutte e tutti, a partire da chi di un mezzo proprio non può disporre per età, condizioni economiche o di salute, e da chi vive nelle frazioni più decentrate.

Emblema noto a tutti della generale “disattenzione”, locale e regionale, alla mobilità pubblica è senz’altro la fermata sulla Statale 80 in zona ovest: affollatissima, priva di pensiline, marciapiedi, biglietteria, parcheggi, lungo una statale di cui contribuisce a congestionare il traffico già al collasso. Un disagio di cui soffrono in particolare le centinaia di pendolari, già costretti a orari duri, che raggiungono Roma e altre località su autobus spesso vecchi, malandati e poco confortevoli.

Anche il sostegno e l’investimento di soldi pubblici a varianti, ponti e cavalcavia risponde alla logica dell’essere ineluttabilmente condannati a muoversi in macchina nella nostra città. Siamo già il capoluogo di provincia che conta il maggior numero di automobili pro capite, un record negativo che incide sulla qualità dell’aria che respiriamo come sulla qualità della nostra vita. Così come paradossale e sintomatico di scarsa attenzione e programmazione da parte della Regione è non aver previsto nel Contratto di Servizio con Trenitalia la messa in esercizio (mezzi e risorse) dell’infrastruttura ferroviaria in fase di ultimazione sul tracciato urbano dell’Aquila.

Su questo panorama sconfortante, si innesta la vicenda dell’Ama che deve confluire in Tua in tempi brevissimi in modo da realizzare le opportune economie di scala e il necessario efficientamento per affrontare le scadenze e le penalità previste dalla normativa nazionale, sempre più orientata verso le privatizzazioni. Noi crediamo che la tendenza al mezzo privato vada totalmente invertita, mettendo il diritto alla mobilità e il trasporto pubblico al centro delle politiche urbane.

LE PROPOSTE. Le nostre proposte sono: l’istituzione di un Assessorato ai servizi pubblici essenziali che metta al centro non la gestione aziendalistica delle partecipate, ma i servizi al territorio e al cittadino e governi, finalmente, in maniera organica l’affidamento del terminal di Collemaggio, la pedonalizzazione del centro storico, la regolazione della sosta, l’intermodalità con la metropolitana di superficie, la mobilità integrata (bike sharing, car sharing, infomobility).

La promozione di un tavolo di confronto tra Regione, Comune, rappresentanti dei lavoratori e degli utenti per rispondere alle esigenze dei lavoratori pendolari in merito a mezzi adeguati, biglietterie e rispetto degli orari e delle fasce di garanzia, tanto più che da tale servizio derivano importanti ricavi che consentono di sostenere anche le tratte meno frequentate e redditizie.

L’introduzione del biglietto unico a tempo come è già stato fatto, con successo, per l’area metropolitana Chieti/Pescara, che aumenterebbe anche in chiave turistica e ricettiva le relazioni della nostra città con il territorio che la circonda;

L’attivazione di un confronto costante con la “città universitaria” (istituzioni e studenti) per modulare l’offerta del trasporto pubblico in relazione alle esigenze di studio, ma anche di svago, e mettere a punto forme incentivanti quali tariffe minime forfettarie per l’intero anno accademico che costituiscano anche un introito fisso per l’azienda di trasporto pubblico.

La realizzazione di una fermata servita, sicura e confortevole in zona ovest, un “mini terminal”, dotato di stalli e di un parcheggio di scambio gestito dal Comune anche con convenzioni con Tua, che favoriscano gli utenti del servizio pubblico e in particolare i pendolari.

Le audizioni pubbliche per la nomina dei vertici delle aziende che gestiscono servizi essenziali, nel corso delle quali cittadini, lavoratori, giornalisti possano porre domande ai candidati per metterne in luce eventuali incompetenze, guai giudiziari e potenziali conflitti d’interesse.

Il rafforzamento del servizio di trasporto collettivo “a chiamata”, con mezzi elettrici, soprattutto per le aree e gli orari a domanda discontinua, pensiline accoglienti in cui siano indicati i tempi di attesa, con l’ausilio di applicazioni già presenti in numerose città.

Tutto questo non potrà prescindere, nel tempo, da un ripensamento profondo della pianificazione urbanistica che dovrà interrompere il processo di dispersione oggi in atto e tendere a una maggiore densità del tessuto urbano.

Per il momento, invece, il Piano regolatore generale (Prg) è nuovamente finito nel cassetto, e di politiche per la mobilità pubblica, anche da parte delle altre coalizioni, neppure l’ombra.