Con i lavoratori AMA. Il nostro Piano del Diritto alla Mobilità Urbana.


La situazione del trasporto pubblico nella nostra città è sotto gli occhi di tutti: scarsa frequenza di bus vetusti con età media di oltre 15 anni, pensiline alle fermate in condizioni scandalose, nessun piano studiato per venire incontro alle reali esigenze della popolazione, informazione quasi nulla. Di conseguenza un servizio per forza di cose poco utilizzato dai cittadini.

E’ evidente che questo argomento non è stato una priorità dell’amministrazione uscente, è uno dei fallimenti più evidenti.

E del resto quando si parla di mobilità, nella città capoluogo di provincia con il più alto numero di automobili pro-capite, si discute quasi esclusivamente di parcheggi e di ponti sulla Mausonia, utile solo a chi lo vuole costruire.
Il discorso va ribaltato radicalmente con politiche che garantiscano il Diritto alla Mobilità. E’ anche una questione di democrazia assicurare che tutti si possano muovere agevolmente a partire dalle fasce della popolazione più svantaggiate: i ragazzi, gli anziani, gli abitanti delle frazioni, gli studenti e gli stranieri. Che tutti possano comodamente far rientro a casa anche nelle tarde ore serali.

I soldi ci sono, soltanto che sono stati utilizzati per un aeroporto oggi di fatto chiuso e con procedimenti giudiziari in corso.

Invece di pensare a utopiche tratte aeree per Milano, la priorità doveva essere garantire spostamenti rapidi ai cittadini delle periferie e delle frazioni, pensiline comode con indicazione in tempo reale dei tempi di attesa per i bus, come succede nella maggioranza delle città.

Certo la Regione dovrà necessariamente aumentare, perché oggettivamente giusto, i contributi dati alla nostra città su questo servizio pubblico. E’ altrettanto certo che la decisione spetta a chi la Regione la governa ovvero il Partito Democratico con il vice presidente aquilano in giunta. Non ci sono scuse, scaricare le responsabilità questa volta non funziona.

Per questo siamo a fianco dei lavoratori dell’Ama in sciopero, che rivendicano la centralità della pubblica mobilità.
Si fa investendo risorse certo, ma anche scegliendo amministratori esperti del settore e non persone buone per ogni ruolo e stagione che hanno dimostrato negli anni solo fallimenti.
Ma si fa soprattutto ascoltando chi i mezzi li usa ogni giorno a cominciare proprio dai lavoratori dell’Ama che conoscono più di tutti i problemi quotidiani e le possibili soluzioni. Per questa ragione ci farebbe piacere in questi giorni organizzare un confronto con loro e la nostra candidata sindaca Carla Cimoroni.

Confrontiamoci con quei gruppi di cittadini che in questi anni si sono occupati dell’argomento con valide proposte e con i saperi dell’Università e del GSSI che studiano sull’argomento per progettare insieme il Piano del Diritto alla Mobilità Urbana partendo con interventi che possano da subito garantire migliorie dei servizi.

E’ ora di rompere il tabù che nella nostra città ci si possa muovere solo in macchina. E’ possibile, è solo una questione di scelte politiche.

E’ vitale per la nostra qualità della vita e per rendere appetibile il nostro territorio per chi ci vuole venire a studiare.
L’adolescente che abita in una frazione e frequenta un istituto superiore o la signora che abita nel progetto Case a Est e deve andare all’ospedale oggi impiegano anche un’ora e mezzo, con vari cambi di bus, per raggiungere la loro meta.
Il nostro indirizzo politico è semplice: la loro sveglia potrà suonare un’ora più tardi.

Solo se va in questa direzione la fusione AMA-TUA sarà un fatto positivo.

[fbcomments width="100%" count="off" num="3" countmsg="wonderful comments!"]