Distribuzione viveri e criteri buoni spesa vergognosi, come sempre sulla pelle degli ultimi

La mancanza di rispetto e di qualsiasi scrupolo con cui il governo cittadino, Sindaco in testa, sta cavalcando la crisi sociale ed economica conseguente all’emergenza Covid è semplicemente vergognosa. L’inseguimento del consenso politico attraverso misure discriminatorie è addirittura criminale.

È da primo giorno di questa crisi che le tante piccole e grandi realtà di volontariato del nostro territorio si adoperano per andare incontro alle esigenze delle persone più fragili. Sono le realtà che da sempre si confrontano col disagio e che da sempre sono in contatto con i Servizi sociali del Comune come della ASL per offrire sostegno e spesso anche per risolvere tempestivamente situazioni di grave privazione.

Queste realtà non solo non si sono mai fermate, modificando ovviamente le modalità per assicurare sostegno e garantire la sicurezza di operatori e utenti dei servizi, ma hanno visto drammaticamente aumentare la domanda.

Sia il Governo nazionale che regionale hanno riconosciuto tali interventi come indispensabili ancor più in questo momento che vede aumentare il disagio per le persone che già soffrono la marginalità: parliamo del mondo della salute mentale, dei disabili, dei bambini, delle donne vittime di violenza domestica, dei poveri di sempre a cui si sommano le nuove fragilità legate alla perdita di lavori precari e saltuari, già poco retribuiti e non tutelati, che non riescono già dai primi giorni di questa crisi ad acquistare nemmeno i beni di prima necessità. Si tratta spesso di cittadine e cittadini stranieri da cui la nostra società esige i lavori più umili.

Da subito abbiamo richiesto all’Amministrazione che queste attività di sostegno venissero riconosciute e organizzate nell’ambito di un tavolo di coordinamento pubblico per valorizzare al meglio tutte le risorse disponibili sul territorio e rafforzare la rete degli interventi a domicilio, cruciali in ragione della particolare emergenza che stiamo vivendo. Un coordinamento sollecitato ultimamente anche dalla Circolare della Direzione generale per la lotta alla povertà del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Oggi ci ritroviamo con un Sindaco che in veste istituzionale sponsorizza la legittima, ci mancherebbe, iniziativa di un’associazione solo perchè vicina politicamente, in assenza di qualsiasi atto che ratifichi una collaborazione con il Comune e soprattutto in spregio di tutte quelle realtà che da anni si adoperano per le varie fragilità del nostro territorio.

Di questa “sponsorizzazione” chiediamo al Sindaco di riferire in Consiglio comunale che riteniamo debba tornare a riunirsi subito con tutte le cautele che la situazione impone.

Nel frattempo l’Assessore alle Politiche sociali prova a riprendersi la scena annunciando finalmente un’intesa con il Centro Servizi Volontariato che dovrebbe, ma attendiamo di leggere la delibera, occuparsi di coordinare le varie realtà già operative.

E soprattutto finalmente escono i criteri con cui si pensa di assegnare i 368.000 euro messi a disposizione dal Governo, criteri basati sulla residenza in città e, per i cittadini stranieri, sui permessi di soggiorno di lunga durata. Criteri dunque escludenti proprio delle fasce che più patiscono questa crisi e in contrasto non solo con il dovere etico di non lasciare indietro nessuno, ma persino con le norme nazionali, come stanno già denunciando tante realtà che si occupano di persone straniere e migranti.

Per questo crediamo che la Giunta farebbe bene a ritirare immediatamente l’atto, definendo criteri basati sul domicilio che rispondano alla realtà del nostro territorio anche per scongiurare crisi sociali. Basterebbe stare a sentire le tante e i tanti che si occupano da sempre di marginalità, invece di pensare a fare propaganda.

Una gestione vergognosa di una crisi reale che si sta consumando, ancora una volta, sulla pelle degli ultimi.