CARLA CIMORONI E ANNA LUCIA BONANNI SI AVVICENDANO IN CONSIGLIO COMUNALE

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane nella sede comunale di Villa Gioia, la Coalizione sociale dell’Aquila ha ufficializzato l’avvicendamento in consiglio comunale tra Carla Cimoroni, consigliera dal 2017, e Anna Lucia Bonanni. Quest’ultima è la prima delle non elette della coalizione civica arrivata terza alle elezioni amministrative di 4 anni fa, ottenendo il 6,3% dei voti grazie al supporto di tre liste.

L’avvicendamento in consiglio comunale è stato deciso tempo fa dalla Coalizione sociale: “Esco dal consiglio dopo 4 anni duri ma molto stimolanti – ha affermato Carla Cimoroni – lo faccio innanzitutto per motivi lavorativi, che da quando la mia sede è diventata Teramo non mi permettono più di seguire i lavori consiliari con la dovuta dedizione, e poi anche perché una delle caratteristiche del nostro gruppo, direi purtroppo rara in città e nella politica, è l’assenza di personalismi. Siamo tra i 32 rappresentanti della città, non di noi stessi. Per questo non cambia molto, i valori, le battaglie e la condivisione delle azioni rimarranno identiche”.

Le battaglie vinte e quelle da vincere

Nel corso dell’incontro con la stampa Cimoroni e Bonanni hanno richiamato le azioni che più hanno contraddistinto l’azione della Coalizione Sociale in questi anni, a cominciare da una delle più recenti, quella vittoriosa contro la realizzazione di nuovi centri commerciali

Da portare avanti, a maggior ragione dopo l’emergenza sanitaria, la rivendicazione per la tratta L’Aquila-Roma che deve tornare ad essere un servizio essenziale da sostenere con contributi pubblici: “Una battaglia che ci ha già visto per strada e in cui continueremo ad essere a fianco di pendolari, studenti, cittadine e cittadini in genere che credono che questo collegamento così vitale non debba rispondere a logiche di profitto, ma fornire invece garanzie di continuità ed equità di accesso”, ha evidenziato Carla Cimoroni.

“Siamo stati a fianco degli ultimi – ha continuato la consigliera comunale – dall’istituzione dell’anagrafe per le persone senza dimora alle sollecitazioni dei contributi per le famiglie in difficoltà estrema fino alla vergognosa vicenda della primavera 2020 dei buoni spesa che la Giunta aveva stabilito di assegnare con criteri discriminatori, come le sentenze hanno poi riconosciuto”.

Stessi criteri, del resto, utilizzati nell’assegnazione degli alloggi Case e Map, di cui la Coalizione Sociale ha sempre richiesto la revisione, fino a settembre scorso con la clamorosa ordinanza del Tribunale dell’Aquila che sanciva la condotta discriminatoria del Comune.

E ancora, negli anni sono state proposte iniziative volte a limitare gli orari di funzionamento di slot e videolotterie: la maggioranza ipocrita le ha respinte appellandosi alla successiva redazione di un regolamento organico che però non è mai arrivato in commissione. Un vero peccato, per una vicenda che descrive simbolicamente il lassismo e la sciatteria politica dell’amministrazione Biondi.

È stata approvata, invece, la proposta del gruppo per regolamentare gestione e utilizzo degli spazi culturali, iniziativa che ha visto una inevitabile battuta d’arresto con le dolorose chiusure imposte dall’emergenza sanitaria, “ma di cui torneremo a chiedere conto”, ha sottolineato Anna Lucia Bonanni.

La Coalizione Sociale ha denunciato in più occasioni il metodo spartitorio, quando non addirittura familistico, nelle nomine degli amministratori delle società partecipate e persino degli enti culturali: all’opposto abbiamo sempre chiesto trasparenza, praticandola come quando abbiamo pubblicato noi, al posto dell’amministrazione inadempiente, i curriculum delle candidate e dei candidati ai vertici degli enti partecipati del Comune dell’Aquila, per consentire a cittadine e cittadini di farsi un’idea delle motivazioni delle nomine”.

In tema di pianificazione del territorio, proprio ad inizio consiliatura, è stato ottenuto di evitare i danni della sciagurata legge regionale 40/2017, che avrebbe reso abitabili garage, scantinati e sottotetti; sul tema delle “casette” è stata incalzata più volte l’amministrazione che ha però ha scelto, per questo come per altri argomenti complessi e di problematico consenso, la strada della vile inerzia.

“Continueremo a chiedere la razionalizzazione dello sconfinato patrimonio abitativo pubblico ereditato dalla gestione emergenziale del post sisma con l’abbattimento dei manufatti provvisori, di quelli pericolanti e/o non rispettosi del territorio e il riuso dei rimanenti attraverso politiche attrattive ed inclusive che riducano l’uso di suolo e il consumo di risorse”, ha commentato Bonanni.

“Siamo e saremo sempre con la rete delle realtà antifasciste – ha aggiunto la neo consigliera comunale – continuando a proporre iniziative come la mozione contro la concessione di locali, spazi o suolo pubblico, né di contributi o patrocini ad associazioni, gruppi, organizzazioni politiche e sociali che manifestino e professino idee e comportamenti razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi. Mozione che abbiamo già presentato e che ovviamente è stata bocciata dalla destra al governo della città”.

Si continuerà, inoltre, a chiedere e vigilare affinché il richiamo alla memoria su cui fondare le iniziative di programmazione e sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio, non rappresenti un facile slogan, ma costituisca sempre uno stimolo alla lotta per la verità e la giustizia, un impulso al dubbio e alla critica dura e costruttiva, un monito per il futuro. A tal proposito è stato intenso il ricordo di Antonietta Centofanti, che della Coalizione Sociale era uno dei cuori pulsanti, da parte di Cimoroni e Bonanni.

A servizio della collettività

L’azione politica è stata portata avanti in continuità con i movimenti sociali e civici del post-sisma aquilano, in un lavoro teso al cambiamento politico, sociale e culturale della comunità avviato ormai 12 anni, e tuttora in corso. L’obiettivo, come sempre, è il miglioramento delle condizioni e della qualità della vita per i cittadini e le cittadine, l’eliminazione delle disuguaglianze sociali, la crescita della città oltre la ricostruzione, soprattutto in questi mesi estremamente difficili caratterizzati dalla pandemia.

Principi che guideranno anche l’azione in Consiglio di Anna Lucia Bonanni: “Come ha affermato Carla, non siamo in consiglio per rappresentare noi stesse né i nostri interessi – ha evidenziato – ma per portare avanti la nostra idea di città, equa, aperta, solidale, bella. Il miglioramento della qualità della vita, oggi tutt’altro che ottimale, sarà centrale anche nelle iniziative che immaginiamo e metteremo in pratica nei prossimi mesi. Il nostro è un percorso che, in tante e diverse forme, è nato tempo fa e porteremo avanti oltre questa consiliatura, fuori e dentro le stanze decisionali”.

“In particolare, nella mia veste di rappresentante istituzionale di Coalizione sociale presenterò questo gruppo all’interno di un percorso che stiamo avviando insieme ad altre realtà dell’attivismo civico e di cui a breve realizzeremo la prima iniziativa pubblica, mercoledì 19 maggio alle ore 18 al parco del Castello. Il nome, Primavera aquilana, richiama il nostro desiderio di dare vita a un percorso di cambiamento e di riscatto, di apertura e passione, d’inversione di rotta rispetto a quanto espresso finora da questa amministrazione”.

Docente di lettere al liceo “Cotugno” dell’Aquila, Anna Lucia Bonanni è da sempre impegnata nel sociale. È stata infatti per anni responsabile nel capoluogo della Lav (Lega antivivisezione) e protagonista della straordinaria stagione di partecipazione e mobilitazioni della cittadinanza nei primi anni del post-sisma, proseguita poi in un impegno nella battaglia per la ricostruzione delle scuole, dopo 12 anni al palo. Porta la sua esperienza a servizio della Coalizione Sociale, dei singoli e delle organizzazioni che essa esprime, anche forte già di una passata esperienza come consigliera comunale, a fine degli anni ‘90.

Le donne e gli uomini della Coalizione Sociale ringraziano Carla Cimoroni per le battaglie intraprese in questi anni, per la determinazione e la puntualità delle azioni e per una consiliatura totalmente a servizio della collettività. Consapevoli che ogni ruolo, istituzionale o meno, è “parte del tutto”, di un percorso vivo e collettivo.

Tutti e tutte in Consiglio per dire NO all’ennesimo centro commerciale!

Giovedì prossimo 18 giugno alle 10 saremo in Consiglio a Villa Gioia per dire NO all’ennesimo centro commerciale che dovrebbe sorgere in località Centi Colella.

Invece di preoccuparsi di portare a termine i lavori del cosiddetto PalaJapan, opera pubblica incompiuta e abbandonata proprio da quelle parti, l’Amministrazione pensa ad autorizzare un nuovo parco commerciale in zona ovest già abbondantemente servita da strutture simili.

Denunciamo da tempo che, alla base di questi progetti, non esiste alcuna programmazione e pianificazione delle attività commerciali, nessun indirizzo su come dovrebbero essere suddivise tra strutture piccole, medie e grandi in ragione della distribuzione della popolazione attuale e futura, nessuna visione complessiva sulla riqualificazione del territorio, con buona pace della sbandierata rivitalizzazione dei centri storici e dei luoghi della socialità.

È solo la resa all’urbanistica contrattata, nell’interesse privato di pochi, senza alcun riguardo per l’ulteriore cementificazione, la sofferenza dei mercati e del piccolo commercio, la mancanza di alternative alla “passeggiata” al centro commerciale per le ragazze e i ragazzi di questa città.

Del resto anche il Piano regolatore generale (Prg) – ormai è evidente – è rimasto chiuso in un cassetto.

La proposta del nuovo centro commerciale è passata mesi fa in Commissione con molte perplessità anche della maggioranza e viene il sospetto che si voglia approfittare dell’attuale modalità “a distanza” dei Consigli comunali per sopire i malumori e limitare il dibattito e le proteste. Anche per questo giovedì saremo presenti a Villa Gioia.

Invitiamo associazioni, cittadine e cittadini che vogliono opporsi a questo scempio a manifestare la propria contrarietà presenziando all’esterno dell’aula, nel rispetto delle regole imposte dall’emergenza sanitaria.

Contro l’isolamento dell’Aquila è necessaria una mobilitazione

L’Amministrazione del capoluogo si mobiliti con la città contro la scelta “scellerata” – la definizione è della stessa assessora Carla Mannetti – di tagliare e accorpare le corse della tratta L’Aquila-Roma! Altro che chiacchiere!

Ricordiamo che a giugno 2018, su iniziativa della Coalizione Sociale, il Consiglio comunale unito chiese alla Regione, allora governata dal centrosinistra di far rimanere la tratta L’Aquila-Roma un servizio essenziale e per questo finanziato dai contributi regionali.

Che fine ha fatto quella risoluzione, ora che ad amministrare la Regione e TUA c’è la destra come in Comune? E ancora, che fine ha fatto quella risoluzione, ora che in Regione, tra maggioranza e opposizione, c’è una rappresentanza aquilana come non c’era da anni?
Una domanda retorica, evidentemente.

La tratta è diventata commerciale e dal 10 febbraio si procederà ad abolire e accorpare 14 corse con conseguenze gravi sulla vita di tante cittadine e cittadini, pendolari e studenti in primis.

Insomma, come previsto, “razionalizzare” vuol dire solo far prevalere logiche di profitto che favoriscono solo i gestori privati, quando invece un collegamento vitale per l’intera nostra città che ha relazioni storiche con la Capitale, privo di un’alternativa su rotaia, dovrebbe rispondere prima di tutto a logiche di garanzia, universalità ed equità di accesso e fruizione da parte della popolazione.

Non eravamo tutti d’accordo, da anni, sul fatto che una delle direttrici per lo sviluppo del territorio fosse proprio il collegamento con la Capitale?

Noi crediamo ancora, a prescindere da chi governa, che sia una battaglia giusta per la città quella di mantenere in atto tutte le corse della L’Aquila-Roma, secondo la logica del servizio essenziale e per questo incomprimibile.

Per questo siamo a fianco dei pendolari e di chiunque vorrà mobilitarsi in questo senso. Chiediamo a tutti i rappresentanti della città, comprese le organizzazioni sindacali e di categoria, di fare altrettanto. Chiediamo che le per ora timide prese di posizione di alcuni esponenti della maggioranza cittadina si traducano in opposizione forte e concreta a una scelta “scellerata”.

BIONDI, ABBANDONATO DALLA LEGA, HA UNA NUOVA MAGGIORANZA CON DI BENEDETTO

Oggi è arrivato in Consiglio comunale l’atto più politico dell’anno, il bilancio di previsione, quello che sancisce le priorità su cui l’Amministrazione intende intervenire, mettendoci i soldi insomma.

È stata l’occasione per sancire, presenze alla mano, che il Sindaco non ha praticamente più i numeri per governare vista l’assenza di tutti gli assessori e consiglieri della Lega, forza determinante per la vittoria del sindaco e per la tenuta della maggioranza, e del consigliere Silveri, in rotta da tempo.

Di fatto la Lega ha tolto il sostegno al sindaco Biondi in occasione dell’atto più importante che ogni anno approda in Consiglio, il bilancio di previsione.

A salvare dall’impaccio politico Biondi ci hanno pensato i cinque consiglieri del gruppo del Passo possibile, con il leader Americo Di Benedetto, che restando in aula hanno garantito il necessario numero legale per l’avvio dei lavori sostituendo politicamente e nei numeri la Lega. Con tanto di applausi dai banchi della destra!

Un accordo politico vero e proprio quelle tra Biondi e Di Benedetto, di cui saremmo curiosi di conoscere le contropartite a livello locale e regionale, che, al di là delle chiacchiere, di fatto determina un cambio negli assetti della maggioranza che sostiene il sindaco.

E certo non basta la retorica della “responsabilità istituzionale”, del “bene per la città” profusa a piene mani dal sindaco e dal consigliere Di Benedetto: rendano espliciti piuttosto i termini del loro accordo politico, perché di questo, e solo di questo, si tratta.

Crediamo sia dovuto prima di tutto alle cittadine e ai cittadini che li hanno votati. Quello che è davvero inammissibile è che un cambio di maggioranza venga fatto nell’ombra senza spiegare alla città cosa sta succedendo, le motivazioni e gli obiettivi.

Altro che politiche culturali: Biondi usa il decennale a fini politici

“Non ce li voglio a L’Aquila!” ha detto Biondi con piglio muscolare al raduno romano del suo partito, con l’obiettivo di accreditarsi sempre di più a livello nazionale per la propria carriera politica. Si riferiva, come noto, a Saviano e Zerocalcare, a cui va tutta la nostra complice stima e solidarietà, e alla loro presenza al (fu? futuro?) Festival degli Incontri.

La faccenda stavolta ha avuto notevole risalto, sia per la notorietà dei personaggi sia per la posta in gioco (700.000 €), ma il Sindaco non è affatto nuovo a ingerenze di questo tipo e all’utilizzo della cultura – e dei cospicui fondi di cui il Comune dispone – al fine unico di acquisire consenso personale e rafforzare relazioni utili alla propria scalata politica.

Sono mesi che denunciamo questi atteggiamenti: come catalogare, infatti, il “comunicato di elogio” di febbraio sottoscritto dai rappresentanti di alcune istituzioni e associazioni culturali se non come una pesantissima operazione di pressione da parte del Sindaco al momento della cacciata dell’ex assessora alla cultura?

Il risultato? Spazi chiusi, in attesa di manutenzione o di (ri)costruzione, un regolamento per il riconoscimento di contributi che avrebbe bisogno di una revisione e pure attuato con colpevole ritardo, e soprattutto la totale assenza di una strategia complessiva che favorisca le imprese culturali meritevoli e lo sviluppo sociale del territorio.

Da tempo denunciamo che l’impegno del Sindaco-Assessore alla Cultura è tutto concentrato ad utilizzare la succosa torta dei fondi Restart – 13,2 milioni di euro in 5 anni – a fare del centro storico solo un estemporaneo eventificio, palcoscenico della retorica della “città tornata a volare”, con buona pace di un territorio devastato in nome dell’emergenza post sisma e delle scuole mai ricostruite.

Abbiamo più volte chiesto che i fondi Restart, invece, siano impiegati soprattutto per favorire e implementare la solidità delle imprese culturali, attraverso servizi e risorse messi a disposizione degli operatori (spazi, strumenti, risorse umane, formazione, ecc.) per creare sinergie, economie di scala, opportunità.

La “politica dell’eventificio” ha visto l’apice nella gestione del bando del decennale con cui sono stati finanziati una serie di eventi grandi e piccoli, messi insieme senza un filo conduttore, ma utili a conseguire facile consenso e a distribuire prebende a piacimento. Si sarà senz’altro seguito un criterio di “pluralismo” e “bilanciamento” nella ripartizione di 416.000 € tra ANCE, piccole iniziative locali e una gara podistica organizzata da una società romana per 48.000 €: dal bilanciamento sono rimasti fuori, come noto, progetti strettamente attinenti al sisma e alla memoria, come SismAq (archivio multimediale del post-terremoto) e Dècade (spettacolo itinerante sul sisma, nel centro città), ma non l’iniziativa proposta da Magna Carta, la fondazione del senatore Quagliariello, eletto nelle fila del centrodestra nella circoscrizione Abruzzo, ospite d’onore pure alla Festa della montagna, a cui ha dato una “grande mano”, giusto mentre era di passaggio a L’Aquila per presentare con Toti un nuovo partito di centrodestra.

Sulla faccenda del Festival della montagna, esperienza virtuosa ridotta a una sagra nostalgica si è già visto il risultato. Del resto da chi fa comizi sotto al Parlamento circondato da saluti romani ci si può aspettare di tutto ma non certo il rispetto della libertà delle scelte culturali e del diritto di critica: questione di indole.

Per le iniziative legate al decennale si è partiti tardi, anzi tardissimo e, circa un anno fa, abbiamo denunciato anche questo. Invece di recuperare tempo e lavorare a testa bassa, il Sindaco ha preferito la politica degli annunci: Comitato di garanti, Manifesto partecipato e condiviso, Organismo di consultazione. Ovviamente non è stato fatto niente di tutto questo.
D’intesa con il MIBAC, il Comune ha costituito e nominato il solo Comitato operativo, coordinato da Giampiero Marchesi, ex responsabile della Struttura tecnica di missione presso Palazzo Chigi, e formato dalla Presidente del TSA, dalla Direttrice del Polo museale, dalla Rettrice dell’Università, nonché da un dipendente comunale designato dal Sindaco.
Il Comitato operativo era preposto al coordinamento di tutti i progetti previsti per il decennale, alla verifica della fattibilità, al monitoraggio dell’attuazione: operativo, insomma, come dice il nome.

Come risulta dai verbali che abbiamo acquisito e che mettiamo a disposizione qui in modo che tutti possano farsi un’idea di eventuali negligenze o responsabilità, il comitato operativo si è riunito in tutto tre volte, a distanza di due mesi l’una dall’altra. Come possa essere operativa una modalità di questo tipo ci sfugge, soprattutto quando da parte di tutti i componenti era stato riconosciuto un notevole ritardo nell’organizzazione.

Molte iniziative, tra l’altro, sono rimaste solo annunci e il Festival degli Incontri è l’esempio più eclatante.

D’altro canto, non c’è stata nessuna discussione e confronto sulla portata simbolica e strategica di questo appuntamento, nessuna riflessione sull’identità di un luogo e delle persone che lo abitano, a seguito di un disastro, né sulla responsabilità verso le generazioni future. L’Amministrazione, che avrebbe dovuto dare stimolo e indirizzo in tal senso, ha ridotto il decennale a un “cartellone” di eventi slegati: lo riteniamo vergognoso e offensivo per la città.

Ma del resto cosa aspettarsi se persino dal sito del Comune dedicato a L’Aquila 2019 è scomparsa la parola “memoria”?

E già perché la “memoria” implica la necessità di aprirsi al confronto anche aspro tra posizioni a volte conflittuali. Perché la memoria vuol dire richiamare il passato che ha la forza di interrogare ancora il presente, mettendolo in discussione, chiamando in causa le responsabilità per preservare e costruire il futuro.

Crediamo che i più efficaci antidoti ai tentativi di censura o di rimozione da parte di chi ha paura del confronto e del conflitto che la memoria comporta, siano la cultura e la conoscenza collettiva: ci si apra al confronto con il territorio per dare un senso all’esperienza dolorosa del sisma e alla consapevolezza acquisita in termini di prevenzione e sicurezza, perché “fare decennale” oggi e sempre voglia dire soprattutto per tutto il Paese “Mai più come a L’Aquila”.

E’ la responsabilità che la storia ha assegnato al nostro territorio.

Scrutatori di seggio: si faccia sorteggio pubblico e trasparente, no alla lottizzazione tra consiglieri comunali

Torniamo a chiedere che la scelta degli scrutatori per le prossime elezioni sia pubblica e trasparente.

C’è tempo fino a venerdì prossimo 30 novembre per fare domanda di inserimento nell’Albo comunale delle persone idonee all’Ufficio di scrutatore di seggio elettorale. Come rendo noto l’Avviso a firma dell’Assessora Monica Petrella pubblicato sul sito del Comune, uno schema di domanda è compilabile direttamente presso l’Ufficio Elettorale, dove si può sottoscrivere e presentare personalmente l’istanza, in alternativa all’invio via pec o tramite raccomandata.

Con una mozione presentata a inizio ottobre abbiamo chiesto che tale Albo sia reso pubblico e soprattutto che gli scrutatori di seggio, in occasione di ogni tornata elettorale e a partire dalla prossima, vengano individuati attraverso un sorteggio pubblico, escludendo chi ha ricoperto l’incarico nella consultazione precedente. Crediamo infatti opportuno garantire trasparenza, imparzialità e avvicendamento nella selezione dei cittadini cui affidare il delicato incarico di scrutatore che prevede anche una piccola retribuzione economica.

La normativa nazionale prevede, infatti, che, tra il 25° e 20° giorno antecedente le elezioni, la Commissione elettorale comunale individui gli scrutatori secondo criteri e modalità che rimangono però totalmente discrezionali.

Si è così ingenerata la diffusa prassi, a cui non abbiamo aderito, che ciascun consigliere comunale indichi un certo numero di scrutatori tra coloro che risultano iscritti all’Albo, una prassi che solleva quantomeno perplessità. È evidente che così vengono esclusi a priori i tanti che non conoscono qualcuno che possa intercedere per loro, come pure che tale abitudine finisca per creare aspettative, piccole clientele e persino sospetti sulle procedure di spoglio.

Torniamo a chiedere al presidente Tinari di porre la mozione che abbiamo presentato all’ordine del giorno della prossima seduta, all’Assessora Petrella di appoggiare questa iniziativa e a tutte le forze presenti in Consiglio comunale di esprimersi favorevolmente.

Bertolaso all’Aquila è stato vile, pretestuoso e offensivo

Troviamo le parole di Guido Bertolaso sul memoriale del sisma, pronunciate in occasione della visita ieri all’Aquila nel corso di un evento intitolato proprio “Il rispetto e la memoria” presuntuose, vili e offensive per la città intera. Un incontro a cui era presente anche il Sindaco che non ci risulta si sia dissociato dalle dichiarazioni dell’ex capo della Protezione Civile.

Che la memoria riguardi solo le vittime e le loro famiglie è quanto di più riduttivo e meschino si possa insinuare per una popolazione che ha sofferto insieme alle famiglie delle vittime la morte e lo spaesamento e che nell’elaborazione di quanto è accaduto può e deve trovare motivo di costruire un futuro migliore per le figlie e i figli di questo territorio.

Il memoriale del sisma non è un “monumento” alle vittime, ma un luogo in cui chiunque, aquilano ma anche visitatore, possa esercitare il diritto-dovere alla memoria che ha lo scopo di generare dubbi, interrogativi e riflessioni su cosa è stato il prima, il durante e il dopo il 6 aprile 2009 per far crescere cittadine e cittadini migliori, più consapevoli della fragilità del nostro territorio e della possibilità di conviverci.

Spesso si è detto che dalla nostra tragedia può e deve nascere l’opportunità per il nostro territorio di ricostruire scuole e case migliori, più sicure e confortevoli. Ma non potremo mai pensare che sia un’opportunità se non servirà a fare in modo che simili tragedie non accadano mai più né qui né altrove. Questo è il senso più alto della memoria di tutte le tragedie che possono essere evitate: delle alluvioni, dei terremoti come delle guerre.

Contrapporre, dopo 10 anni, la realizzazione del memoriale alla ricostruzione degli edifici per ridimensionarne la priorità è vigliacco, irrispettoso e culturalmente inaccettabile. Vuol dire non aver capito che il memoriale è Casa della città in quanto luogo identitario, è Scuola in quanto occasione di riflessione anche per chi non c’era, è Futuro in quanto monito a fare in modo che non accada mai più.

Coalizione Sociale dà la sveglia alla Giunta sul contributo una tantum !

Oggi è stata discussa in Consiglio comunale la nostra interrogazione, che sollecitava la Giunta ad adempiere alla deliberazione che regola il contributo una tantum alle famiglie in difficoltà estrema, emanando il relativo avviso. L’interrogazione era stata presentata ai primi di giugno e giusto una settimana dopo l’Amministrazione ha finalmente iniziato a dare corso alle relative procedure.

Insomma dopo mesi di immobilismo, giusto giusto dopo aver ricevuto la nostra interrogazione e prima di rispondere in Consiglio, gli uffici comunali finalmente danno seguito a quanto deliberato, approvando l’avviso per cui a giorni – dice l’Assessore – sarà possibile presentare le domande. Su questo continueremo chiaramente a vigilare con attenzione.
Anche perché nei confronti dell’ una tantum in città persiste una domanda forte, tanto più che viene atteso da famiglie indigenti (meno di 6mila euro di Isee) che non possono accedere alla misura del REI.
A forza di incalzare la maggioranza, la maggioranza lentamente “si smucchia”. Resta purtroppo inquietante però il fatto che questa amministrazione disattenda sistematicamente ai bisogni e alle scadenze sentite come impellenti dalla cittadinanza.

Una situazione simile sta accadendo per il bando per la prosecuzione del Progetto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel Comune dell’Aquila.

Un mese fa abbiamo chiesto, insieme a tutte le consigliere e i consiglieri di opposizione e alla consigliera straniera Edlira Banushaj, la convocazione urgente della Commissione Politiche Sociali sulla prosecuzione del Progetto in scadenza al 30 giugno dopo ben tre proroghe tecniche, nelle more di un bando mai emanato, e in attesa della liquidazione delle attività dell’anno precedente.

Nonostante le nostre sollecitazioni al rispetto dei tempi previsti dal Regolamento del Consiglio per la convocazione della Commissione – 10 giorni dalla richiesta – la riunione è stata fissata solo al 10 luglio.
Il tempo di sistemare le cose anche qui, evidentemente. Si sta procedendo infatti al saldo delle attività e all’ennesima proroga del progetto, intanto che viene definito il bando di gara, come prevede la norma. Di tutti questi ritardi chiederemo conto in occasione della Commissione così come chiederemo anche di capire in che modo la Giunta intenda dare seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, volto ad avviare un Progetto Sprar per minori nel territorio comunale.

La Giunta non rispetta gli impegni per scongiurare lo ‘scippo’ della tratta L’Aquila-Roma come servizio pubblico essenziale

Nel Consiglio straordinario di 15 giorni fa, su nostra iniziativa, è stato approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta Comunale ad attivarsi presso la Regione per scongiurare l’esclusione della tratta autobus Roma -L Aquila dalla definizione dei servizi minimi del trasporto pubblico locale.

Ad oggi, però, la Giunta non si è mossa, diversamente da sindacati e comitati dei pendolari che sono stati auditi su richiesta presso la competente commissione regionale. La Giunta sta dimostrando nei fatti disinteresse per la questione, a dispetto dei proclami sugli “scippi” ai danni del nostro territorio, oltre che una grave mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio e del suo Regolamento, non dando attuazione a una precisa indicazione. E sì che i tempi per affrontare la questione – è noto – sono strettissimi!

Si tratta di un partita vitale per il nostro territorio legato alla Capitale da relazioni storiche, sia perché non esiste alternativa su rotaia al collegamento sia perché in centinaia si muovono quotidianamente da e verso Roma per ragioni di lavoro e di studio. Non solo, crediamo che questo collegamento sia da preservare e incrementare proprio in chiave attrattiva di investimenti economici, ma anche di scelte di vita o di studio verso la nostra città.

Pensavamo del resto che si trattasse di una visione condivisa visto che fino a un anno fa si faceva un gran parlare della realizzazione di una tratta ferroviaria, mentre oggi si tagliano addirittura le corse dei bus! Qual è la logica?
Possibile che debba arrivare da un consigliere regionale di centrodestra l’esortazione ad ascoltare il Sindaco dell’Aquila in Commissione territorio? È una questione tra partiti o nell’interesse superiore del nostro territorio?
La Giunta si attivi immediatamente per attuare la volontà espressa dal Consiglio all’unanimità portando avanti le ragioni della città presso la Regione su questa fondamentale vicenda.