CARLA CIMORONI E ANNA LUCIA BONANNI SI AVVICENDANO IN CONSIGLIO COMUNALE

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane nella sede comunale di Villa Gioia, la Coalizione sociale dell’Aquila ha ufficializzato l’avvicendamento in consiglio comunale tra Carla Cimoroni, consigliera dal 2017, e Anna Lucia Bonanni. Quest’ultima è la prima delle non elette della coalizione civica arrivata terza alle elezioni amministrative di 4 anni fa, ottenendo il 6,3% dei voti grazie al supporto di tre liste.

L’avvicendamento in consiglio comunale è stato deciso tempo fa dalla Coalizione sociale: “Esco dal consiglio dopo 4 anni duri ma molto stimolanti – ha affermato Carla Cimoroni – lo faccio innanzitutto per motivi lavorativi, che da quando la mia sede è diventata Teramo non mi permettono più di seguire i lavori consiliari con la dovuta dedizione, e poi anche perché una delle caratteristiche del nostro gruppo, direi purtroppo rara in città e nella politica, è l’assenza di personalismi. Siamo tra i 32 rappresentanti della città, non di noi stessi. Per questo non cambia molto, i valori, le battaglie e la condivisione delle azioni rimarranno identiche”.

Le battaglie vinte e quelle da vincere

Nel corso dell’incontro con la stampa Cimoroni e Bonanni hanno richiamato le azioni che più hanno contraddistinto l’azione della Coalizione Sociale in questi anni, a cominciare da una delle più recenti, quella vittoriosa contro la realizzazione di nuovi centri commerciali

Da portare avanti, a maggior ragione dopo l’emergenza sanitaria, la rivendicazione per la tratta L’Aquila-Roma che deve tornare ad essere un servizio essenziale da sostenere con contributi pubblici: “Una battaglia che ci ha già visto per strada e in cui continueremo ad essere a fianco di pendolari, studenti, cittadine e cittadini in genere che credono che questo collegamento così vitale non debba rispondere a logiche di profitto, ma fornire invece garanzie di continuità ed equità di accesso”, ha evidenziato Carla Cimoroni.

“Siamo stati a fianco degli ultimi – ha continuato la consigliera comunale – dall’istituzione dell’anagrafe per le persone senza dimora alle sollecitazioni dei contributi per le famiglie in difficoltà estrema fino alla vergognosa vicenda della primavera 2020 dei buoni spesa che la Giunta aveva stabilito di assegnare con criteri discriminatori, come le sentenze hanno poi riconosciuto”.

Stessi criteri, del resto, utilizzati nell’assegnazione degli alloggi Case e Map, di cui la Coalizione Sociale ha sempre richiesto la revisione, fino a settembre scorso con la clamorosa ordinanza del Tribunale dell’Aquila che sanciva la condotta discriminatoria del Comune.

E ancora, negli anni sono state proposte iniziative volte a limitare gli orari di funzionamento di slot e videolotterie: la maggioranza ipocrita le ha respinte appellandosi alla successiva redazione di un regolamento organico che però non è mai arrivato in commissione. Un vero peccato, per una vicenda che descrive simbolicamente il lassismo e la sciatteria politica dell’amministrazione Biondi.

È stata approvata, invece, la proposta del gruppo per regolamentare gestione e utilizzo degli spazi culturali, iniziativa che ha visto una inevitabile battuta d’arresto con le dolorose chiusure imposte dall’emergenza sanitaria, “ma di cui torneremo a chiedere conto”, ha sottolineato Anna Lucia Bonanni.

La Coalizione Sociale ha denunciato in più occasioni il metodo spartitorio, quando non addirittura familistico, nelle nomine degli amministratori delle società partecipate e persino degli enti culturali: all’opposto abbiamo sempre chiesto trasparenza, praticandola come quando abbiamo pubblicato noi, al posto dell’amministrazione inadempiente, i curriculum delle candidate e dei candidati ai vertici degli enti partecipati del Comune dell’Aquila, per consentire a cittadine e cittadini di farsi un’idea delle motivazioni delle nomine”.

In tema di pianificazione del territorio, proprio ad inizio consiliatura, è stato ottenuto di evitare i danni della sciagurata legge regionale 40/2017, che avrebbe reso abitabili garage, scantinati e sottotetti; sul tema delle “casette” è stata incalzata più volte l’amministrazione che ha però ha scelto, per questo come per altri argomenti complessi e di problematico consenso, la strada della vile inerzia.

“Continueremo a chiedere la razionalizzazione dello sconfinato patrimonio abitativo pubblico ereditato dalla gestione emergenziale del post sisma con l’abbattimento dei manufatti provvisori, di quelli pericolanti e/o non rispettosi del territorio e il riuso dei rimanenti attraverso politiche attrattive ed inclusive che riducano l’uso di suolo e il consumo di risorse”, ha commentato Bonanni.

“Siamo e saremo sempre con la rete delle realtà antifasciste – ha aggiunto la neo consigliera comunale – continuando a proporre iniziative come la mozione contro la concessione di locali, spazi o suolo pubblico, né di contributi o patrocini ad associazioni, gruppi, organizzazioni politiche e sociali che manifestino e professino idee e comportamenti razzisti, xenofobi, antisemiti, omofobi. Mozione che abbiamo già presentato e che ovviamente è stata bocciata dalla destra al governo della città”.

Si continuerà, inoltre, a chiedere e vigilare affinché il richiamo alla memoria su cui fondare le iniziative di programmazione e sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio, non rappresenti un facile slogan, ma costituisca sempre uno stimolo alla lotta per la verità e la giustizia, un impulso al dubbio e alla critica dura e costruttiva, un monito per il futuro. A tal proposito è stato intenso il ricordo di Antonietta Centofanti, che della Coalizione Sociale era uno dei cuori pulsanti, da parte di Cimoroni e Bonanni.

A servizio della collettività

L’azione politica è stata portata avanti in continuità con i movimenti sociali e civici del post-sisma aquilano, in un lavoro teso al cambiamento politico, sociale e culturale della comunità avviato ormai 12 anni, e tuttora in corso. L’obiettivo, come sempre, è il miglioramento delle condizioni e della qualità della vita per i cittadini e le cittadine, l’eliminazione delle disuguaglianze sociali, la crescita della città oltre la ricostruzione, soprattutto in questi mesi estremamente difficili caratterizzati dalla pandemia.

Principi che guideranno anche l’azione in Consiglio di Anna Lucia Bonanni: “Come ha affermato Carla, non siamo in consiglio per rappresentare noi stesse né i nostri interessi – ha evidenziato – ma per portare avanti la nostra idea di città, equa, aperta, solidale, bella. Il miglioramento della qualità della vita, oggi tutt’altro che ottimale, sarà centrale anche nelle iniziative che immaginiamo e metteremo in pratica nei prossimi mesi. Il nostro è un percorso che, in tante e diverse forme, è nato tempo fa e porteremo avanti oltre questa consiliatura, fuori e dentro le stanze decisionali”.

“In particolare, nella mia veste di rappresentante istituzionale di Coalizione sociale presenterò questo gruppo all’interno di un percorso che stiamo avviando insieme ad altre realtà dell’attivismo civico e di cui a breve realizzeremo la prima iniziativa pubblica, mercoledì 19 maggio alle ore 18 al parco del Castello. Il nome, Primavera aquilana, richiama il nostro desiderio di dare vita a un percorso di cambiamento e di riscatto, di apertura e passione, d’inversione di rotta rispetto a quanto espresso finora da questa amministrazione”.

Docente di lettere al liceo “Cotugno” dell’Aquila, Anna Lucia Bonanni è da sempre impegnata nel sociale. È stata infatti per anni responsabile nel capoluogo della Lav (Lega antivivisezione) e protagonista della straordinaria stagione di partecipazione e mobilitazioni della cittadinanza nei primi anni del post-sisma, proseguita poi in un impegno nella battaglia per la ricostruzione delle scuole, dopo 12 anni al palo. Porta la sua esperienza a servizio della Coalizione Sociale, dei singoli e delle organizzazioni che essa esprime, anche forte già di una passata esperienza come consigliera comunale, a fine degli anni ‘90.

Le donne e gli uomini della Coalizione Sociale ringraziano Carla Cimoroni per le battaglie intraprese in questi anni, per la determinazione e la puntualità delle azioni e per una consiliatura totalmente a servizio della collettività. Consapevoli che ogni ruolo, istituzionale o meno, è “parte del tutto”, di un percorso vivo e collettivo.

Tutti e tutte in Consiglio per dire NO all’ennesimo centro commerciale!

Giovedì prossimo 18 giugno alle 10 saremo in Consiglio a Villa Gioia per dire NO all’ennesimo centro commerciale che dovrebbe sorgere in località Centi Colella.

Invece di preoccuparsi di portare a termine i lavori del cosiddetto PalaJapan, opera pubblica incompiuta e abbandonata proprio da quelle parti, l’Amministrazione pensa ad autorizzare un nuovo parco commerciale in zona ovest già abbondantemente servita da strutture simili.

Denunciamo da tempo che, alla base di questi progetti, non esiste alcuna programmazione e pianificazione delle attività commerciali, nessun indirizzo su come dovrebbero essere suddivise tra strutture piccole, medie e grandi in ragione della distribuzione della popolazione attuale e futura, nessuna visione complessiva sulla riqualificazione del territorio, con buona pace della sbandierata rivitalizzazione dei centri storici e dei luoghi della socialità.

È solo la resa all’urbanistica contrattata, nell’interesse privato di pochi, senza alcun riguardo per l’ulteriore cementificazione, la sofferenza dei mercati e del piccolo commercio, la mancanza di alternative alla “passeggiata” al centro commerciale per le ragazze e i ragazzi di questa città.

Del resto anche il Piano regolatore generale (Prg) – ormai è evidente – è rimasto chiuso in un cassetto.

La proposta del nuovo centro commerciale è passata mesi fa in Commissione con molte perplessità anche della maggioranza e viene il sospetto che si voglia approfittare dell’attuale modalità “a distanza” dei Consigli comunali per sopire i malumori e limitare il dibattito e le proteste. Anche per questo giovedì saremo presenti a Villa Gioia.

Invitiamo associazioni, cittadine e cittadini che vogliono opporsi a questo scempio a manifestare la propria contrarietà presenziando all’esterno dell’aula, nel rispetto delle regole imposte dall’emergenza sanitaria.

BIONDI, ABBANDONATO DALLA LEGA, HA UNA NUOVA MAGGIORANZA CON DI BENEDETTO

Oggi è arrivato in Consiglio comunale l’atto più politico dell’anno, il bilancio di previsione, quello che sancisce le priorità su cui l’Amministrazione intende intervenire, mettendoci i soldi insomma.

È stata l’occasione per sancire, presenze alla mano, che il Sindaco non ha praticamente più i numeri per governare vista l’assenza di tutti gli assessori e consiglieri della Lega, forza determinante per la vittoria del sindaco e per la tenuta della maggioranza, e del consigliere Silveri, in rotta da tempo.

Di fatto la Lega ha tolto il sostegno al sindaco Biondi in occasione dell’atto più importante che ogni anno approda in Consiglio, il bilancio di previsione.

A salvare dall’impaccio politico Biondi ci hanno pensato i cinque consiglieri del gruppo del Passo possibile, con il leader Americo Di Benedetto, che restando in aula hanno garantito il necessario numero legale per l’avvio dei lavori sostituendo politicamente e nei numeri la Lega. Con tanto di applausi dai banchi della destra!

Un accordo politico vero e proprio quelle tra Biondi e Di Benedetto, di cui saremmo curiosi di conoscere le contropartite a livello locale e regionale, che, al di là delle chiacchiere, di fatto determina un cambio negli assetti della maggioranza che sostiene il sindaco.

E certo non basta la retorica della “responsabilità istituzionale”, del “bene per la città” profusa a piene mani dal sindaco e dal consigliere Di Benedetto: rendano espliciti piuttosto i termini del loro accordo politico, perché di questo, e solo di questo, si tratta.

Crediamo sia dovuto prima di tutto alle cittadine e ai cittadini che li hanno votati. Quello che è davvero inammissibile è che un cambio di maggioranza venga fatto nell’ombra senza spiegare alla città cosa sta succedendo, le motivazioni e gli obiettivi.

Maggioranza boccia diminuzione canone CASE

La maggioranza in Consiglio comunale stamattina ha di fatto votato per aumentare il canone di affitto degli alloggi del Progetto CASE e MAP. 

Il casus si è creato a seguito dell’entrata in vigore, il 1° ottobre scorso, dei nuovi Accordi territoriali (i precedenti risalivano al 2004) per la stipula di contratti di locazione a canone concordato, che individuano due fasce di oscillazione del canone, invece delle precedenti tre.

Succede però che i canoni di locazione per gli alloggi CASE/MAP siano fissati dalla D.C.C. 29/2015 che stabilisce agevolazioni per i redditi fino a 12.000 €, e  di prendere a riferimento il valore medio della prima fascia di oscillazione degli Accordi Territoriali per i redditi da 12.000 € in su.

La prima fascia dei nuovi Accordi ha inevitabilmente un’oscillazione più ampia rispetto alla precedente e di conseguenza un valore medio sensibilmente più alto rispetto a quello dei vecchi Accordi. Ne consegue l’automatico aumento del canone per gli alloggi CASE/MAP, almeno per i redditi superiori a 12.000 €.

Per questo avevamo presentato una mozione per modificare la D.C.C. 29/2015, in modo da scongiurare l’aumento. Chiedevamo anche di introdurre agevolazioni per i redditi ISEE fino a 20.000 €.

La mozione  è stata bocciata dai consiglieri della maggioranza che hanno di fatto sancito in questo modo l’aumento del canone. Imbarazzante la mancanza di indicazioni da parte della Giunta con l’assenza, ancorché giustificata, dell’Assessore al ramo e il silenzio dei rappresentanti presenti; imbarazzante il ricorso al Dirigente per spiegare l’ovvio e che cioè il canone aumenterà; ancora più imbarazzante l’assenza di dibattito nel merito in Consiglio rispetto a un tema, quello della gestione di questo enorme patrimonio abitativo pubblico che, come denunciato in più occasioni, rappresenta un vero e proprio macigno per l’Amministrazione e il territorio. La prospettiva, miope ma indicata in più occasioni, è quella di aumentare il canone degli alloggi anche per i redditi più bassi: l’importante insomma è fare cassa (obiettivo evidentemente mancato alla luce di 600 alloggi liberi!), senza distinzione tra condizioni socio-economiche e nella perdurante assenza di manutenzione e servizi e soprattutto di una strategia complessiva.

La cittadinanza onoraria a Letta è inopportuna nel metodo e soprattutto nel merito

Siamo contrari al conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Letta – e lo diciamo senza giri di parole – nel metodo ma soprattutto nel merito.

Pensiamo che un tale riconoscimento dovrebbe testimoniare l’appartenenza ideale e unanime alla comunità cittadina. Proprio per questo la cittadinanza onoraria dovrebbe essere un provvedimento frutto di un processo di condivisione con tutte le forze che in consiglio rappresentano la città. Questo non è affatto accaduto, e tale conferimento dato da una sola parte politica equivarrebbe ad una cittadinanza dimezzata.

Una scelta divisiva quindi, che dimentica o peggio ignora quanto sia ancora più diversificato e controverso il giudizio sulla gestione dell’emergenza post-sisma, epoca in cui Letta ricopriva ruoli di alta responsabilità istituzionale, determinando e avallando scelte dei vertici della Protezione civile e del Governo contestate allora come oggi, spesso al centro di scandali e inchieste.

Parliamo, tra le altre cose, dell’operazione Protezione Civile SpA per limitare i controlli sull’organizzazione dei grandi eventi, degli appalti milionari senza gara affidati agli amici degli amici in nome dell’urgenza, della gestione mediatica persino dei funerali solenni, quando ci si preoccupò addirittura di piazzare Berlusconi irritualmente in prima fila tra i parenti delle vittime.

Siamo e vogliamo rappresentare, in Consiglio comunale, anche quella parte della cittadinanza che ritiene assolutamente inopportuno omaggiare chi all’epoca fu regista più o meno occulto, complice o garante di tali scelte e iniziative.

Siamo e vogliamo rappresentare anche chi in questi anni ha continuato a contestare e denunciare una gestione autoritaria dell’emergenza e della ricostruzione ritenendola troppo spesso opportunista, cinica e irrispettosa.

Anche alla luce di quanto avvenuto durante il voto in Commissione, nel rispetto delle legittime posizioni di tutti, vogliamo chiarire che la cittadinanza onoraria a Letta, se ci sarà, non sarà mai data dall’assise all’unanimità, perché non sarà mai a nostro nome.

La maggioranza di Biondi è in crisi e pensa solo a elezioni e poltrone

L’assessora al Bilancio Annalisa Di Stefano e Roberto Jr Silveri

A più di un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi, la maggioranza continua a litigare. Non c’è stato un giorno, nell’ultimo anno, in cui la destra al governo della città abbia lavorato unitariamente per il bene della comunità aquilana.

Mesi e mesi per spartirsi le poltrone lottizzate delle società partecipate, settimane a discutere per le candidature alle elezioni politiche, e poi i litigi per il potere e l’egemonia tra Forza Italia e Lega, i cambi di casacca in Consiglio e le frecciatine continue, neanche tanto velate, a mezzo stampa, così come nelle commissioni. L’ultima patetica pantomima, in ordine di tempo, riguarda il Documento unico di programmazione (Dup), uno strumento che pianifica le attività e i finanziamenti in bilancio per i prossimi tre anni. L’assessora Annalisa Di Stefano l’ha presentato, e poi si sono svolte tre commissioni sull’argomento durante le quali non si è parlato di nulla. Il documento è arrivato in Consiglio lo scorso 23 luglio, ma la maggioranza ha deciso di rinviare il voto, per prendere tempo. Oggi il capogruppo di Forza Italia Roberto Silveri ha chiesto – ottenendolo – un ulteriore rinvio a settembre, dicendo che che il Dup necessita di una “discussione più approfondita” e chiedendo più tempo per un confronto.

La realtà è che siamo già in pre-campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, dove diversi esponenti della maggioranza di Consiglio e Giunta concorrono per l’ennesima poltrona. In tutto questo la città è immobile, e tutte le iniziative intraprese sono in perfetta continuità con la precedente amministrazione. Inoltre, le tante promesse, fatte in Consiglio, alla stampa e sui social, non vengono mantenute. Un esempio su tutti riguarda la riapertura del Parco del Sole, che richiediamo da mesi e che continua a essere rinviata, prima a fine giugno, poi a metà luglio. Mentre la bella stagione scorre inesorabilmente e in città gli spazi pubblici latitano più che mai.

Noi continueremo con l’opposizione dura e costruttiva che ci ha contraddistinto in questi mesi, fuori e dentro il Consiglio comunale. Ma siamo certi che le grane al Sindaco arriveranno anche dalla sua maggioranza, disposta a farsi la guerra per un poco di voti e di potere in più, a discapito della nostra città, che viene ogni giorno offesa e oltraggiata.

Coalizione Sociale dà la sveglia alla Giunta sul contributo una tantum !

Oggi è stata discussa in Consiglio comunale la nostra interrogazione, che sollecitava la Giunta ad adempiere alla deliberazione che regola il contributo una tantum alle famiglie in difficoltà estrema, emanando il relativo avviso. L’interrogazione era stata presentata ai primi di giugno e giusto una settimana dopo l’Amministrazione ha finalmente iniziato a dare corso alle relative procedure.

Insomma dopo mesi di immobilismo, giusto giusto dopo aver ricevuto la nostra interrogazione e prima di rispondere in Consiglio, gli uffici comunali finalmente danno seguito a quanto deliberato, approvando l’avviso per cui a giorni – dice l’Assessore – sarà possibile presentare le domande. Su questo continueremo chiaramente a vigilare con attenzione.
Anche perché nei confronti dell’ una tantum in città persiste una domanda forte, tanto più che viene atteso da famiglie indigenti (meno di 6mila euro di Isee) che non possono accedere alla misura del REI.
A forza di incalzare la maggioranza, la maggioranza lentamente “si smucchia”. Resta purtroppo inquietante però il fatto che questa amministrazione disattenda sistematicamente ai bisogni e alle scadenze sentite come impellenti dalla cittadinanza.

Una situazione simile sta accadendo per il bando per la prosecuzione del Progetto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel Comune dell’Aquila.

Un mese fa abbiamo chiesto, insieme a tutte le consigliere e i consiglieri di opposizione e alla consigliera straniera Edlira Banushaj, la convocazione urgente della Commissione Politiche Sociali sulla prosecuzione del Progetto in scadenza al 30 giugno dopo ben tre proroghe tecniche, nelle more di un bando mai emanato, e in attesa della liquidazione delle attività dell’anno precedente.

Nonostante le nostre sollecitazioni al rispetto dei tempi previsti dal Regolamento del Consiglio per la convocazione della Commissione – 10 giorni dalla richiesta – la riunione è stata fissata solo al 10 luglio.
Il tempo di sistemare le cose anche qui, evidentemente. Si sta procedendo infatti al saldo delle attività e all’ennesima proroga del progetto, intanto che viene definito il bando di gara, come prevede la norma. Di tutti questi ritardi chiederemo conto in occasione della Commissione così come chiederemo anche di capire in che modo la Giunta intenda dare seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, volto ad avviare un Progetto Sprar per minori nel territorio comunale.

Uffici regionali a Pescara, il nostro intervento: “Non campanilismo, ma necessità di offrire ad aziende del nostro territorio servizi accessibili”

Oggi si è tenuto il Consiglio straordinario sulla riorganizzazione degli uffici regionali che trasferirebbe l’area delle Opere Pubbliche (Genio Civile) da un Dipartimento storicamente aquilano a quello delle Infrastrutture con sede a Pescara. Assenti ingiustificati, ancora una volta, Lolli e Pietrucci. Assenza ancora più irrispettosa del Consiglio comunale e quindi della città se è vero come è vero che la delibera è stata approvata ieri sera passando anche sopra al dovuto confronto con le parti sindacali.

Nel corso del Consiglio abbiamo evidenziato un aspetto meno macroscopico rispetto alla vicenda delle strutture del Genio civile ma, a nostro avviso, anche più impattante in termini di spostamento e soprattutto di accentramento a Pescara di centri decisionali, fino ad oggi presenti nel nostro territorio.
Si tratta delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA) per piccole e medie aziende (PMI) e – lo chiariamo subito – non si tratta di campanilismo, ma di fornire al tessuto produttivo del nostro territorio composto da aziende piccole – spesso anche piccolissime – ma vitali, servizi accessibili e funzionali.
Una piccola premessa:

l’AUA è stata introdotta con un D.P.R. nel 2013 coerentemente con tutto l’impianto normativo in materia ambientale che va sempre più verso provvedimenti unici ossia che contengono autorizzazioni relative a diversi aspetti; prima, infatti, l’autorizzazione agli scarichi idrici e l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera erano rilasciati separatamente con due distinti atti per due distinte istanze, da due diversi uffici. Dal 2013, invece, una PMI che per mettere in esercizio la propria attività abbia bisogno di autorizzazione agli scarichi oppure di autorizzazione alle emissioni oppure di entrambe le autorizzazioni fa solo istanza di AUA. Dalle piccole carpenterie metalliche alle farmaceutiche, passando per gli allevamenti, sono tantissime le tipologie di aziende che chiedono l’AUA. Le istanze di AUA d’altro canto, sono in buona parte istanze per sole autorizzazioni agli scarichi. Le domande di AUA passano per i SUAP, ossia gli sportelli per le attività produttive presso i singoli Comuni e da lì all’Autorità competente al rilascio dell’AUA e a tutti gli enti coinvolti (ASL, ARTA,…). Prima della famigerata riforma erano le quattro Province le Autorità competenti, dopo lo è diventata la Regione avvalendosi del personale trasferito dalle Province.

Fino a ieri, il rilascio dell’AUA aveva continuato comunque a seguire un criterio “abbastanza” territoriale nel senso che esistevano due Uffici di due distinti Servizi – leggi Dirigenti – , uno a Pescara per i procedimenti relativi alle province di Pescara e Chieti, l’altro a L’Aquila per quelli delle province di L’Aquila e Teramo.
Da domani ci sarà un solo Ufficio per tutta la Regione: Ufficio, Responsabile e Servizio con relativo Dirigente di riferimento saranno tutti nella sede di Pescara.

La Regione ha anche conservato quattro Uffici per l’autorizzazione agli scarichi, uno per ogni provincia, e curiosamente uno solo per l’autorizzazione alle emissioni, con sede, va da sè, a Pescara, tutti eredità piuttosto anacronistica ormai della vecchia organizzazione delle Province, pensata quando l’Autorizzazione Unica era di là da venire.

Tutto questo rimane invariato nel nuovo assetto: sarà proprio l’Ufficio Emissioni a rilasciare le AUA per le piccole aziende di tutta la regione coinvolgendo, di volta in volta, l’Ufficio scarichi competente per ciascuna provincia per avere l’autorizzazione specifica.

Considerata la quantità e la diffusione sul territorio di queste imprese, crediamo che l’accentramento e il conseguente allontanamento da alcuni territori di queste funzioni possa costituire un problema sia per l’organizzazione del lavoro, visto che è stato assicurato che non ci sarà alcun trasferimento di personale, ma soprattutto per l’utenza: le conferenze di servizi si terrebbero solo a Pescara, e solo a Pescara avrebbero luogo tutti quei confronti preliminari con i rappresentanti delle PMI e/o loro consulenti, tanto frequenti quanto utili per snellire il procedimento.

Insomma, invece di superare l’anacronistica divisione per “autorizzazioni di settore” (emissioni e scarichi) e di pensare a “Uffici AUA” multidisciplinari e decentrati più aderenti all’evoluzione normativa e alle esigenze di prossimità del nostro tessuto produttivo, si perpetua un’organizzazione obsoleta, sempre più distante proprio dai territori più complessi e assolutamente poco funzionale! Cui prodest? Non rimane che sperare, per una volta, nella proverbiale inerzia della Pubblica Amministrazione!

Sulle partecipate spartizione politica e parenti, altro che rottura dei meccanismi!

A un anno dall’insediamento dell’amministrazione Biondi, alcune delle società partecipate del Comune dell’Aquila, organi fondamentali per i servizi essenziali ai cittadini e alle cittadine, non hanno ancora una guida. Le nomine ratificate in queste ore dal Sindaco sono preda della lottizzazione partitica della maggioranza di destra alla guida della città. Nomi che giravano da tempo, espressione esclusivamente della spartizione tra le liste che hanno sostenuto Biondi alle elezioni dello scorso anno.

La poltrona all’Azienda farmaceutica municipalizzata Spa è stata “assegnata” alla lista L’Aquila Futura, coordinata di fatto dall’ex consigliere comunale, politico e già vice presidente della Gran Sasso Acqua, Salvatore Santangelo. Sua sorella, Alessandra, è infatti la nuova amministratrice dell’azienda. Mentre suo fratello, Roberto, siede in Consiglio comunale.

E proprio Roberto Santangelo, quando si è trattato di votare in Consiglio il nostro emendamento che estendeva anche ai parenti stretti dei consiglieri comunali l’impossibilità di essere nominati ai vertici delle aziende partecipate dal Comune, è uscito dall’aula. Un emendamento che è stato bocciato dalla maggioranza, senza una sola motivazione. Oggi è chiaro alle aquilane e agli aquilani il perché.

Ricordiamo che il Consiglio comunale, in quanto “proprietario” delle Società partecipate, esercita attività di controllo sulle stesse attraverso, per esempio, il confronto nelle Commissioni. Cosa farà il consigliere Santangelo quando l’amministratrice Santangelo verrà a riferire in Consiglio o nelle Commissioni? Sarà obiettivo nelle proprie valutazioni? Continuerà ad assentarsi, confermando di fatto l’imbarazzo e l’inopportunità di tale nomina?

Invitiamo tutte e tutti a verificare le competenze dei nuovi nominati, a confrontarle con quelle degli altri candidati [i cui curriculum sono pubblicati qui], a valutare se per guidare per esempio il SED potrebbe essere opportuno avere qualche esperienza o competenza nel settore dei big data o magari del cosiddetto “diritto digitale alla città”, cioè in sostanza il diritto di accesso ai dati e al loro utilizzo, per garantire alle cittadine a ai cittadini di prendere parte attiva alle trasformazioni in atto e non semplicemente subirle. Oppure se l’importante sia nominare chi, alla fine dell’esercizio faccia solamente quadrare i conti della partecipata di turno, anche a discapito del servizio offerto alla città.

Chi ha vinto le elezioni facendo facile demagogia sui “meccanismi da rompere”, sta perpetrando esattamente gli stessi malati comportamenti del passato: lottizzazione partitica delle poltrone e favoreggiamento di amici e parenti – anziché il giudizio prioritario in base alle competenze – a discapito dei servizi pubblici essenziali per i cittadini e le cittadine.

Stato dell’arte e prosecuzione del Progetto Sprar, Coalizione Sociale chiede chiarezza

Abbiamo chiesto, insieme a tutte le consigliere e i consiglieri di opposizione e alla consigliera straniera Edlira Banushaj, la convocazione urgente della Commissione Politiche Sociali sulla vicenda relativa allo stato dell’arte e alla prosecuzione del Progetto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel Comune dell’Aquila.

A fine 2016, infatti, l’amministrazione aveva deliberato la volontà di proseguire le attività del Progetto Sprar anche per il triennio 2017-2019, impegnandosi a indire il bando pubblico, di cui però ad oggi non c’è traccia. In attesa quindi dell’avviso e del successivo affidamento, sia la giunta Cialente che la giunta Biondi hanno dato seguito alle attività ricorrendo a proroghe tecniche. Di sei mesi in sei mesi, la terza proroga scadrà il prossimo 30 giugno, a cui dovrà seguire necessariamente una quarta. Il Sindaco Biondi come l’Assessore Bignotti, del resto, hanno in più occasioni affermato che intende continuare a “fare SPRAR”. Ci si ritrova così, ad oggi, con un bando inesistente e che una volta indetto dovrà riguardare meno della metà del triennio del progetto approvato (2017-2019). Questa modalità di azione, quantomeno anomala, potrebbe peraltro essere osservata anche dal Ministero, che gestisce ed eroga i fondi.

Per questo abbiamo richiesto alla presidente Elisabetta De Blasis, di convocare a breve la Commissione Politiche Sociali, anche prima dei dieci giorni previsti dal Regolamento del Consiglio, considerando le imminenti scadenze. In quella occasione chiederemo anche di capire come la Giunta intenda dare seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, volto ad avviare un Progetto Sprar per minori nel territorio comunale.

Pur ritenendo da sempre che il sistema nazionale dell’accoglienza debba essere riformato, al fine di migliorare l’accoglienza nel principio dell’inclusione e dell’integrazione, siamo convinti che lo Sprar rappresenti ad oggi lo strumento migliore esistente, sotto diversi punti di vista

Incasellare correttamente i meccanismi amministrativi che lo garantiscono aiuta a gestire un sistema – che peraltro garantisce cospicue entrate annuali nelle casse comunali – con maggiore equità, trasparenza e tutela per migranti, rifugiati e richiedenti asilo.