Coalizione Sociale: Scongiurare aumento affitti Case e Map e confronto sulla gestione

Abbiamo presentato una mozione, che chiediamo venga discussa con urgenza,  per modificare i canoni di locazione previsti per gli alloggi CASE/MAP dalla Delibera di Consiglio comunale 29/2015.

Il 1° ottobre scorso, infatti, sono entrati in vigore i nuovi Accordi territoriali (i precedenti risalivano al 2004) per la stipula di contratti di locazione a canone concordato, la cui applicazione rischia di avere sensibili ripercussioni sulla determinazione degli affitti per gli alloggi post sisma di proprietà del Comune.

Tra i punti salienti dei nuovi Accordi sono senz’altro apprezzabili la riduzione dei canoni nelle aree a maggiore richiesta abitativa e per le tipologie abitative ad uso familiare/coabitazione (dai 71mq in su) e la semplificazione dovuta all’individuazione di due fasce di oscillazione del canone, invece delle precedenti tre, sulla base delle caratteristiche oggettive delle abitazioni.

Quello che ci preoccupa, per quanto riguarda gli alloggi pubblici, è che la riduzione da tre a due fasce prevista dai nuovi Accordi potrebbe tradursi, impropriamente, in un generalizzato incremento dei canoni di locazione per gli alloggi CASE/MAP fissati dalla D.C.C. 29/2015.

In particolare, la D.C.C. 29/2015 stabilisce che il canone di locazione mensile è determinato in funzione della fascia di reddito ISEE con canoni fissi agevolati per i redditi fino a 12.000 €. Da 12.000 € in su, invece si prende a riferimento, appunto, il valore medio della prima fascia di oscillazione degli Accordi Territoriali. 

La “nuova” prima fascia, in sostanza, ha inevitabilmente un’oscillazione più ampia rispetto alla precedente e di conseguenza un valore medio sensibilmente più alto rispetto a quello dei vecchi Accordi. L’incremento, tra l’altro, sarebbe maggiore proprio per gli alloggi CASE/MAP più periferici e meno serviti rispetto a quelli più “centrali”. 

Continuare ad applicare canoni invariati senza intervenire sulla Delibera potrebbe d’altronde esporre il Comune a rischi di danno erariale e comunque creare ulteriore confusione e incertezza nel già piuttosto intricato ginepraio della gestione del progetto CASE.

Per questo, con la nostra mozione, chiediamo che si modifichi la DCC 29/2015 nel senso sopra detto e che sia pure l’occasione per  introdurre agevolazioni anche per i redditi medi e medio-bassi (fascia ISEE tra 12.000 e 20.000 €).

Chiediamo in generale che si apra un confronto nelle Commissioni consiliari competenti, sulla gestione di questo enorme patrimonio abitativo pubblico che, come denunciato in più occasioni, rappresenta un vero e proprio macigno per l’Amministrazione e il territorio in assenza di una strategia di gestione per l’oggi e di una prospettiva di demolizione in un futuro che speriamo sia sempre più prossimo.

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