Meno droni, più tamponi


Il parere della Prefettura sull’ordinanza del Sindaco che imponeva l’esecuzione dei tamponi ai lavoratori dei cantieri alla ripresa dell’attività, ha definitivamente sancito l’incapacità politica e amministrativa di un Biondi ormai affetto da protagonismo a tutti i costi. Non ci stupisce, l’avevamo già evidenziato nella  vicenda dei buoni pasto alimentari.

Data comunque per acquisita la convenzione tra ANCE, ASL e Istituto Zooprofilattico di Teramo, la domanda sorge spontanea: questa enorme capacità diagnostica che il territorio scopre di avere in più da un giorno all’altro, come e quando verrà messa a disposizione dell’intera popolazione? 

Ricordiamo che la convenzione prevede l’effettuazione di 500 prelievi ogni giorno eseguiti da operatori sanitari con costi per personale e materiale a carico di ANCE e delle imprese. I tamponi verranno processati entro 36/48 ore presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, uno dei pochi laboratori regionali accreditati della Regione Abruzzo e attivo da subito. Gli altri come noto sono quelli dell’ospedale di Pescara, dell’Università di Chieti e finalmente da un paio di giorni del San Salvatore dell’Aquila, al momento dunque tutti laboratori pubblici. 

La ASL dell’Aquila avrà il ruolo di monitoraggio e di raccolta dei dati epidemiologici, in collaborazione con i medici competenti delle imprese.

Finora la capacità di analisi dell’intera rete laboratoristica abruzzese si è attestata su circa 1000 tamponi al giorno di media. Da quanto dichiarato dalla ASL il laboratorio aquilano potrà processare a regime circa 70 campioni ogni giorno.

Stante la convenzione ANCE, scopriamo che è evidentemente possibile incrementare facilmente tali quantità: 500 in più presso il solo Istituto Zooprofilattico. Le infrastrutture laboratoristiche, insomma, almeno quella di Teramo, sono tali da poter processare tamponi in quantità molto maggiore di quanto fatto finora.

Crediamo che si tratti di un’ottima notizia per la nostra Regione, soprattutto all’avvio della fase 2: lo hanno capito anche i sassi ormai che per tenere sotto controllo questo virus è necessario “Testare, Tracciare, Trattare”. Lo ha ribadito anche l’AIE, Associazione Italiana di Epidemiologia che proprio un paio di giorni fa, in una lettera inviata alle Istituzioni, raccomandava tra le attività prioritarie da mettere in campo per interrompere le catene dei contagi:

– l’incremento immediato della capacità di accertamento diagnostico dei casi

con  allargamento anche a soggetti asintomatici con alto rischio di infezione; 

– la capillarità del contact tracing e supporto tecnologico potenziando gli organici e gli strumenti tecnologici dei Dipartimenti di prevenzione; 

– l’adeguamento e potenziamento dei sistemi di sorveglianza nazionale attraverso un sistema informativo unico per il monitoraggio delle attività.

Non abbiamo dubbi quindi che l’incremento di capacità laboratoristica messo velocemente a punto per la convenzione ANCE sarà utilizzato dalla Regione per aumentare gli accertamenti diagnostici sulle lavoratrici e i lavoratori, a cominciare da quelli più esposti, e sulla popolazione in generale in base a condizioni di suscettibilità. Certo l’ANCE per la convenzione copre le spese in più per personale e materiali. Ma non potranno essere certo questi costi a bloccare un’opportunità così strategica per la salute collettiva con la possibilità di sfruttare un’infrastruttura pubblica, esistente e immediatamente operativa.

Anzi chiediamo a questo punto di conoscere con precisione quale capacità massima siano in grado di garantire le infrastrutture laboratoristiche regionali attualmente accreditate, se opportunamente ottimizzate, e che tali risorse preziose vengano utilizzate immediatamente per assicurare il massimo impegno nell’interruzione del contagio. Siamo certi che tali richieste siano condivise dall’intera Amministrazione cittadina.

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