Invece della restituzione delle provvisionali, lo Stato chieda scusa ai parenti delle vittime e alla città


Lo Stato è tornato a chiedere indietro le provvisionali già accordate ai parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 all’indomani del giudizio di primo grado.

La richiesta arriva direttamente dalla Presidenza del Consiglio, in esito alla sentenza d’Appello, confermata in Cassazione, che ha annullato tutte le condanne per i componenti della Commissione Grandi Rischi ad eccezione di Bernardo De Bernardinis, la cui pena è stata ridotta peraltro a 2 anni.
Al di là dell’esito processuale, rimane l’ingiustizia di uno Stato che ha inteso risarcire le case, le proprietà, i puntellamenti, persino i traslochi, ma non ha ammesso alcun riconoscimento, neppure simbolico, ai parenti di tutte le vittime e alla città intera per la perdita di 309 vite.

Sarebbero state un conforto anche solo le scuse per la mancata prevenzione, per la negligenza con cui uomini di Stato hanno rassicurato la popolazione, per i ritardi nella messa in sicurezza degli edifici a rischio.
Invece, è uno Stato che continua a rinnovare incarichi proprio a De Bernardinis, ritenuto responsabile per negligenza anche dalla giustizia penale e di recente (ri)nominato a capo dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Uno Stato che continua ipocritamente a sfilare all’indomani di tutte le tragedie, per poi abbandonare le popolazioni, soprattutto laddove i numeri sono piccoli come sta accadendo per le aree appenniniche colpite dagli eventi sismici degli ultimi mesi.

Uno Stato che investe briciole in prevenzione e messa in sicurezza, privilegiando le grandi opere.

Del resto, nemmeno l’Amministrazione, in rappresentanza della città, ha avuto la sensibilità, il coraggio e l’orgoglio di schierarsi con forza a fianco di tutte le 309 vittime e delle loro famiglie nella battaglia per rivendicare verità e giustizia per questo territorio. Il gonfalone del Comune non è mai stato presente nei tribunali a condividere la richiesta che lo Stato riconoscesse le proprie responsabilità nella nostra tragedia.
Quando parliamo di “Città della memoria” non intendiamo solo che sia fondamentale investire in prevenzione e sicurezza, per onorare le vite che abbiamo perso nella tragedia del 2009 così come le vittime di altri eventi simili. Vogliamo anche una città fondata sulla consapevolezza di quanto accaduto e sul riconoscimento delle responsabilità di tutti, perché è così che a una popolazione si restituiscono dignità e orgoglio.

Perché quello che è successo non accada mai più.

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